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Split Payment

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Cos’è lo split payment?

La scissione dei pagamenti (definita anche “Split Payment”) è uno speciale sistema di liquidazione e versamento IVA che si applica in Italia in particolari fattispecie di cessioni di beni e prestazioni di servizi tassativamente indicate dall’art. 17-ter del D.p.r. 633/1972 (Legge IVA).

 

Avviene in sostanza un processo di scissione dei pagamenti dell’imposta all’Erario (art. 17 ter DPR 633/1972) nel momento dell’acquisto di beni e/o servizi effettuati dalle Amministrazioni Pubbliche (escluse le debitrici d’imposta quindi quelle non soggette al regime di inversione contabile) queste si fanno carico al posto del fornitore di versare l’IVA.

 

In base a questo sistema:

  • il fornitore incassa il corrispettivo della cessione o prestazione al netto dell’IVA;
  • è direttamente il cessionario/committente a effettuare il versamento all’Erario dell’IVA (con le modalità indicate dall’art. 17-ter, c. 1 del D.p.r. 633/1972);
  • conseguentemente, la percentuale e l’importo dell’IVA devono comunque essere indicate/esposte in fattura, ma NON devono essere caricate in rivalsa nei confronti del cessionario/committente.

 

Il Consiglio dell’Unione Europea ha consentito all’Italia di utilizzare questo meccanismo solo in via temporanea.

 

Quando si applica

Il meccanismo della scissione dei pagamenti si applica (salvo alcune eccezioni) quando una società o un professionista devono emettere una fattura nei confronti di:

  • una Pubblica Amministrazione (Regione, Comune, Asl, Università, Ente Pubblico, etc.) quando non debitrice d’imposta;
  • un altro dei diversi soggetti tassativamente indicati all’art. 17-ter, c. 1-bis del  D.p.r. 633/1972  (società controllate dallo Stato, fondazioni pubbliche, etc.).

 

Organi pubblici che adottano lo split payment

La legge prevede alcuni soggetti obbligati all’utilizzo della nuova procedura.

 

Questi sono:

  • lo Stato italiano;
  • gli organi statali;
  • gli enti pubblici;
  • consorzi formati da enti pubblici;
  • CCIAA;
  • le università;
  • le ASL;
  • gli ospedali;
  • i professionisti;
  • società pubbliche;
  • società per azioni.

 

Per la verifica degli elenchi potete visitare la seguente pagina: Dipartimento delle finanze.

 

ATTENZIONE: lo split payment è una procedura fiscale esclusiva che viene applicata ai fornitori della Pubblica Amministrazione. Per essere riconosciuti fornitori bisogna farne richiesta ad ogni organo pubblico soggetto allo split payment.

 

Come funziona

Per l’applicazione i fornitori sono obbligati a emettere fattura elettronica verso la PA.
 
Cosa fare:

  1. creare la fattura in formato XML;
  2. firmare la fattura con firma digitale;
  3. inviare la fattura allo SdI (Sistema di Interscambio).

 

Le fatture elettroniche emesse verso la PA devono riportare la seguente dicitura in nota: Operazione soggetta a split payment – il cedente non incassa l’IVA ai sensi dell’ex art.17-ter del DPR 633/1972, l’acquirente è obbligato al versamento all’Agenzia delle Entrate.

 

Avvertenze

Il cedente/prestatore deve indicare nella fattura che la stessa è soggetta al meccanismo della scissione dei pagamenti ai sensi dell’art. 17-ter del D.p.r. 633/1972.

 

Ricordiamo che il cedente/prestatore, quando deve emettere una fattura in scissione dei pagamenti nei confronti di una Pubblica Amministrazione, o qualora vi sia comunque soggettivamente obbligato, deve farlo sempre con fattura elettronica trasmessa per il tramite del Sistema di Interscambio (… ins link alla nostra Guida pratica fattura elettronica).

 

In questo caso, il fatto che la fattura è sottoposta al meccanismo della scissione dei pagamenti deve essere segnalato nel file XML utilizzando anche il blocco-dati <Esigibilità IVA> (codice 2.2.2.7) e attribuendogli il valore “S” (che sta appunto per “scissione dei pagamenti – split payment”).

 

Errori e sanzioni

Il fornitore, se non indica chiaramente che la fattura da lui emessa è sottoposta al meccanismo dello split payment, è sottoposto, secondo la Circolare 27/2017 dell’Agenzia delle Entrate, alla sanzione prevista dall’art. 9, comma 1,
del D. Lgs. 471/1997.

 

Se il fornitore – nel caso di una cessione o prestazione che dovrebbe essere soggetta alla scissione dei pagamenti – emette una fattura senza l’indicazione della presenza della scissione dei pagamenti e, soprattutto, con applicazione/rivalsa espressa dell’IVA a carico del cessionario/committente, dovrà allora, sempre secondo la suddetta Circolare, procedere a
“regolarizzare” tale comportamento con l’emissione di apposita nota di variazione ex art. 26, c. 3 del D.p.r. 633/1972 e con l’emissione parallela di un nuovo documento contabile corretto.

 

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