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Che cos’è il Cespite?

Il cespite (asset) è un bene con vita utile pluriennale, per questo motivo è soggetto ad ammortamento, messo a disposizione dell’azienda e impiegato nell’attività produttiva o attività operative.

Per essere classificato come cespite, il bene deve possedere due caratteristiche fondamentali: durata utile superiore a 12 mesi e utilizzo nell’attività aziendale. Si tratta quindi di strumenti di produzione, immobili, macchinari, attrezzature o software che l’impresa impiega nel tempo per generare ricavi.

Dal punto di vista contabile, i cespiti sono iscritti nello Stato Patrimoniale tra le immobilizzazioni materiali o immobilizzazioni immateriali, a seconda della natura del bene, e ne consente il monitoraggio del valore nel tempo attraverso il processo di ammortamento (art. 102 del TUIR). Ha un valore in valuta e può essere convertito in denaro liquido quindi liquidabile o dotato di liquidità.

È importante distinguere tra:

  • cespiti materiali (ad esempio macchinari, impianti e veicoli);
  • cespiti immateriali (ad esempio software, brevetti e licenze).

Ciascuno soggetto a criteri specifici di iscrizione, ammortamento e eventuale rivalutazione secondo le norme civilistiche e fiscali. L’accurata classificazione e gestione dei cespiti è cruciale per le partite IVA, in quanto incide direttamente sulla determinazione del reddito d’impresa e sulla corretta applicazione delle deduzioni fiscali.

Occorre inoltre prestare attenzione al fenomeno del cespite simulato, ossia a quei beni contabilizzati come cespiti che, di fatto, non possiedono le caratteristiche di un vero bene strumentale. In questi casi, la registrazione contabile può apparire regolare, ma non consente la deduzione fiscale dell’ammortamento, poiché manca l’effettivo utilizzo o possesso del bene. La normativa e la prassi dell’Agenzia delle Entrate (circolare 23/E/2007) chiariscono che sono ammissibili ai fini fiscali solo i cespiti reali, materiali ((immobilizzazioni materiali)) o immateriali ((immobilizzazioni immateriali)), effettivamente utilizzati dall’impresa.

Un’accurata gestione e classificazione dei cespiti, distinguendo tra reale e simulato, è quindi cruciale per le partite IVA, sia per la corretta determinazione del reddito d’impresa sia per la prevenzione di eventuali contestazioni fiscali.

Per le società di persone o di capitale il cespite può essere conferito in sede di costituzione di una società sia come capitale sociale (previa valutazione scritta e depositata) sia in godimento pur restando di proprietà di uno dei soci. La normativa è diversa per le S.p.A..


Materiali e immateriali

I cespiti vengono divisi in classi o categorie se raggruppano beni materiali o immateriali e questa classificazione è fondamentale per il PdC (Piano dei Conti) in quanto, in base alla classificazione, definita dal Ministero delle Finanze (Decreto del 31/12/1988 - Coefficienti di ammortamento del costo dei beni materiali strumentali impiegati nell’esercizio di attività commerciali, arti e professioni), vengono definite le aliquote di ammortamento civile e fiscale (spesso basate sulle tabelle ministeriali del 31/12/1988).

I cespiti materiali sono quelli tangibili, si possono toccare o vedere come:

  • i macchinari;
  • gli impianti;
  • gli automezzi;
  • i computer;
  • gli immobili.

I cespiti immateriali, o intangibili, si dividono in:

  • finanziari: le azioni e le obbligazioni oppure i titoli di credito e debito emessi da una società in cerca di fondi (equity) scambiati in OTC (Over The Counter) se esiste una quotazione in borsa (debt financing o equity financing);
  • non finanziari: i software e i brevetti, i brands o marchi o semplicemente le licenze di utilizzo.

I cespiti finanziari si dividono, a loro vola, in quattro categorie:

  • correnti: risorse a breve termine da liquidare o convertire entro un anno tenendo presente il deprezzamento o la svalutazione e, in questo caso, si deve registrare sia il costo originale che quello attuale;
  • intangibili;
  • finanziari acquisiti da altre società tramite l’acquisto;
  • fissi o non correnti (beni capitali) cioè le risorse a lungo termine (PPE - Property, Plant and Equipment).

I cespiti correnti si calcolano sommando:

Cespite = C + CE + I + AR + MS + PE + OLA

Dove:

  • C (Cash);
  • CE (Cash Equivalents);
  • I (Inventory);
  • AR (Accounts Receivable);
  • MS (marketable securities);
  • PE (Prepaid Expenses);
  • OLA (Other Liquid Assets).

Vengono registrati nel libro dei cespiti e divisi per anno di acquisto.

Ammortamento dei beni strumentali (art. 102 TUIR)

Ai sensi del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (art. 102 d.P.R. 917/1986), i beni strumentali dell’impresa, classificati come immobilizzazioni materiali e immateriali, devono essere ammortizzati sistematicamente lungo la loro vita utile, in modo da ripartire il costo sostenuto per l’acquisizione del bene in quote annuali deducibili.

In particolare:

  • beni ammortizzabili: tutti i cespiti destinati all’esercizio dell’impresa e la cui durata sia superiore a 12 mesi. Possono essere materiali (macchinari, impianti, attrezzature) o immateriali (software, brevetti, licenze);
  • quota di ammortamento: il costo del bene, al netto del valore residuo, viene ripartito in quote costanti o secondo criteri di ammortamento previsti dalla normativa e dai coefficienti stabiliti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • deduzione fiscale: le quote di ammortamento sono deducibili dal reddito d’impresa nel limite dei valori determinati secondo le aliquote stabilite dalle tabelle ministeriali, in coerenza con la vita utile stimata dei cespiti;
  • criteri di determinazione della vita utile: la durata dei cespiti deve essere determinata in base alla funzione economica del bene nell’attività aziendale e alle previsioni di utilizzazione effettiva, considerando anche eventuali obsolescenze tecniche o normative.

L’osservanza dell’art. 102 TUIR è fondamentale per una corretta gestione contabile e fiscale dei cespiti, in quanto consente di:

  • ripartire il costo dei beni in maniera coerente con l’uso economico;
  • determinare correttamente il reddito imponibile;
  • prevenire contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Libro cespiti

Il libro cespiti (o registro dei beni ammortizzabili) è il prospetto contabile in cui un’impresa registra tutti i beni strumentali a lungo termine posseduti, come macchinari, attrezzature, hardware, veicoli e immobili utilizzati per l’attività aziendale.

Il libro cespiti ha la funzione di:

  • tracciare l’acquisizione dei beni aziendali;
  • monitorare il valore iniziale e residuo di ciascun bene;
  • calcolare e registrare le quote di ammortamento;
  • gestire eventuali cessioni, rottamazioni o dismissioni;
  • supportare la corretta redazione del bilancio e gli adempimenti fiscali.

Per ogni cespite vengono generalmente indicati:

  • descrizione del bene;
  • data di acquisto;
  • costo storico;
  • aliquota di ammortamento;
  • quote di ammortamento annuali;
  • valore residuo.

In Italia il libro cespiti è previsto dalla normativa fiscale per le imprese che detengono beni ammortizzabili.

  • art. 16 d.P.R. 600/1973;
  • art. 102 TUIR (disciplina gli ammortamenti dei beni materiali);
  • art. 103 TUIR (beni immateriali);
  • art. 2426 del C.C. (criteri di valutazioni);
  • OIC 16 (immobilizzazioni materiali).

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