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Che cos'è l'IGE?

L'IGE (Imposta generale sulle entrate) era un imposta indiretta, sostituita dall'IVA (Imposta Valore Aggiunto) come attuazione delle direttive europee (67/227/CEE e 67/228/CEE) emanate per regolamentare le diverse imposte tra gli stati membri della CEE (Comunità Ecponomica Europea).

Origine dell'IGE

Le imposte furono introdotte sin dall'epoca degli Egizi, dei Greci, togli virgola e dei Romani fino ai giorni nostri.

Dopo la prima guerra mondiale, le imposte furono aumentate in modo significativo per risanare le finanze pubbliche depauperate dagli eventi bellici.

In Italia, l’imposta era una tassa di scambio introdotta con R.D.L. 1011/1930; era una tassa indiretta sui trasferimenti di natura commerciale ed industriale che colpiva sia gli scambi interni che d’importazione.

Fu adottata insieme alla tasse di lusso, nata per tassare oggetti che non di prima necessità. In seguito, quando si allargò la base imponibile, le tasse di lusso vennero anche chiamate tasse sugli scambi commerciali.

Il R.D. 2/1940 abolì la tassa di scambio introducendo l’imposta generale sulle entrate necessaria alle nuove esigenze finanziare dovute all’ingresso nella seconda guerra mondiale.

Per assicurare la libera concorrenza sul mercato il Trattato della CEE del 1957, prende in considerazione il problema dell’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri rispetto alle imposte generali sul volume d’affari.

Nel 1 gennaio 1970, fu introdotta l’imposta sul valore aggiunto (IVA) sul modello delineato dalle Direttive 67/227/CEE e 67/228/CEE.

L'IVA entra in vigore in Italia il 1 gennaio 1973, con il D.P.R. 633/1972.

Nelle imposte vigenti, anteriormente all’introduzione dell’imposta generale sull'entrata, la nozione di scambio era riferita al mercato di vendita delle merci e dei prodotti tra industriali e commercianti quando entrò in vigore l'IGE (Imposta generale sulle entrate) questa nozione comprendeva qualsiasi attività economica.

Caratteristiche

Le caratteristiche dell'IGE si basavano sui seguenti elementi:

  • natura: veniva considerata come l'imposta sui consumi e sulla produzione;
  • oggetto: veniva applicata sull’entrate in danaro o con mezzi di pagamento sostitutivi del denaro (in corrispondenza, cessione beni, prestazioni di servizi effettuate nello Stato);
  • soggetto: colpiva solo i soggetti passivi (persona fisica, giuridica e gli enti di ogni specie, nazionali o stranieri beneficiari dell’entrata;
  • dirittto di rivalsa: possibilità di esercitare tale diritto direttamente nei confronti di chi eseguiva il versamento dei compensi o corrispettivi costituenti l'entrata;
  • prescrizione: avveniva dopo 10 anni dal momento di insolvenza ad esclusione della dogana che è di 5 anni;

Esenzioni

Era possibile avere un'esenzione

  • generale o permanente: per motivi tecnico-fiscale, politico-fiscale, politico-economico e politico-sociale;
  • speciale o transitorio: nel settore dell'edilizia, nei servizi di trasporto aereo, nel credito per le PMI (piccole e medie imprese), alle imprese artigiane e alle cooperative;
  • soggettive;
  • regimi speciali dell'epoca.

Come si procedeva all'accertamento

La legge prevedeva varie modalità di accertamento:

  • auto-accertamento del contribuente;
  • senza l’intervento del contribuente:
  • con l’intervento del contribuente.

Come si pagava l'IGE

Il pagamento avveniva con i segueti sistemi:

  • una marca da bollo quando l’ammontare del tributo non superava le 100 Lire;
  • un versamento su un conto corrente postale per un importo superiore alle 2.000 Lire;
  • postagiro settimanale obbligatorio per un importo superiore alle 100 Lire, al disotto era facoltativo;
  • una ritenuta dall’amministrazione appaltante;
  • un pagamento vituale, (versamento diretto all’ufficio del registro, mediante abbonamento e con conguaglio di fine anno oppure mediante abbonamento in base al volume d'affari).

Se l’ammontare era tra le 100 e le 2000 Lire, si poteva effettuare il pagamento tramite marche da bollo o tramite versamento su conto corrente postale.