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L’azione finanziaria è uno strumento che certifica la proprietà di una società da parte del possessore che viene chiamato azionista.

 

Diritto societario

Il temine trova diverse distinzioni in base al Diritto Commerciale, al Codice Civile o al Diritto Societario.

 

È un titolo, che per il Diritto Commerciale, rappresentativo di una quota della proprietà di una società che può essere una società per azioni (S.p.A.) o una società in accomandita per azioni (S.a.p.A. oppure S.A.A.).

 

Per quanto riguarda il Codice Civile, questo prescrive che determinate società possono emetterle mentre per altre la proprietà della società possa essere rappresentata dalle azioni e da quote azionarie.

 

Quindi le azioni compongono il capitale sociale e questo viene registrato in bilancio come voce del patrimonio netto dello stato patrimoniale.

 

Se invece guardiamo al Diritto Societario il termine è stato riformato introducendo altre tipologie che non hanno gli stessi diritti delle azioni ordinarie.

 

La limitazione dei diritti non riguardano i diritti patrimoniali al momento di dividersi gli utili.

 

Ad oggi le azioni si dividono in:

  1. ordinarie;
  2. privilegiate;
  3. preferenziali;
  4. risparmio;
  5. voto limitato;
  6. correlate;
  7. postergate;
  8. godimento;
  9. a favore dei prestanti di lavoro.

 

Le azioni, come si vede dall’elenco, sono diverse ed ognuna offre diversi diritti.

 

1. ORDINARIE

L’azionista acquisisce un diritto patrimoniale come il diritto ai dividendo, al rimborso del capitale in caso di scioglimento della società, di opzione in caso di aumento del capitale e diritti amministrativi come il diritto di voto all’assemblea ordinaria e straordinaria.

 

2. PRIVILEGIATE

Sono nominative e assicurano all’azionista la precedenza nella divisione degli utili e nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della società oltre al diritto patrimoniale sui risultati sociali in un determinato settore. Limitano il diritto di voto nelle assemblee ordinarie.

 

3. PREFERENZIALI

Sono come le azioni privilegiate e in più danno il diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie e possono essere vendute da società non quotate.

 

4. RISPARMIO (PORTATORE)

Spesse le sentiamo nominare come al portatore e sono quelle destinate ad un grande pubblico quindi ai piccoli risparmiatori che molte volte è interessato al rendimento che offrono.

 

L’utile, dovuto dal rendimento, per i titolari viene distribuito in una percentuale stabilita nello statuto della società pari al valore nominale delle azioni stesse.

 

L’azionista non ha diritto di voto nelle assemblee ma ha il diritto sui dividendi come le privilegiate

 

5. VOTO LIMITATO

L’azionista possessore è limitato nel suo diritto al voto rispetto alle ordinarie  perché può votare solo nelle assemblee straordinarie.

 

Questa tipologia di azione può distinguersi in quelle senza diritto di voto, in quelle senza diritto di voto se si verificano delle condizioni di richiesta da parte del debitore e da quelle con diritto di voto limitato su particolari argomenti.

 

Se emesse da società non quotate in borsa, il diritto di voto dell’azionista è limitato anche senza la concessione del privilegio patrimoniale.

 

Nell’eventualità che sano emesse da società quotate in borsa, l’azionista acquisisce privilegi patrimoniali perché, in questa condizione, sono equiparate a quelle di risparmio o privilegiate.

 

6. CORRELATE

L’azionista ha diritti patrimoniali correlati ai risultati, in determinati settori, dell’attività sociale ma attenzione che non concedono al diritto sui dividendi tranne nel caso se dal bilancio complessivo della società risultano degli utili.

 

7. POSTERGATE

In questo caso l’azionista possessore ha deciso di investire non sugli utili ma sulle perdite future.

 

Per farla semplice, il loro valore non viene compromesso se non dopo che le altre azioni hanno contribuito a ridurre la perdita fino al loro annullamento.

 

Dalla la loro particolare natura esse non sono ammesse nelle contrattazioni di borsa e non garantiscono il voto nelle assemblee a meno che la società, nel momento di scrittura dell’atto costitutivo o della statuto, le abbia prevista.

 

8. GODIMENTO

L’azionista possessore le riceve per assegnazione come rimborso all’annullamento delle altre per via della riduzione del capitale sociale per esuberanza, cioè quando l’ammontare del capitale sociale reale è eccessivo rispetto all’oggetto sociale perseguito.

 

Nascono dalla differenza di valore tra il valore nominale e il valore reale; all’atto del rimborso ha un valore di gran lunga superiore a quello originario e per la differenza vengono attribuite queste azioni di godimento.

 

L’azionista acquisisce il diritto di partecipazione agli utili futuri anche se non rappresentano una quota del capitale sociale e risultano come le postergate rispetto alle altre azioni possedute dai soci.

 

Per le gerarchie dei dividendi sugli utili queste sono le ultime ad essere remunerate in misura all’interesse legale.

 

Nel caso dello scioglimento societario il diritto alla liquidazione, per un eventuale attivo residuale, sarà postergato rispetto alle altre categorie di azioni.

 

Agli azionisti possessori è negato il diritto di voto.

 

8. a FAVORE DEI PRESTATORI di LAVORO

Gli azionisti possessori sono i dipendenti della società che le ricevono attraverso un procedimento articolato.

 

Gli utili conseguiti vengono imputati a capitale e per l’importo corrispondente la società emette speciali categorie di azioni che vengono assegnate gratuitamente ai prestatori di lavoro.

 

La società può stabilire norme particolari riguardanti: la forma, le modalità di trasferimento e i diritti spettanti agli azionisti.

 

 

Contesto finanziario

In un contesto come quello dei mercati finanziari essa rappresenta una forma di investimento finanziario da parte del possessore ed è soggetto al rating valutativo.

 

Le società che emettono le azioni, premesso che lo fanno per raccogliere capitali da investire, possono farlo a debito e non a debito che insieme compongono il senior debt.

 

Le azioni a debito sono quelle vendute per ricevere un prestito e che devono essere ripagate con un interesse maturato; in alternativa si emettono le obbligazioni societarie, i corporate bond.

 

Le aioni a debito rientrano nel mercato obbligazionario che fa parte del mercato delle security.

 

Le azioni non a debito sono quelle vendute e che non creano debito perché non devono fruttare interessi ma dividono la proprietà della società e tutti i rischi che essa comporta.

 

Ad oggi sono titoli dematerializzati, cioè non sono più dei pezzi di carta, ma dei dati virtuali e la compravendita avviene attraverso delle piattaforme di trading online e non più di persona in borsa o via telefono.

 

Il processo di raccolta del denaro, durante la compravendita, viene chiamato capitalizzazione azionaria o di mercato e l’insieme di tutte le operazioni di mercato si chiama mercato azionario e rientra nel gruppo delle security il mercato:

  • azionario;
  • obbligazionario;
  • dei derivati.

 

Come si quotano le azioni

La quotazione di un’azione è una conseguenza dell’importanza sul valore e sul peso economico dell’azienda.

 

Un altro tipo di quotazione riguarda l’andamento del mercato di riferimento in cui rientra l’azienda.

 

Ed è per questo che gli azionisti possessori di obbligazioni hanno un rischio finanziario maggiore perché il loro investimento è soggetto alle quotazione del mercato azionario quindi con valore mutevole nel tempo.

 

La valutazione è su base di un’analisi tecnica e fondamentale con i seguenti valori di riferimento per il prezzo:

  • valore nominale;
  • di emissione;
  • atteso dall’emittente;
  • atteso dai potenziali acquirenti e analisti.

 

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