Passa al contenuto principale

Premessa

Ti ricordi la tua prima fattura?

La prima in assoluto, quella da cui è partita l’attività da libero professionista o imprenditoriale (siamo tutti molto “liberi” e molto “grandi” alla luce dei nostri occhi).

Quante domande al consulente fiscale, quante volte l’hai dovuta stampare chiedendoti se fosse compilata correttamente, quante ansie sino al pagamento finale dal cliente, come una sorta di certificazione ultima per cui si sapeva emettere la fattura.

L’emozione del pagamento. Poi qualche primo errore: la data, l’importo, l’IVA, ancora rimediabili; poi note di credito, di debito e nel frattempo l’attività cresceva.

E poi i pagamenti sempre più rari...

…oh questa è un’altra storia.

Una volta c’era la carta; un indotto fatto di persone

Un pezzo di carta, portavoce di una immagine identitaria, quando corredata con colori e con il marchio; un brand dietro cui c’è un’impresa con il suo capitale umano, la sua credibilità e affidabilità, un trasferimento di beni e servizi, denaro con il quale si alimenta il futuro delle famiglie dei propri collaboratori e/o dipendenti, oltre che dalla propria.

Un pezzo di carta che classificato, catalogato, aggregato, contabilizzato diventa uno strumento a supporto delle decisioni:

  • quanto ricavo?
  • quanto spendo?
  • quanto mi costa un fornitore?
  • quanto mi costa un cliente?
  • quale margine ho nel mio settore di attività e posso fare investimenti?

Per non parlare delle contestazioni, delle non conformità della merce, dei resi, e molto altro ancora.

Oggi la fattura cartacea è andata in pensione grazie a l’evoluzione tecnologia con buona pace degli ambientalisti.

Dalla sua emissione alla sua ricezione, alla sua archiviazione nel tempo, in conformità a normative che garantiscano tutela, certezza, sicurezza, affidabilità e inalterabilità delle parti, dei dati in essa contenuti.

I principali attori (emittente e destinatario), gli intermediari più prossimi (commercialisti, tributaristi, esperti contabili e ragionieri), Enti Pubblici e Privati e la famigerata Agenzia delle Entrate si sono adeguati a un processo che ha dematerializzazione i documenti fiscali digitalizzandoli.

Ma attenzione che non è cambiato nulla, o quasi, di questo processo: ci sarà sempre chi emette e chi riceve una o più fatture. Sono cambiati i mezzi con cui avviene il processo, l’iter.

Le pagine che seguono raccontano due cose:

  1. una rivoluzione digitale che ci ha visto, e ci vede, protagonisti nel quotidiano della nostra attività;
  2. la visione di Fattura24, oggi una bella realtà imprenditoriale, che ha realizzato una soluzione, che nel tempo, ha semplificato e risolto la complessità di questa innovazione.

Per tutto il resto c’è sempre il caro consulente fiscale (commercialista, tributarista, esperto contabile e/o ragioniere) di fiducia.