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Regime forfettario

Dizionario di contabilità

Regime forfettario

Dizionario di contabilità

Normativa vigente

Il regime forfettario è disciplinato dalla:

  • Legge 190/2014, artt. da 54 a 89, comma 1;
  • Legge 208/2015, art. 1, commi da 111 a 113;

 

È un regime agevolato che interessa solo le persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione.

 

Sono incluse, in questa categoria, anche le imprese familiari nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla normativa e tenuto conto delle cause di esclusione previste.

 

All’inizio dell’attività si può esercitare l’opzione di adesione nel modello inizio attività IVA dell’Agenzia delle Entrate, anche per le ditte individuali che per i professionisti.

 

Se l’attività è stata avviata nell’anno precedente (ricavi non superiori ad € 65.000,00, salvo tutti gli altri requisiti) si può optare per l’adesione nel rigo VO33 del quadro VO della Dichiarazione IVA dell’anno appena concluso:

  • colonna 1: adesione;
  • colonna 2: revoca di adesione;

 

Determinare il reddito nel regime forfettario

Per determinare il reddito del regime forfettario si esegue il calcolo sui ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta in questione applicando il coefficiente di redditività (codice ATECO) e detraendo i contributi obbligatori per legge versati nel periodo di imposta.

 

Il reddito si dichiara nel quadro LM della dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche e nella sezione:

  • I del quadro LM viene determinato il reddito per le start-up all’inizio dei primi 5 anni dell’attività e soggette all’imposta sostitutiva del 5;
  • II abbiamo il reddito del regime forfettario soggetto all’imposta sostitutiva del 15%;

 

L’imposta sostitutiva viene applicata il 5% sulla base imponibile per i primi cinque anni se di nuova costituzione, poi dal 6° anno si applica il 15%.

 

I costi sostenuti nell’esercizio non possono essere dedotti dal reddito, tranne come detto per i contributi previdenziali versati, ma vanno solo indicati nel quadro RS del modello Redditi Persone Fisiche.

 

Il regime agevolato si intende in franchigia dell’IVA, poiché la relativa imposta sostituisce:

 

Col regime forfettario il Titolare non è né sostituto di imposta e né sostituito, pertanto non applica la ritenuta di acconto se è professionista, né trattiene e versa per altri la ritenuta.

 

Per questo regime viene esclusa l’applicazione degli indici di Sintetici di Affidabilità (ISA).

 

Accedere al regime forfettario

I requisiti per l’accesso al regime forfettario sono verificati con riferimento all’anno di imposta precedente rispetto a quello per il quale si chiede l’accesso al regime.

 

I requisiti di ammissione al regime forfettario sono:

  • sul limite di ricavi o compensi non superiore a 65.000 euro, ragguagliati ad anno;
  • sull’ammontare complessivo per spese per lavoro accessorio, dipendente o collaboratori non superiore a
    20.000 euro lordi;
  • senza limite per l’acquisto dei beni strumentali;

 

In caso di più attività, si deve fare attenzione a non superare il limite massimo di 65.000 € considerando la somma del fatturato dei singoli codici ATECO.

 

Da tenere in considerazione che non a tutti risulta conveniente adottare il regime forfettario.

 

Il regime forfettario è consigliato alle imprese individuali o liberi professionisti che non subiscono ingenti costi di gestione nell’arco dell’anno.

 

Nel caso i costi di gestione superano la percentuale di forfettizzazione in base al proprio codice ATECO e che in dichiarazione dei redditi oltre ai contributi previdenziali indicati come detto nel quadro LM, presentano oneri deducibili come interessi passivi relativi a mutui fondiari ipotecari, spese mediche, coniuge e figli a carico, spese relative a interventi finalizzati al risparmio energetico ecc., vi è maggior convenienza ad optare per il regime semplificato od ordinario della contabilità.

 

È consigliabile effettuare una simulazione della dichiarazione dei redditi sia come forfettario, che come semplificato od ordinario e verificare dove si ottiene maggior risparmio di imposta.

 

Casi di esclusione dal regime forfettario

I casi di esclusione dal regime forfettario invece sono:

  • i soggetti che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o del regime forfetario per la determinazione
    del reddito;
  • i soggetti non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri
    dell’Unione europea, o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo, che
    assicuri un adeguato scambio di informazioni, e producono in Italia almeno il 75% del reddito
    complessivamente prodotto;
  • i soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati e
    relative porzioni o di terreni edificabili ovvero cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto
    nuovi ex art. 10, co. 1, n. 8, D.P.R. 633/1972 o di mezzi di trasporto nuovi ex l’art. 53, co. 1, D.L.
    331/1993;
  • i soggetti che partecipano a società di persone, ad associazioni professionali, di cui all’articolo
    5 del D.P.R. 917/86, o a società a responsabilità limitata aventi ristretta base proprietaria che
    hanno optato per la trasparenza fiscale;
  • i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati
    di importo superiore a 30.000 euro, tranne nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente
    nell’anno precedente sia cessato, sempre che in quello stesso anno non sia stato percepito un
    reddito di pensione o un reddito di lavoro dipendente derivante da un altro rapporto di lavoro.

 

Legge di bilancio 2016

Le causa di esclusione sono state introdotte dalla Legge di Stabilità per il 2016, che contemporaneamente ha abrogato la disposizione che prevedeva, quale requisito per l’applicazione del regime forfettario, che nell’anno precedente il reddito dell’attività d’impresa, arte o professione esercitata fosse prevalente rispetto al reddito di lavoro dipendente o assimilato eventualmente percepito.

 

Pertanto, è opportuno precisare che la disposizione abrogata continua ad avere effetto solo nei confronti dei contribuenti, che hanno adottato il regime forfettario nel corso del 2015.

 

Invece, coloro che intendono applicare il regime di favore nel 2016 devono rispettare la nuova condizione (non devono, cioè, aver percepito nel 2015 un reddito di lavoro dipendente o assimilato superiore a 30.000 euro). le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, a meno che il fatturato nei confronti dell’ex datore di lavoro non superi il 50% del fatturato nei suoi confronti e diventi pertanto un mero cliente.

 

Il regime forfettario cessa di avere efficacia a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche solo uno dei requisiti di accesso previsti dalla legge ovvero si verifica una delle cause di esclusione.

 

Esonero scritture contabili per il forfettario

I contribuenti del regime forfettario sono esonerati dalla tenuta delle scritture contabili e dalla presentazione all’Agenzia delle Entrate:

  • della dichiarazione IVA;
  • delle liquidazioni periodiche IVA;

 

Questi contribuenti non versano l’IVA tramite modello F24, non presentano in alcun modo le Certificazioni Uniche annuali ed il modello 770 non essendo sostituto né sostituito di imposta, mentre devono essere numerate e conservate le fatture d’acquisto e le bollette doganali, nonché certificati i corrispettivi e presentare la dichiarazione dei redditi nei termini di legge.

 

Come già detto, l’IVA sulle fatture passive non viene detratta in alcun modo, operando il contribuente in totale esenzione IVA.

 

Esonero fatture elettroniche per il forfettario

Riguardo, infine, l’emissione delle fatture col regime forfettario è previsto l’esonero dell’invio allo SdI delle fatture elettroniche, ad eccezione delle fatture emesse verso la Pubblica Amministrazione ed inoltre per importi superiori ad € 77,47 occorre applicare la marce da bollo di € 2,00 anche tramite modello F24 con scadenza trimestrale trattandosi di fatture in franchigia IVA.

 

Tuttavia il contribuente può decidere di emettere le fatture elettroniche e di conseguenza il termine di prescrizione per l’accertamento fiscale si riduce di un anno rispetto al termine ordinario dei 5 anni.

 

Tuttavia, è previsto che il Ministero dell’Economia e Finanze chiederà l’estensione all’Unione Europa, In vista della scadenza dell’autorizzazione per l’adozione della e-fattura, fissata al 31 dicembre 2021, delle fatture elettroniche per i soggetti che hanno aderito al regime forfettario.

 

Contributi previdenziali per il forfettario

Col regime forfettario i contributi previdenziali INPS possono essere ridotti del 35% sia quelli fissi, ovvero fino al minimale previsto ogni anno diviso per 4 rate trimestrali, con scadenza 16.05, 20.08, 16.11 e 16.02 dell’anno successivo, con la domanda di riduzione contributi già presente nel cassetto previdenziale del contribuente, che i contributi eccedenti il minimale da calcolarsi con la riduzione del 35% di quanto dovuto, pertanto con un forte risparmio contributivo.

 

I contributi INPS versati complessivamente nel periodo di imposta possono essere dedotti dal reddito di impresa o di lavoro autonomo nel quadro LM della dichiarazione dei redditi.

 

I premi INAIL invece seguono l’assoggettamento ordinario previsto per legge come i normali esercenti imprese e professionisti, quindi senza alcuna riduzione.

 

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