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Che cos’è e a cosa serve il Bilancio di esercizio?

Definizione

Il bilancio di esercizio è un insieme di documenti contabili, complementari fra loro, che ogni azienda deve redigere alla fine di ogni esercizio: situazione patrimoniale, finanziaria e risultato economico d’esercizio.

Secondo vari articoli del Codice Civile l’impresa deve redigere il documento periodicamente e rispettare:

Principio di valutazione

Nel bilancio di esercizio, il principio di valutazione indica l’insieme di regole e criteri utilizzati per attribuire un valore alle singole voci di bilancio (attività, passività, costi e ricavi) e viene inquadrato dalle seguenti norme:

  • principi di redazione del bilancio (art. 2423-bis c.c.);
  • criteri specifici di valutazione (art. 2426 c.c);
  • principi contabili OIC, che forniscono interpretazioni applicative.

I principali criteri di valutazione, e più rilevanti sono,

  • costo storico: le attività sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, eventualmente rettificato (ammortamenti, svalutazioni);
  • prudenza: si rilevano solo utili realizzati, mentre si tengono conto di perdite anche se presunte;
  • competenza economica: costi e ricavi sono imputati all’esercizio cui si riferiscono, indipendentemente dai flussi finanziari;
  • continuità aziendale (going concern): le valutazioni presuppongono che l’impresa continui la propria attività nel futuro prevedibile;
  • valore di realizzo / valore attuale: usati in casi specifici (crediti, debiti, strumenti finanziari).

Il principio di valutazione serve a:

  • garantire omogeneità e confrontabilità dei bilanci nel tempo;
  • limitare la discrezionalità eccessiva dell’impresa;
  • tutelare i destinatari del bilancio (soci, creditori, investitori, fisco).
Esempio pratico

Un macchinario acquistato a 100.000,00 €:

  • viene iscritto al costo storico;
  • viene ammortizzato negli anni di utilizzo;
  • non può essere rivalutato arbitrariamente se aumenta il suo valore di mercato.

Principio della prudenza

Secondo il principio della prudenza, il bilancio deve essere redatto in modo da non sovrastimare il reddito e il patrimonio dell’impresa.

In concreto gli utili si rilevano solo se realizzati alla data di chiusura dell’esercizio e le perdite e i rischi si rilevano anche se solo presunti, purché riferibili all’esercizio. Viene inquadrato dalle seguenti norme:

  • Continuità aziendale (art. 2423-bis, n. 1, c.c.): sancisce che la valutazione delle voci di bilancio deve essere effettuata secondo il principio di prudenza e nella prospettiva della continuazione dell'attività (principio di going concern);
  • Principi contabili OIC (in particolare OIC 11): definisce le finalità e i postulati fondamentali per la redazione del bilancio d'esercizio, assicurando una rappresentazione veritiera e corretta.

Il principio della prudenza si manifesta, ad esempio, in:

  • svalutazione dei crediti: i crediti sono iscritti al valore di presumibile realizzo, tenendo conto del rischio di insolvenza;
  • valutazione delle rimanenze: iscritte al minore tra costo e valore di realizzo desumibile dal mercato;
  • accantonamenti a fondi rischi e oneri: per obbligazioni o perdite probabili, anche se non certe nell’ammontare o nella data;
  • ammortamenti e svalutazioni: le immobilizzazioni sono ripartite nel tempo per riflettere il loro consumo economico.

Questo principio non consente di anticipare utili futuri, di compensare perdite con utili non realizzati e di sovrastimare il valore di attività o sottostimare passività ma tutela i creditori (evita distribuzioni di utili non reali), la correttezza informativa del bilancio e la stabilità patrimoniale dell’impresa.

Attenzione

La prudenza non deve degenerare in eccesso di cautela: un bilancio eccessivamente prudente violerebbe il principio di rappresentazione veritiera e corretta.

Principio di realizzazione

Secondo il principio di realizzazione i ricavi devono essere rilevati solo quando sono effettivamente realizzati, cioè quando l’impresa ha trasferito beni o prestato servizi e ha acquisito il diritto a ricevere un corrispettivo misurabile in modo attendibile ossia il ricavo si considera realizzato al momento della consegna o della prestazione, non alla semplice firma di un contratto o alla ricezione di un ordine.

Viene inquadrato dalle seguenti norme:

  • art. 2423-bis c.c. (redazione secondo il principio di competenza economica);
  • principi contabili OIC 12 (ricavi).
Applicazioni pratiche

Esempi concreti:

  • vendita di merci: il ricavo si registra quando la merce viene consegnata al cliente, anche se il pagamento è differito;
  • prestazioni di servizi: il ricavo si rileva man mano che il servizio viene completato (criterio della percentuale di completamento se applicabile);
  • interessi attivi: si rilevano solo gli interessi maturati, indipendentemente dal loro incasso effettivo.

L’obbiettivo del principio di realizzazione è quello di garantire che il risultato economico sia attendibile, di evitare la sovrastima dei ricavi e di rappresentare correttamente flussi di valore realmente generati.

Principio di competenza

Secondo questo principio i costi e ricavi devono essere imputati all’esercizio in cui si riferiscono, indipendentemente dal momento in cui avviene il pagamento o l’incasso ossia il bilancio deve rappresentare l’attività economica dell’esercizio, non i flussi finanziari.

Viene inquadrato dalle seguenti norme:

  • art. 2423-bis c.c., comma 1 (il bilancio deve essere redatto secondo il principio di competenza);
  • principi contabili OIC (OIC 12 per i ricavi, OIC 16 per i costi).
Applicazioni pratiche

Esempi concreti:

  • ricavi: una fattura emessa a gennaio 2026 per un servizio svolto nel dicembre 2025 va registrata nel bilancio 2025, anche se incassata nel 2026;
  • costi: le bollette relative a dicembre 2025, ricevute a gennaio 2026, devono essere imputate al 2025;
  • accantonamenti: fondi rischi e oneri sono imputati all’esercizio in cui il rischio o l’obbligazione si manifesta, anche se il pagamento avverrà successivamente.

L’obbiettivo del principio di competenza è quello di mostrare in modo veritiero e corretto il risultato economico dell’esercizio, di consentire comparabilità tra esercizi e di evitare discrepanze tra cassa e reddito.

Scrivere il bilancio

Redigere il bilancio consente di perseguire gli obblighi contabili e fiscali secondo il Codice Civile e di mettere le informazioni inerenti all’impresa a disposizione di operatori sia interni che esterni.

Prima di iniziare la scrittura del documento l’impresa deve:

  • redigere l’inventario d’esercizio;
  • registrate tutte le operazioni di trasformazione dei valori di conto in valori di bilancio (scritture di assestamento);
  • determinare il saldo dei conti;
  • redigere la situazione contabile;
  • chiudere i conti nel conto economico di fine anno;
  • chiudere i conti nello stato patrimoniale.

Quindi, questi passaggi portano alla scrittura e, successivamente, alla chiusura dello stato patrimoniale (SP), del conto economico (CE), della nota integrativa (NI), del rendiconto finanziario (RF) e, volendo, anche della relazione sulla gestione.

Normativa

La scrittura del **bilancio di esercizio prevede l’obbligatorietà di rispettare la seguente normativa per i seguenti documenti:

  • stato patrimoniale (art. 2424 del C.C.);
  • conto economico (art. 2425 del C.C.);
  • rendiconto finanziario (art. 6 comma 2 lett. a, d.lgs. n. 139 del 18 agosto 2015);
  • nota integrativa (art. 2427 del C.C.).

Il bilancio d’esercizio deve essere redatto considerando:

  • Gestione operativa (risultato di esercizio):
    • Gestione caratteristica (gestione tipica):
      • Ricavi:
        • Variazione delle rimanenza;
      • Valore della produzione:
        • costi esterni;
        • costi del personale;
      • MOL (Margine Operativo Lordo):
        • ammortamenti;
        • accantonamenti;
      • Reddito operativo:
        • ROGC” (Risultato Operativo della Gestione Caratteristica);
    • Gestione accessoria:
      • risultato della gestione accessoria:
        • proventi;
        • oneri accessori;
  • Gestione extra operativa:
    • Gestione finanziaria:
      • risultato della gestione finanziaria:
        • proventi finanziari;
        • oneri finanziari;
    • Gestione straordinaria:
      • risultato della gestione straordinaria:
        • proventi straordinari;
        • oneri straordinari;
    • Gestione fiscale:
      • imposte;
      • tasse.

Relazione sulla gestione

La relazione sulla gestione è un documento integrativo che completa gli altri documenti obbligatori.

La relazione deve contenere un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione societaria, dell’andamento e del risultato della gestione.

È un documento che pone l’attenzione sui costi, sui ricavi e sugli investimenti descrivendo i principali fattori di rischio cui la società è esposta.

Il documento contiene indicazioni sulle attività d’investimento (ricerca e sviluppo); sui rapporti con imprese collegate, controllate e controllanti; sul numero e il valore nominale delle azioni proprie (incluse quelle alienate nel corso dell’esercizio) e i fatti di rilievo avvenuti dopo la data di chiusura del bilancio; l’evoluzione prevedibile della gestione.

Registro delle voci in bilancio

Tutte le voci contabilizzate sono scritte mediante la partita doppia nel libro giornale mentre, i sotto conti sono inseriti nel piano dei conti.

Il piano dei conti è composto da livelli aggregativi e classificativi tipo:

  • gruppi;
  • mastri;
  • conti;
  • sotto conti.

Principi di scrittura del bilancio

Il Codice Civile sancisce i seguenti principi di scrittura contabile da osservare:

  1. Continuità
  2. Forma
  3. Prudenza
  4. Competenza
  5. Separazione
  6. Onestà

Per onesta intellettuale li riportiamo così come sono stati scritti.

Continuità

La valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività.

La rilevazione e la presentazione delle voci è effettuata tenendo conto della sostanza dell’operazione o del contratto.

Quindi le valutazioni non devono essere come se si volesse liquidare il patrimonio ma tenendo presente le future evoluzioni dei beni soggetti alla valutazione.

Forma

Si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell’esercizio.

Prudenza

Si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell’esercizio, indipendentemente dalla data dell’incasso o del pagamento.

Quindi per la determinazione del reddito si devono contabilizzare:

  • sia le perdite che gli oneri (anche incerti e presunti);
  • i componenti positivi realizzati alla chiusura dell’esercizio.

Non si deve contabilizzare l’utile derivato dagli incrementi patrimoniali se non sia certi ne durevoli.

E si deve tener conto dei rischi e delle perdite anche se postumi alla chiusura.

Competenza

Si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo.

Si deve tener conto dei costi e dei ricavi imputabili economicamente all’esercizio.

I costi sono quelli maturati nell’esercizio ed è relativo ai beni e servizi utilizzati mentre i ricavi sono quelli maturati nell’esercizio e hanno avuto il correlativo costo.

Separazione

Gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati separatamente.

Onestà

I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro.


Struttura del documento

Come dicevamo all’inizio, il bilancio si compone dei seguenti documenti:

Stato patrimoniale (SP)

È quel documento che definisce la situazione patrimoniale ad una certa data.

Il documento viene diviso in sezioni contrapposte con le voci in attivo a sinistra (investimenti) e, in passivo, a destra (finanziamenti).

Tra le attività in positivo, troviamo la liquidità immediata e differita, le rimanenze tecniche ovvero quelle materiali e immateriali e le immobilizzazioni finanziarie (attività fisse o immobilizzate).

Tra le attività in negativo, troviamo le passività a breve, media e lunga scadenza, il capitale sociale, le riserve e l’utile.

Il capitale sociale viene conferito dai soci alla società e viene impiegato nelle attività del business; è completamente capitale di rischio perché può essere totalmente perso oppure, in presenza di utili, aumentato.

Conto economico (CE)

È il documento dove si registrano i ricavi e i costi di competenza.

Viene scritto in modo scalare e le voci vengono classificate in base alla loro natura; si divide in quattro parti:

  • valore di produzione;
  • costi di produzione;
  • proventi e oneri finanziari;
  • rettifica dei valori sull’attività finanziaria e sul risultato d’esercizio.

Nota integrativa (NI)

È un documento analitico che integra tutte le informazioni contenute nello stato Patrimoniale e nel conto Economico; arricchisce il documento di dettagli che aiutano a comprendere i dati esposti nei prospetti numerici del bilancio.

Rendiconto finanziario (RF)

Ha lo scopo di evidenziare l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide prese dall’inizio fino alla fine dell’esercizio, i flussi finanziari dell’attività operativa, d’investimento, di finanziamento e, in alcuni casi, anche le disponibilità dei soci.

È una fotografia sulla salute aziendale; illustra, attraverso i movimenti in entrate e/o in uscita, le cause sulle variazioni finanziarie subite in un determinato periodo di tempo.


Bilancio d’esercizio internazionale

Esistono alcuni standard contabili internazionali anche se molti Paesi preferiscono utilizzare i loro sistemi.

Le società per azioni quotate in borsa devono redigere il bilancio trimestrale e, successivamente, devono sottoporlo ad un’agenzia di audit per il controllo e la certificazione; questo dovrebbe prevenire i cosiddetti bilanci truccati.

Dal 2006 l’Unione Europea ha obbligato i Paesi membri ad adottare i principi contabili internazionali della IFRS (International Financial Reporting Standards).