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Che cos'è il Goodwill?

Il goodwill è il valore intangibile di un’impresa e rappresenta il valore di avviamento dell’azienda: riflette la sua posizione sul mercato, la notorietà del brand, la rete di fornitori e clienti nonchè la sua reputazione.

È la differenza tra il prezzo di acquisto e il valore netto di mercato delle attività (le attività meno le passività aziendali).

Esistono due tipi di avviamento aziendale: il primo, definito derivato, nel caso si acquisti un’azienda (il costo sostenuto rappresenta il valore dell’impresa oggetto dell’acquisizione); il secondo, chiamato originario, nel caso venga avviata un’impresa sostenendone i costi relativi.

Il calcolo del goodwill è particolarmente importante in presenza di un passaggio di proprietà societaria o di trasferimento di quote del capitale.

Per un’azienda presente sul mercato già da tempo, il goodwill rappresenta un valore oggettivo; nel caso delle start-up, quindi aziende in fase di avviamento, è molto complicato ricavare il loro valore oggettivo pertanto, si calcola il goodwill come valore soggettivo e intangibile.

In questo caso, il valore dell’avviamento può essere sopravvalutato, penalizzando eventuali acquirenti interessati in operazioni d’investimento nella società.

Come calcolarlo

Il calcolo per determinare l’avviamento è il seguente: il prezzo di acquisto di un’azienda meno il valore equo netto di mercato di attività e passività identificabili.

Star-up (Avviamento) = P-(AxL)

Dove P è prezzo di acquisto della società target, A è il valore equo di mercato delle attività ed L è il valore equo di mercato delle passività.

Mentre il goodwill o l’avviamento positivo rappresenta un chiaro segnale di salute dell’azienda, il badwill, il suo opposto, è un indice di criticità o addirittura di perdite aziendali.

Il valore si determina prima della fase di acquisizione; se l’azienda è stata venduta ad un prezzo inferiore del suo valore contabile, l’acquirente non ha fatto un buon investimento perchè si è in presenza di un avviamento negativo (badwill) dell'azienda; tuttavia, tale scelta può derivare dalla fiducia che l’investitore ha nella capacità futura di conseguire risultati positivi previa modifica degli asset e dei processi a cui sarà sottoposta l’azienda stessa.

Di norma, il valore dell’avviamento deve essere registrato in bilancio almeno una volta all’anno registrando le perdite di valore.