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Che cos’è e a cosa serve la Contabilità?

La contabilità è il sistema organizzato di rilevazione e registrazione dei fatti amministrativi, economici e fiscali che interessano un’attività professionale o imprenditoriale. Attraverso regole e metodologie specifiche, la contabilità consente di registrare in modo sistematico le operazioni aziendali (entrate, uscite, costi, ricavi e variazioni patrimoniali) fornendo dati utili per la redazione del bilancio, la gestione aziendale e l’adempimento degli obblighi fiscali e civilistici.

Origini

Le origini della contabilità risalgono ai primi sistemi di registrazione degli scambi commerciali, sviluppatisi in ambito mercantile per documentare in modo ordinato crediti, debiti e movimenti di beni. In una fase iniziale, tali registrazioni erano basate su metodi elementari riconducibili a forme di partita semplice, in cui ogni operazione veniva annotata singolarmente senza un sistema di correlazione tra conti.

In questo tipo di impostazione, l’attività economica viene interpretata come un insieme di movimenti che coinvolgono direttamente il titolare o l’impresa come entità economica di riferimento, con registrazioni relative a disponibilità di denaro, crediti, debiti e variazioni patrimoniali.

Il risultato economico di un periodo viene determinato come differenza tra ricavi e costi, mentre la situazione patrimoniale può essere rappresentata come equilibrio tra attività, passività e patrimonio netto, secondo la struttura contabile che si affermerà successivamente con la partita doppia.

Il concetto di periodo contabile introduce inoltre la necessità di determinare in modo sistematico il risultato economico (utile o perdita) al termine di un intervallo temporale definito, anticipando i principi che saranno formalizzati nella contabilità moderna.

Un contributo fondamentale allo sviluppo dei sistemi di calcolo commerciale deriva da Fibonacci, autore del “Liber Abaci” (1202), che introdusse in Europa il sistema numerico indo-arabo e metodologie di calcolo essenziali per l’evoluzione dell’aritmetica commerciale.

La formalizzazione della contabilità avviene però nel Rinascimento con Luca Pacioli, che nel capitolo “Tractatus de computis et scripturis” della “Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalità” (1494) descrive e sistematizza il metodo della partita doppia, considerato il fondamento della contabilità moderna. Questo sistema introduce una registrazione strutturata delle operazioni economiche attraverso il principio del dare e avere, garantendo l’equilibrio tra fonti e impieghi delle risorse.

Per questo contributo, Pacioli è comunemente considerato il padre della contabilità, in quanto ha reso strutturale e replicabile un sistema di registrazione contabile basato sull’equilibrio tra dare e avere, che costituisce ancora oggi il fondamento della contabilità generale.

La diffusione della contabilità avvenne nei centri mercantili dell’epoca, come le scuole d’abaco italiane, dove venivano insegnate tecniche di calcolo e gestione degli scambi commerciali.

Successivamente, autori come Angelo Pietra contribuirono allo sviluppo della contabilità in ambito amministrativo ed ecclesiastico, ampliando l’utilizzo dei sistemi contabili per il controllo economico e patrimoniale delle istituzioni.

La partita doppia rappresenta oggi il fondamento della contabilità generale: ogni operazione viene registrata in almeno due conti distinti, mantenendo sempre l’equilibrio tra valori registrati in dare e in avere (termini convenzionali usati nel metodo della partita doppia per indicare le due sezioni contrapposte di un conto e sono rappresentate graficamente dal ‟mastrino”). Questo principio ha introdotto concetti chiave come il controllo interno e la verifica sistematica delle registrazioni, alla base dell’attuale piano dei conti e dei sistemi contabili moderni.


Contabilità moderna

La contabilità moderna in Italia trova il proprio riferimento normativo nel Codice Civile, Libro V (1942), che disciplina gli obblighi civilistici relativi alla tenuta delle scritture contabili e alla redazione del bilancio d’esercizio per le imprese.

Un’evoluzione fondamentale del sistema contabile italiano è rappresentata dall’armonizzazione europea introdotta dalla IV Direttiva CEE (Direttiva 78/660/CEE), che ha definito criteri comuni per la redazione del bilancio nei Paesi membri, con particolare riferimento a:

  • contenuto del bilancio annuale;
  • contenuto dei documenti accompagnatori;
  • modalità di pubblicazione;
  • applicazione dei principi contabili;

Tali principi sono stati recepiti nell’ordinamento italiano (d.lgs. 127/1991), che ha riformato la disciplina del bilancio d’esercizio nel Codice Civile (art. 2423), introducendo una struttura più organica e comparabile delle informazioni economico-patrimoniali.

Il Codice Civile (art. 2423) stabilisce i principi generali per la redazione del bilancio d’esercizio delle società. La norma prevede che il bilancio debba essere redatto con chiarezza e rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico dell’impresa.

Il bilancio è composto da tre documenti fondamentali:

La disposizione introduce inoltre il principio della rappresentazione veritiera e corretta (true and fair view), che costituisce uno dei pilastri della contabilità moderna e della trasparenza informativa aziendale.

In questo contesto, la contabilità può essere definita come il sistema di rilevazione sistematica delle transazioni economiche di un’impresa, finalizzato alla rappresentazione sistematica della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa e alla produzione di informazioni utili per la gestione aziendale e per gli obblighi fiscali.


Tipologie di contabilità

Le aziende si suddividono nelle seguenti categorie:

  • Mercantile o Commerciale: acquisto materie prime e vendita di prodotti e/o servizi;
  • Industriale o Tecnica: trasformazione delle materie prime in prodotti finiti.

Da questa divisione derivano i seguenti metodi di gestione contabile:

  • Contabilità generale: registrazione amministrativa dei fatti tra l’azienda e il mercato;
  • Contabilità industriale (o ‟Analitica”): metodologia che registra i fatti interni, costi e ricavi;
  • Contabilità di Stato: metodologia a partita semplice per le Pubbliche Amministrazioni per la contabilità finanziaria ed economica.

Contabilità generale

La contabilità generale generale registra i fatti amministrativi tra l’azienda e l’ambiente esterno attraverso documentazione formalmente verificabile e riferita a operazioni già avvenute. Nelle realtà produttive di dimensioni ridotte o nelle ditte individuali, la contabilità generale può essere gestita attraverso procedure semplificate.

Le procedure tipiche sono le seguenti:

  • rilevazione (o ‟registrazione”): i dati sono tenuti in una o più ‟Prime Note”, inseriti manualmente (appunti) e/o in ‟fogli di calcolo” su interfacce automatiche, ogni prima nota viene trascritta sul ‟Libro giornale” in ordine cronologico e sul ‟Libro Mastro*, se si tratta di IVA si utilizza il Libro IVA;
  • estratto conto: è la stampa delle registrazioni di una voce specifica del Mastro in un determinato periodo, riporta il Saldo del dare e avere all’inizio e alla fine del periodo;
  • chiusura mensile: è la raccolta di tutta la documentazione inerente ai movimenti effettuati nel mese di riferimento;
  • chiusura annuale (anche detta ‟bilancio” o ‟bilancio di esercizio”): consiste nella preparazione e redazione del ‟bilancio d’esercizio” dopo la data di chiusura del periodo temporale, in questo caso, l’anno a cui si riferisce.

Prima nota

La registrazione della Prima Nota si caratterizza dal numero di protocollo progressivo e dalla data di registrazione; in situazioni particolari, possono essere segnate le chiavi di identificazione dei singoli eventi registrati:

  • la data di competenza;
  • il numero;
  • la data;
  • la voce di conto;
  • il numero di riga.

I documenti che l’accompagnano sono:

  • Piano dei Conti: è una struttura gerarchica organizzata ad albero a due o più livelli dove sono inseriti i conti;
  • Giornale bollato: è un prospetto riepilogativo cronologico delle registrazioni della Prima Nota su fogli numerati e bollati, devono essere riportate la data, il piano dei conti, descrizione dell’evento, il dare o l’avere;
  • Libro IVA: è una documentazione obbligatoria e riporta la situazione creditoria e debitoria dell’attività in ordine cronologico, le registrazioni IVA nei conti e sotto conti;
  • Mastro o scheda contabile: è una documentazione che riporta le registrazioni relative di dare e avere con il saldo finale al momento della sua elaborazione;
  • Mastrino: è riferito ai sotto conti e molte volte si usa per identificare il livello intermedio tra mastro e sotto conto;
  • Bilancio d’esercizio (redatto secondo la normativa civilistica europea): è il resoconto economico e patrimoniale dell’attività organizzato nei seguenti livelli:
    • Stato Patrimoniale attivo: comprende le attività dell’impresa, tra cui immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie, nonché attività liquide o liquidabili nel breve e medio-lungo periodo;
    • Stato Patrimoniale passivo: comprende le fonti di finanziamento dell’impresa, rappresentate da mezzi di terzi (debiti) e mezzi propri (patrimonio netto);
    • Conto economico: rappresenta il risultato economico d’esercizio raggiunto nel periodo di riferimento del bilancio;
    • Rendiconto finanziario: rappresenta i flussi finanziari dell’esercizio relativi alle disponibilità liquide che hanno influito sui fondi di liquidità (incremento e decremento) avvenuti in un determinato periodo;
    • Nota integrativa: sono tutte le informazioni contenute nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico.

Contabilità industriale

Intorno agli anni 70, emergeva l’esigenza, da parte delle aziende, di registrare informazioni più dettagliate sui costi in quanto l’espansione dei mercati, la globalizzazione e la crescente concorrenza resero necessario un cambiamento nella gestione contabile aziendale.

Senza tralasciare la contabilità generale, serviva concentrarsi di più sulla natura contabile, l’importo complessivo o rateo e sulla data di competenza; era quindi necessario integrare nella contabilità generale informazioni più dettagliate indicando la destinazione degli acquisti o la provenienza in caso di vendita.

L’integrazione della destinazione e provenienza, sulle voci dei costi e dei ricavi della contabilità generale, ha introdotto il Principio della tempestività delle informazioni contabili nella gestione aziendale (consente agli organi di governo di prendere decisioni strategiche efficaci, correggere eventuali anomalie operative e soddisfare gli obblighi di legge sulla continuità aziendale).

La disponibilità tempestiva delle informazioni, al momento del bisogno, ha permesso di correggere situazioni interne sfavorevoli per prevenire situazioni dannose per l’attività.

Differenza tra ‟contabilità analitica” e ‟contabilità industriale

Molte volte si confonde la contabilità industriale con la contabilità analitica (che utilizza dati organizzati per centri di costo) anche se rientrano nel concetto della contabilità gestionale esistono differenze sostanziali.

Quella analitica utilizza dati per centro di costo (regole, procedure e schemi di rendiconto che interessano le funzioni operative).

Quella industriale si basa sul costo del prodotto/servizio (distinte base e cicli, ordini clienti/fornitori, bollette/rapportini di lavoro o intervento, dichiarazioni di scarto, schede di produzione distinte di prelievo o versamento, rapporti e stime statistiche a supporto) per finalizzazione del prezzo finale.

La produzione non è solo riferita al contesto manifatturiero ma anche alle attività che svolgono dei servizi pertanto il processo produttivo coincide con l’erogazione del servizio:

  • centro di costo (centro di ricavo o di responsabilità): è intesa l’unità aziendale elementare del Piano dei centri di responsabilità (l’elenco di tutti i centri di costo) in cui vengono attribuiti o confluiti i costi sostenuti e la sua identificazione serve per facilitare il controllo dei costi di lavorazione e la ripartizione dei costi indiretti; essi si suddividono in:
    • principali;
    • produttivi;
    • ausiliari;
    • comuni;
    • generali;
    • diretti;
    • indiretti;
  • voci di spesa: è la tipologia del costo sostenuto (diretto) ed è l’unità elementare del Piano delle Voci di Spesa (nella contabilità generale si chiamano Voci di conto);
  • costo diretto: viene intesa come la spesa sostenuta per una determinata funzione operativa (reparto) o per un prodotto;
  • costo indiretto: spese derivate dalla ripartizione delle spese di costo diretto su più reparti o prodotti;
  • costo standard: costo fisso sostenuto per un determinato lasso di tempo su di un prodotto/servizio e/o reparto.

Contabilità di Stato

È il complesso delle norme che disciplinano la gestione contabile dei pubblici poteri dello Stato e degli Enti Pubblici:

  • organizzazione finanziaria/contabile;
  • gestione patrimoniale;
  • attività contrattuale;
  • gestione del bilancio pubblico;
  • sistema dei controlli;
  • responsabilità degli Amministratori della cosa pubblica.

Storicamente si è basata su sistemi di rilevazione finanziaria assimilabili alla partita semplice, mentre oggi integra anche aspetti economico-patrimoniali perché si divide in entrate e uscite sul conto d’esercizio e sul conto capitale.

La contabilità delle uscite (spese) rientra nel controllo della spesa; spese possono essere sostenute a fronte di specifici stanziamenti stabiliti per legge di bilancio dello Stato (l’ammontare non può essere superato) e per ogni Ente Pubblico; vige il sistema di controllo della spesa che prevede la riduzione corrispondente all’assegnazione della disponibilità di spesa relativa a quel Capitolo per quell’Ente.

La spesa viene rilevata secondo le procedure previste dalla contabilità pubblica e nei limiti degli stanziamenti autorizzati; le somme non pagate, per mancato ritiro da parte del fornitore, dopo un lasso di tempo stabilito per legge vengono stornate contabilmente e ritornano nella disponibilità finanziaria dell’Ente ma questo non costituisce una caduta in prescrizione del credito del fornitore.

Stessa cosa, ad esclusione dello storno, avviene per le entrate (imposte, tasse e accise); basa sul principio dell’accertamento della disponibilità dell’introito presunto in base ai dati in possesso al momento.


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