Accredito
Con il termine accredito si intende l’operazione attraverso la quale una somma di denaro viene registrata a favore di un soggetto o di un conto. In ambito economico e bancario si utilizza per indicare l’aumento della disponibilità monetaria determinato dall’entrata di una somma come, ad esempio, l’accredito di un bonifico sul conto corrente, l’accredito dello stipendio, l’accredito di un rimborso e accredito di una somma dovuta da un cliente.
L’accredito e il credito sono termini correlati, ma non sono sinonimi perché l’esistenza di un credito non significa necessariamente che il denaro sia già disponibile:
- credito: nasce da un rapporto giuridico o economico. Un’impresa, ad esempio, può vantare un credito nei confronti di un cliente perché ha fornito una prestazione e non ha ancora ricevuto il relativo pagamento. Finché il cliente non paga, l’impresa dispone di un diritto nei confronti del debitore, ma non ha necessariamente ricevuto alcuna somma;
- accredito: si verifica invece quando la somma viene effettivamente attribuita al beneficiario secondo le modalità previste dall ’operazione. Nel caso di un pagamento mediante bonifico, ad esempio, il creditore può avere un credito nei confronti del cliente prima che la somma venga accreditata sul suo conto.
L’accredito non vuol dire incasso in quanto l’incasso descrive, in termini economici, la riscossione di una somma dovuta e non l’entrata o la registrazione della somma a favore del beneficiario (accredito); ad esempio se un cliente paga una fattura tramite bonifico, l’impresa incassa il credito e, quando la somma viene registrata sul conto, riceve il relativo accredito.
Quindi l’accredito può derivare, tra l’altro, da:
- un bonifico ricevuto;
- un versamento di contanti;
- l’accredito dello stipendio o della pensione;
- un rimborso;
- l’incasso di determinati strumenti di pagamento;
- somme provenienti da altri rapporti bancari o finanziari.
Il termine accredito può essere utilizzato anche quando non esiste un precedente credito commerciale. Un accredito sul conto può derivare, per esempio, da un trasferimento tra propri conti, da un rimborso, da un finanziamento o da un’altra operazione finanziaria.
Per questo motivo non è corretto considerare ogni accredito come un incasso commerciale.
Se entriamo nell’ambito dei rapporti bancari, la Banca d’Italia distingue tra accrediti (somme versate sul conto) e addebiti (somme prelevate o utilizzate per effettuare pagamenti) quindi l’accredito identifica una somma che viene registrata a favore del titolare del conto corrente, ma il momento in cui la somma viene registrata, quello in cui diventa utilizzabile e quello rilevante ai fini della maturazione degli interessi possono non coincidere; per questo occorre distinguere almeno tre date dell’accredito bancario:
- data contabile: è la data nella quale la banca registra l’operazione;
- data disponibile: è il momento a partire dal quale la somma accreditata può essere effettivamente utilizzata dal titolare del conto per effettuare pagamenti o prelievi;
- data valuta: è la data dalla quale la somma viene considerata ai fini del calcolo degli interessi.
Gli accrediti e gli addebiti determinano l’evoluzione del saldo del conto corrente perché il saldo deriva dalla differenza tra il totale degli accrediti e il totale degli addebiti registrati sul conto in un determinato momento.
Ad esempio, se su un conto vengono accreditati 5.000,00 € e, successivamente, vengono addebitati 2.000,00 € ci sarà un saldo di 3.000,00 € (5.000,00 € - 2.000,00 €).
Anche in questo caso è necessario distinguere il saldo contabile (somma algebrica di tutte le entrate e le uscite già registrate) dal saldo disponibile (somma di denaro presente su un conto corrente che puoi effettivamente spendere o prelevare in un dato momento) e dal saldo per valuta (somma di denaro su cui la banca calcola gli interessi, in base alla data effettiva - data valuta - in cui i movimenti di denaro producono effetti), perché non tutte le operazioni producono necessariamente gli stessi effetti nello stesso momento.
Nel contesto del B2B (Business to Business), l’accredito costituisce la manifestazione finanziaria nel momento in cui il pagamento effettuato dal cliente viene registrato sul conto del beneficiario. Ad esempio, supponiamo che un’impresa abbia emesso una fattura elettronica di 1.220,00 € nei confronti di un cliente quindi un credito di 1.220,00 €. Quando il cliente esegue il pagamento e la somma viene accreditata sul conto corrente dell’impresa, il credito viene soddisfatto attraverso il pagamento mentre la fattura e il rapporto contrattuale rappresentano la base economica e giuridica della somma dovuta (causale economica e giuridica dell’operazione).
Questo è uno dei motivi per cui fatturazione, credito, incasso e accredito non devono essere considerati sinonimi.
Oltre all’accredito generato da una fattura elettronica c’è lo scenario che questo possa essere generato da una nota di credito elettronica (“TD04 - Nota di credito elettronica” e “TD08 – Nota di credito elettronica semplificata”) che è un documento fiscale utilizzato, secondo l’Agenzia delle Entrate, per la variazione di un’operazione precedentemente documentata (importo dovuto dal cliente oppure generare una situazione nella quale il fornitore deve restituire una somma già pagata) allo SdI (Sistema di Interscambio), nei casi previsti dalla normativa IVA.
Non bisogna confondere la ragione economica e giuridica con lo strumento di pagamento e la registrazione sul conto perché il rimborso identifica la ragione economica e giuridica della restituzione di una somma precedentemente pagata o comunque spettante al beneficiario in base alla specifica relazione giuridica o economica. Il bonifico identifica lo strumento di pagamento utilizzato mentre l’accredito, come già visto, identificata l’avvenuta registrazione sul conto corrente.
Nell’ambito del diritto delle obbligazioni (chiamato anche “diritto di credito” o “diritto personale”) l’accredito può derivare dal pagamento di un debito e questo può incidere sul rapporto tra debitore e creditore.
Questo perché l’obbligazione pecuniaria (pagare una somma di denaro) attribuisce al creditore il diritto di ottenere la somma dovuta e al debitore l’obbligo di eseguirne il pagamento secondo quanto previsto dal rapporto.
Il semplice ordine di pagamento non deve essere automaticamente confuso con l’effettiva disponibilità della somma da parte del creditore. Nel caso dei pagamenti tramite sistema bancario occorre infatti considerare il momento di esecuzione dell’operazione e quello in cui la somma viene resa disponibile al beneficiario.
L’accredito costituisce quindi un elemento importante della fase di esecuzione del pagamento, ma la sua rilevanza giuridica dipende dalla specifica obbligazione e dallo strumento utilizzato.
Nel linguaggio della contabilità, il termine accredito può assumere anche un significato tecnico diverso da quello utilizzato nel linguaggio bancario.
Secondo i principi contabili redatti dall’OIC (Organismo Italiano di Contabilità) non esiste un principio dedicato esclusivamente all’accredito ma possiamo trovare la sua gestione in:
- OIC 14 (Disponibilità liquide): è il riferimento principale quando “accredito” viene inteso come entrata di denaro su un conto bancario. L'“OIC 14” disciplina la rilevazione e classificazione delle disponibilità liquide e stabilisce, tra l’altro, che nei conti delle disponibilità liquide sono rilevati i movimenti in entrata e in uscita avvenuti entro la data di bilancio;
- OIC 15 (Crediti): diventa rilevante quando l’accredito rappresenta l’esito finanziario della riscossione di un credito commerciale. L’OIC considera infatti i crediti come una specifica “posta di bilancio” (singolo valore numerico registrato in “dare” o in “avere” che va a comporre i documenti contabili di un'azienda), distinta dalle disponibilità liquide. L'OIC stesso indica OIC 15 e OIC 19 come i principi di riferimento rispettivamente per crediti e debiti.
Ad esempio in partita doppia, “accreditare un conto” significa registrare un valore nella sezione Avere del conto. Il termine “accredito”, in questo contesto, non indica necessariamente l’entrata di denaro perché una scrittura in Avere può riguardare fenomeni economici, patrimoniali o finanziari diversi da un movimento bancario.
Questo non significa necessariamente che sia entrato denaro in banca perché un conto può essere accreditato per effetto di una scrittura contabile senza che nello stesso momento si verifichi un accredito bancario.
Perciò è importante distinguere:
accredito bancario: entrata o registrazione di una somma a favore di un conto; accredito contabile: registrazione nella sezione Avere di un conto secondo il metodo della partita doppia.
Il medesimo termine viene dunque utilizzato in due contesti tecnici differenti.