Composizione negoziata
La composizione negoziata della crisi è uno strumento previsto dal CCII (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) che consente all’imprenditore in difficoltà economico-finanziaria di avviare un percorso di risanamento con il supporto di un esperto indipendente (soggetto qualificato la cui nomina e formazione sono disciplinate dalla normativa sul CCII e dagli organismi di composizione della crisi). L’esperto facilita le trattative con creditori e finanziatori al fine di ristrutturare i debiti e ristabilire l’equilibrio patrimoniale economico e finanziario (“economico” per la capacità di generare utili coprendo i costi, “finanziario” per l’attitudine a far fronte tempestivamente alle uscite con le entrate e “patrimoniale” per la struttura solida tra mezzi propri e debiti), dell’impresa, evitando procedure giudiziali più gravose come la liquidazione giudiziale o l’insolvenza.
Non tutti i titolari di “partita IVA” che svolgono attività professionale “pura” rientrano automaticamente nella disciplina: la procedura è invece applicabile a quei liberi professionisti la cui attività, pur svolta sotto “partita IVA”, assume i caratteri di organizzazione imprenditoriale significativa, con ricavi, debiti e struttura tali da configurare uno squilibrio economico‑finanziario (“economico” per una situazione di crisi aziendale in cui l’impresa non genera sufficienti ricavi per coprire i costi e/o “finanziario” non ha abbastanza liquidità per onorare i debiti) rilevante.
Anche titolari di “partita IVA” possono beneficiare della composizione negoziata, in particolare se gestiscono un’attività strutturata con costi fissi significativi o esposizione verso fornitori, banche o enti fiscali (enti pubblici strumentali del Ministero dell’Economia e delle Finanze). Questo strumento permette di affrontare le difficoltà finanziarie in modo ordinato, negoziando debiti, dilazionando pagamenti e prevenendo conflitti legali (controversie tra parti come “persone fisiche” e “persone giuridiche” in cui gli interessi personali interferiscono con doveri professionali o diritti normativi). In questo modo, la composizione negoziata aiuta le “partita IVA” a proteggere la continuità dell’attività, salvaguardando il patrimonio personale (immobili, conti correnti e investimenti) e riducendo i rischi di insolvenza.
La composizione negoziata si distingue da altri strumenti di gestione della crisi principalmente per flessibilità e modalità di intervento. A differenza della composizione assistita, che è una procedura più formale in cui gli organismi di composizione della crisi giocano un ruolo centrale, la composizione negoziata offre maggiore autonomia all’imprenditore o titolare di “partita IVA”, pur mantenendo il supporto di un esperto indipendente. Diversamente dal concordato preventivo (procedura concorsuale giudiziale prevista dal CCII che permette all'imprenditore, in crisi o insolvente, di evitare il fallimento ossia la liquidazione giudiziale), che è una procedura giudiziale caratterizzata da vincoli legali più rigidi e tempistiche generalmente più lunghe, la composizione negoziata consente di gestire le trattative in modo più rapido e personalizzato, adattandosi meglio alle esigenze specifiche dell’impresa o della “partita IVA”.
Per avviare una composizione negoziata, l’imprenditore o il titolare di “partita IVA” deve innanzitutto richiedere l’intervento di un esperto indipendente. Una volta accettata la richiesta, l’esperto procede con una valutazione approfondita della situazione economico-finanziaria, analizzando debiti, flussi di cassa e patrimonio dell’attività. Successivamente, l’esperto media le trattative con banche, fornitori e altri creditori, cercando di raggiungere accordi di ristrutturazione che possano rendere sostenibili i debiti. Infine, si definisce un piano finale che consenta di riequilibrare la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa, permettendo all’imprenditore o titolare di “partita IVA” di proseguire l’attività in modo più sicuro e ordinato.
È importante sottolineare che la composizione negoziata non è sempre adatta a tutti. Per esempio, liberi professionisti o titolari di “partita IVA” con debiti limitati potrebbero non trarne reale beneficio. Inoltre, la procedura comporta dei costi legati all’intervento dell’esperto indipendente e i tempi di trattativa possono variare a seconda della complessità della situazione. Per questo motivo, è sempre consigliabile valutare attentamente la propria posizione e confrontarsi con un professionista (ad esempio un commercialista) prima di avviare la procedura, in modo da capire se sia lo strumento più efficace per le proprie esigenze.