Compenso in natura
Sistema di scambio non monetario
Il compenso in natura (o pagamento non monetario) è una modalità con cui una “partita IVA” viene remunerata attraverso beni o servizi, anziché tramite un pagamento in denaro.
Dal punto di vista fiscale, tali compensi devono essere valorizzati al cosiddetto valore normale, ossia al prezzo mediamente praticato per beni o servizi della stessa specie in condizioni di libera concorrenza. Questo valore costituisce reddito imponibile a tutti gli effetti, anche in assenza di incasso monetario.
Di conseguenza, il professionista è generalmente tenuto a emettere fattura per l’importo corrispondente al valore normale del bene o servizio ricevuto, applicando le imposte previste dal proprio regime fiscale. L’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto), se dovuta, si applica secondo le regole ordinarie, mentre il momento di tassazione coincide normalmente con quello di effettuazione dell’operazione o di ricezione del bene o servizio, in base al principio di cassa o al principio competenza applicabile.
Questo tipo di operazione è tipico nei casi di permuta o “baratto”, in cui due soggetti si scambiano prestazioni o beni. In tali situazioni, ciascuna parte è tenuta a fatturare autonomamente il valore della propria prestazione, anche se non avviene alcun trasferimento di denaro.
Occorre inoltre prestare attenzione agli effetti contabili e fiscali specifici del proprio regime (ad esempio regime forfettario o ordinario), nonché alla corretta documentazione dell’operazione, al fine di evitare contestazioni in sede di controllo.
Considerata la complessità della materia, è consigliabile verificare il corretto inquadramento fiscale con il proprio commercialista.
Oltre a capire gli aspetti fiscali, è utile sapere come registrare correttamente in contabilità un compenso in natura. Anche se non si riceve denaro, il bene o servizio ottenuto va considerato come un vero e proprio compenso monetario, così da rispettare le norme contabili e fiscali.
In pratica, quando si riceve un bene o un servizio, bisogna seguire alcune regole di base:
- registrazione del ricavo: il valore del bene o del servizio va inserito tra i ricavi della “partita IVA”, prendendo come riferimento il prezzo di mercato. In questo modo il compenso viene correttamente considerato ai fini fiscali;
- gestione dei beni durevoli: se il bene ricevuto è durevole (ad esempio un computer o un macchinario) occorre registrarlo anche come cespite e ammortizzarlo secondo le regole fiscali. Così il bilancio riflette sia il ricavo sia l’acquisizione del bene;
- IVA e fatturazione: anche senza un pagamento in denaro, chi opera in regime ordinario deve emettere fattura per l’importo corrispondente e applicare l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto), se prevista. In pratica, si registra l ’IVA a debito e a credito come per qualsiasi altra prestazione o vendita.