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Ricavo

Il ricavo, in economia, rappresenta l’ammontare totale di denaro che un professionista o un’impresa con partite IVA percepisce dalla vendita di beni, dalla prestazione di servizi o da locazioni, prima di sottrarre costi e tasse. È la misura principale della capacità dell’attività di generare entrate e costituisce il punto di partenza per il calcolo dell’utile e per gli adempimenti fiscali. Secondo le regole contabili italiane definite dall’OIC (Organismo Italiano di Contabilità), i ricavi comprendono tutti i compensi derivanti dall’attività principale, ma si distinguono in diverse tipologie a seconda della natura e del momento di rilevazione.

Le diverse tipologie di ricavo per le partite IVA, secondo i principi contabili redatti dall’OIC (Organismo Italiano Contabilità), sono:

  • ricavo anticipato: sono i pagamenti ricevuti prima della prestazione o consegna del bene (ad esempio l’acconto su un progetto futuro);
  • ricavo da cessione di crediti: sono le entrate derivanti dalla vendita o cessione di crediti verso clienti (ad esempio la cessione a una società factoring di una fattura da 2.000 €);
  • ricavo da locazione: sono le entrate derivanti dall’affitto di immobili o beni strumentali (ad esempio l’affitto mensile di un ufficio o di un laboratorio);
  • ricavo da royalties (o licenze): sono le entrate derivanti dalla concessione di diritti d’uso di beni immateriali (ad esempio le royalty su software o materiale didattico creato dal professionista);
  • ricavo da servizi accessori: sono le entrate derivanti da attività complementari a quella principale (ad esempio le commissioni per gestione di eventi o supporto tecnico accessorio);
  • ricavo da sussidi o contributi: sono le entrate derivanti da incentivi pubblici o sussidi agli investimenti (ad esempio il contributo statale per acquisto di strumenti digitali);
  • ricavo differito: sono le entrate ricevute in anticipo ma registrate in periodi successivi secondo le regole OIC (ad esempio un abbonamento annuale pagato in anticipo e riconosciuto mensilmente);
  • ricavo finanziario: sono le entrate da interessi, dividendi o strumenti finanziari (ad esempio gli interessi maturati su conto deposito professionale);
  • ricavo in natura: sono le entrate che non sono monetarie ma rappresentano un valore economico percepito (ad esempio i beni ricevuti in cambio di servizi, come strumenti o forniture);
  • ricavo netto: è il ricavo al netto dei costi direttamente imputabili alla prestazione o vendita (ad esempio un compenso di 1.500,00 € con 200,00 € di spese documentate produce un ricavo netto di 1.300,00 €);
  • ricavo ordinario: deriva dall’attività principale del professionista o dell’impresa (ad esempio il compenso per consulenze o servizi regolari);
  • ricavo posticipato: sono i pagamenti ricevuti dopo la prestazione o consegna del bene (ad esempio la fattura saldata 30 giorni dopo il completamento della prestazione);
  • ricavo straordinario: sono le entrate non abituali o eccezionali, non derivanti dall’attività principale (ad esempio la vendita di un bene strumentale usato).

Secondo i principi contabili, redatti dall’OIC (Organismo Italiano Contabilità), non tutte le entrate percepite da un professionista o da un’impresa sono considerate ricavi. In particolare, non rientrano nei ricavi:

  • rimborsi spese documentati: sono le somme ricevute per coprire costi sostenuti dal professionista per conto del cliente, come viaggi, materiali o strumenti necessari per la prestazione (ad esempio un libero professionista quando riceve un rimborso di 150,00 € per l’acquisto di materiali utilizzati durante un progetto);
  • contributi previdenziali versati dal professionista: sono le somme obbligatorie versate agli enti previdenziali che non rappresentano un guadagno (ad esempio i versamenti INPS a carico del titolare della partita IVA);
  • entrate non collegate all’attività principale: sono i compensi, o le somme percepite occasionalmente, che non derivano dalle prestazioni professionali o dalla vendita di beni (ad esempio un regalo in denaro ricevuto da un cliente come ringraziamento personale non è considerato un ricavo);
  • bonus o incentivi straordinari non legati alla prestazione: sono i premi occasionali o incentivi che non rientrano nella normale attività professionale (ad esempio un premio aziendale erogato per motivi non legati a un servizio specifico).