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Reati tributari

I reati tributari sono violazioni delle norme fiscali che comportano una responsabilità penale secondo le condizioni previste dalla normativa ma non tutte le violazioni costituiscono un reato perché molte irregolarità sono punite esclusivamente con sanzioni amministrative.

La disciplina dei principali reati tributari è contenuta nella “disciplina i reati in materia di imposte sui redditi e sull’IVA” (d.lgs. n. 74 del 10 marzo 2000); un reato tributario non è una violazione fiscale perché la violazione può avvenire da un errore in fattura, un ritardo in un adempimento o un versamento effettuato oltre la scadenza mentre i reati riguardano le specifiche condotte indicate a seguire. Per alcune di esse la legge richiede, oltre alla condotta prevista, anche il superamento di determinate soglie di imposta evasa o di altri importi:

  • art. 2 (Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti): utilizzo in dichiarazione di fatture o altri documenti relativi a operazioni inesistenti per indicare elementi passivi fittizi;
  • art. 3 (Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici): condotte fraudolente diverse dall’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, finalizzate a ostacolare l’accertamento e a determinare una falsa rappresentazione della realtà;
  • art. 4 (Dichiarazione infedele): indicazione in dichiarazione di elementi attivi inferiori a quelli effettivi o di elementi passivi inesistenti, quando ricorrono le condizioni previste dalla legge;
  • art. 5 (Omessa dichiarazione): mancata presentazione della dichiarazione dei redditi o IVA nei casi e nei termini previsti dalla norma penale;
  • art. 8 (Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti): emissione di fatture o altri documenti relativi a operazioni inesistenti allo scopo di consentire a terzi l’evasione delle imposte;
  • art. 10 (Occultamento o distruzione di documenti contabili): occultamento o distruzione, in tutto o in parte, delle scritture contabili o dei documenti di cui è obbligatoria la conservazione, quando la condotta impedisce la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari;
  • art. 10-bis (Omesso versamento di ritenute dovute o certificate): mancato versamento delle ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, oltre la soglia prevista dalla norma e alle condizioni stabilite dalla legge (disciplina è stata modificata dal d.lgs. 87/2024);
  • art. 10-ter (Omesso versamento dell’IVA): mancato versamento dell’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale, oltre la soglia prevista dalla legge e alle condizioni stabilite dalla norma;
  • art. 10-quarter (Indebita compensazione): utilizzo in compensazione di “crediti non spettanti” (art. 10-quater, comma 1) o “crediti inesistenti” (art. 10-quater, comma 2) oltre le soglie previste dalla legge;
  • art. 11 (Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte): alienazione simulata o compimento di altri atti fraudolenti sui propri o altrui beni allo scopo di sottrarsi al pagamento di imposte, interessi o sanzioni, quando ricorrono i presupposti previsti dalla norma.

La configurazione del singolo reato dipende dalla condotta tenuta, dall’imposta interessata e, per diverse fattispecie, dal superamento di specifiche soglie quantitative previste dalla legge. Una parte significativa dei reati tributari riguarda il contenuto delle dichiarazioni fiscali:

  • dichiarazione fraudolenta: può configurarsi, ad esempio, quando il contribuente utilizza fatture o altri documenti relativi a operazioni inesistenti per indicare elementi passivi fittizi nella dichiarazione. La normativa definisce espressamente cosa debba intendersi per fatture o documenti relativi a operazioni inesistenti;
  • dichiarazione infedele: riguarda l’indicazione di elementi attivi inferiori a quelli effettivi o di elementi passivi inesistenti, quando ricorrono le condizioni e le soglie previste dalla legge;
  • omessa dichiarazione: riguarda la mancata presentazione della dichiarazione quando ricorrono i presupposti stabiliti dalla normativa penale tributaria.

Particolare rilevanza hanno le operazioni inesistenti come, ad esempio, le fatture elettroniche che, per la normativa vigente, riportano un’operazione inesistente ovvero quando documentano un’operazione che non è stata realmente effettuata, totalmente o parzialmente, oppure quando indicano corrispettivi o IVA superiori a quelli reali o riferisce l’operazione a soggetti diversi da quelli effettivi.

Non ogni mancato pagamento di un’imposta costituisce automaticamente un reato. La normativa prevede specifiche tipologie di penali per alcune ipotesi di omesso versamento, come, ad esempio, l’omesso versamento dell’IVA e delle ritenute, stabilendo condizioni e soglie oltre le quali può configurarsi la responsabilità penale. Per questo è necessario distinguere il semplice ritardo o mancato pagamento, che può comportare conseguenze amministrative e tributarie, dalle situazioni nelle quali sono presenti tutti gli elementi richiesti dalla specifica fattispecie penale.

A differenza delle sanzioni amministrative tributarie, i reati tributari possono comportare una responsabilità penale e pene detentive secondo le fattispecie previste dalla legge in vigore. Le conseguenze dipendono dal reato commesso, dall’entità dell’imposta evasa o dell’importo considerato dalla norma e dalle altre circostanze previste dalla legge che è stata rivista con l’introduzione ‟Testo unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali(d.lgs. n° 173 del 5 novembre 2024).

La corretta tenuta della documentazione e degli adempimenti non elimina ogni possibile rischio di contestazione, ma permette di ridurre il rischio di errori e di dimostrare la corretta gestione delle operazioni. Ad esempio è importante:

  • emettere e registrare correttamente le fatture;
  • verificare la documentazione ricevuta dai fornitori;
  • presentare le dichiarazioni fiscali nei termini;
  • effettuare correttamente i versamenti;
  • conservare la documentazione contabile e fiscale;
  • rivolgersi a un professionista qualificato quando una situazione fiscale presenta elementi di particolare complessità.

In caso di un possibile reato tributario, una partita IVA dovrebbe distinguere tra il supporto fiscale-contabile (commercialista) e la difesa penale (avvocato penalista specializzato in diritto penale tributario) e il commercialista non sostituisce l’avvocato penalista nella difesa da un procedimento penale perché:

  • Avvocato penalista specializzato in diritto penale tributario: è il professionista da coinvolgere quando si riceve, ad esempio, un avviso di garanzia, un’informazione di garanzia, un invito a rendere interrogatorio, una richiesta di esibizione collegata a un’indagine penale o quando emerge concretamente il rischio di contestazione di un reato. La materia è normalmente trattata nell’ambito della criminalità economica e dei reati tributari. Le Procure hanno infatti sezioni o gruppi specializzati in questo settore;
  • Commercialista: è fondamentale per ricostruire le dichiarazioni presentate, i versamenti effettuati, le fatture e la documentazione contabile, i crediti utilizzati in compensazione, le ritenute, gli eventuali errori contabili o fiscali e la posizione debitoria verso l’Erario.