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Pinkwashing

È una locuzione composta (pink e whitewashing) per identificare le aziende che fingevano di sostenere le persone malate di cancro al seno lucrando sulla loro malattia.

L’attività di marketing svolta identifica una strategia preponente prodotti e tecniche pubblicitarie incentrate sulle persone malate allo scopo di fare preferire i propri prodotti a quelli dei concorrenti, accattivandosi la simpatia di un consumatore sempre più sensibile alle dinamiche sociali che questa malattia porta con se.

Questa pratica adotta una politica di marketing inclusivo che comunica, sfruttano forme pubblicitarie specifiche, ammaliando l’acquirente con prodotti e/o servizi contrassegnati, ad esempio, dal fiocchetto rosa (simbolo della lotta al tumore al seno) diminuendo, al contempo, l’attenzione sulla qualità del prodotto e/o del servizio.

Come per il greenwashing e il rainbow washing può essere sfruttata solo adottando una politica adeguata al rispetto per le minoranze (senso civico di carattere inclusivo) in quanto può influenzare, in contesti socialmente sviluppati, le leve del marketing mix come la leva del prodotto, del prezzo, della distribuzione e della pubblicità.