Consulenza
La consulenza è un’attività professionale svolta da soggetti dotati di competenze, esperienza e conoscenze specialistiche in un determinato ambito, finalizzata a fornire supporto, orientamento e soluzioni a persone, professionisti o imprese.
L’attività di consulenza può riguardare diversi settori e si articola in varie tipologie, a seconda dell’area di intervento e delle esigenze del cliente. È uno strumento volto a migliorare l’efficienza gestionale, garantire la conformità normativa e favorire lo sviluppo delle attività economiche.
La prestazione di consulenza è generalmente svolta da professionisti, o soggetti qualificati, che operano in forma autonoma o all’interno di studi professionali e imprese. L’attività si basa su un rapporto fiduciario con il cliente e richiede un elevato livello di aggiornamento continuo, in relazione all’evoluzione normativa e tecnica del settore di riferimento.
La consulenza si caratterizza principalmente come una prestazione di natura intellettuale, basata sull’analisi di informazioni, contesti e problematiche specifiche. A differenza delle attività esecutive, che consistono nello svolgimento materiale di operazioni o adempimenti, la consulenza si concentra sull’elaborazione di valutazioni tecniche e sull’individuazione delle soluzioni più adeguate. Tra i principali risultati prodotti rientrano, a titolo esemplificativo:
- analisi e valutazioni tecniche;
- pareri professionali e interpretazioni normative;
- report e documenti di sintesi;
- piani di azione o raccomandazioni operative;
- supporto decisionale per la gestione di attività complesse.
In questo senso, il consulente non si limita a “fare”, ma analizza, interpreta e orienta le decisioni, fornendo un supporto qualificato al processo decisionale del cliente. In linea generale, le prestazioni d’opera intellettuale (art. 2230 del C.C.) sono esercitate prevalentemente in forma di lavoro autonomo da professionisti titolari di partita IVA o nell’ambito di studi professionali e società.
L’attività di consulenza può essere svolta secondo diverse modalità operative, in funzione del tipo di incarico e delle esigenze del cliente. Generalmente si configura come una prestazione:
- autonoma, svolta senza vincolo di subordinazione e con piena responsabilità professionale del consulente;
- continuativa, quando il rapporto prevede un supporto costante nel tempo e una gestione periodica delle attività;
- digitale o da remoto, grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici che consentono lo scambio di documenti, informazioni e analisi senza necessità di presenza fisica.
Questa flessibilità rende la consulenza una tipologia di servizio adattabile a diversi contesti organizzativi e settori professionali.
Dal punto di vista normativo, è importante distinguere tra:
- professioni regolamentate, per le quali è richiesta l’iscrizione a un ordine o albo professionale e il rispetto di specifiche disposizioni di legge (come nel caso della consulenza del lavoro, legale o fiscale);
- professioni non regolamentate, disciplinate dalla l. 4/2013 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate), che possono essere esercitate senza iscrizione ad albi (ad esempio consulenza aziendale, consulenza marketing, consulenza informatica e consulenza strategica), nel rispetto delle norme generali in materia di correttezza professionale, trasparenza e tutela del cliente.
L’attività consulenziale non può essere esercitata solo (o principalmente) da professionisti iscritti a un ordine o albo, ad esempio:
- Consulenti del lavoro: iscritti all’“Ordine dei Consulenti del Lavoro”;
- Avvocati (consulenza legale): iscritti all’“Ordine degli Avvocati”;
- Commercialisti (consulenza fiscale): iscritti all’“Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili”.
Questa distinzione incide sulle modalità di esercizio dell’attività, sugli obblighi formativi e sulle responsabilità professionali del consulente.
Dal punto di vista fiscale e amministrativo, l’attività di consulenza deve essere identificata tramite un codice ATECO (ATività ECOnomiche), che consente di classificare correttamente l’attività ai fini fiscali, statistici e contributivi.
Non esiste un unico codice ATECO (ATività ECOnomiche) riferito alla consulenza in generale, ma diverse classificazioni in funzione dello specifico ambito di attività. Tra i principali codici utilizzati rientrano, ad esempio:
- 69.20.04 (N): “Attività di consulenti del lavoro”;
- 69.20.06 (N): “Attività di altri consulenti, periti e altri soggetti simili in ambito tributario e contabile”;
- 70.22.01 (N): “Attività di consulenza in materia di logistica”;
- 70.20.09 (N): “Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a.”;
- 62.02.00 (K): “Attività di consulenza informatica e di gestione di strutture informatiche”.
La corretta individuazione del codice ATECO (ATività ECOnomiche) è un elemento rilevante, in quanto influisce su diversi aspetti operativi, tra cui il regime fiscale applicabile, gli obblighi contributivi e l’inquadramento dell’attività nei confronti dell’amministrazione finanziaria.
La consulenza si declina in numerosi ambiti specialistici, tra cui:
- consulente di fiducia: le prestazioni riguardano rapporti fondati sulla stima che una persona riscuote a prescindere da formalità e titoli; qui la competenza del consulente riguarda solitamente problematiche a carattere riservato delle quali egli ha ampia conoscenza e di cui si può prendere cura anche attivamente. A volte viene impropriamente associata alla figura del “faccendiere”;
- consulenza politica: è l’attività di un soggetto o di un’organizzazione (di norma indipendente) che ha il mandato di interpretare e valutare le condizioni del contesto politico e in tale ruolo analizza, progetta e gestisce l’offerta politica di chi intende candidarsi all’opinione pubblica con l’obbiettivo di aiutare l’assistito ad acquisire vantaggi competitivi (ad esempio nei contenuti, nell’organizzazione, nella relazione di consenso con l’elettorato e nella comunicazione) per il fine di distinguersi e posizionarsi in modo ottimale rispetto ai concorrenti;
- consulenza legale: rientra nella professione legale e forense dove ogni avvocato fornisce al proprio cliente un quadro giuridico della questione (fornire pareri e consigli legali) che lo riguarda in modo che egli possa decidere, dandone mandato al legale, quale obiettivo perseguire nell’eventuale azione legale da intraprendere. La procura dimostra di avere il mandato ad agire;
- consulenza in ambito giudiziario: è svolta da un esperto, detto anche perito (art. 201 del c.p.c.), ed assume il ruolo di “consulente tecnico d’ufficio” (CTU) o “consulente tecnico di parte” (CTP):
- consulente tecnico d’ufficio (CTU): viene incaricato dal giudice (art. 61 del c.p.c.), quando ai fini della decisione, ravvisa la necessità di una perizia sui casi previsti dalla legge (artt. 191–201 c.p.c.) come, ad esempio, nelle “controversie in materia di compensi professionali” (art.2233 del C.C.) e nel caso dei “sinistri marittimi” (art. 599 codice della navigazione);
- consulente tecnico di parte (CTP): è una persona alla quale una parte in causa conferisce l’incarico peritale quale esperto ed ha il compito, nell’interesse di una parte, di affiancare il “consulente tecnico d’ufficio” (CTU) nell’espletamento del suo incarico e formulare osservazioni a supporto o critica del risultato al quale il perito del giudice sarà giunto;
- consulenza medica: tutto il lavoro del medico, sostanzialmente riferito alla prevenzione e alla cura di ciascuna patologia, si realizza in una forma di consulenza verso il proprio paziente in relazione alle necessità della sua salute; casi particolari di consulenza medica sono talune prestazioni specialistiche come:
- consulenza medico-legale: può rientrare tra le “consulenze dell’ambito giudiziario” ed ha lo scopo di riferire a “giudice inquirente” o “giudice incaricata” (giudizio arbitrale), gli elementi evidenti o desunti necessari al fine di definire inequivocabilmente che cosa ridusse il soggetto nello stato in cui si trova, probabili cause e conseguenze oggettive dell’evento, eventuali responsabilità civili e penali, e diritto a remunerazione risarcitoria;
- consulenza medico-infortunistica: che riguarda gli accertamenti necessari su lesioni conseguenti a infortuni di ogni genere: sul lavoro, stradali, domestici, eccetera;
- consulenza psichiatrica giuridica: riguarda precise qualità e attitudini delle persone che vi vengono sottoposte in relazione a eventi giudiziari civili (come l’emancipazione di un minore o l’interdizione per incapacità di un menomato) oppure penali (come la definizione di capacità d’intendere e volere in relazione a un reato); come altre tipologie di consulenza, essa viene prestata a conforto del compito del giudice che se ne avvale restando “dominus” della decisione ultima in quanto sentenzia, a prescindere dai contributi dei consulenti che vi concorrono, in base al proprio “libero convincimento”;
- consulto medico: nasce tradizionalmente dalla richiesta di un medico ad un altro di notoria esperienza e competenza, affinché si pronunci in merito allo stato di un paziente e ai provvedimenti del caso. Nel contesto professionale attuale il medico può trovare conveniente ai fini del proprio compito chiedere il parere diagnostico dello specialista al quale invia un paziente;
- consulenza tecnico-scientifica: è una forma di consulenza in ambito tecnico o scientifico ovvero la richiesta a terzi di una commissione privata (outsourcing) sotto forma di un progetto tipicamente ingegneristico o architettonico oppure uno studio di analisi o valutazione scientifica di tipo fisico, matematico, biologico, geologico o più frequentemente chimico-ambientale o naturalistico;
- consulenza informatica: è l’attività che studia, analizza, progetta soluzioni informatiche e risolve i problemi riferiti alle installazioni di sistemi informatici di qualunque portata. Si divide in due branche principali, una legata allo sviluppo, all’analisi ed alla progettazione, l’altra all’analisi ed integrazione dei sistemi hardware e delle reti;
- consulenza psicologica (counseling): è un insieme integrato di attività forniti da psicologi e psicologi-psicoterapeuti, miranti ad accrescere il benessere e migliorare la qualità della vita della persona;
- consulenza aziendale: si tratta di una serie di consulenze specifiche e settoriali rivolte al mondo delle imprese private e pubbliche e delle associazioni (ISO 9000). Da non confondere i servizi erogati dai consulenti aziendali (imprese o liberi professionisti) da quelli forniti dalle associazioni di categoria delle imprese quando svolgono le classiche funzioni di rappresentanza e tutela dei propri associati;
- consulenza direzionale: si tratta di servizi per imprese private e pubbliche e generalmente possono svolgersi in più fasi. La consulenza è di solito erogata dalla figura professionale (ISO 20700 e UNI 11369:2019) del “consulente di direzione” (Consulente di management). Questi consulenti possono essere qualificati attraverso uno schema internazionale noto come “CMC” (Certified Management Consultant) definito dall’“ICMCI” (International Council of Management Consulting Institutes) ed in Italia rilasciato da “APCO” (Associazione Professionale italiana COnsulenti di management);
- consulenza finanziaria: concerne le scelte di investimento e di finanziamento di un qualsiasi soggetto economico che, non possedendo gli adeguati requisiti di competenza, necessita dell’assistenza di un consulente finanziario per effettuare valutazioni di convenienza. In Italia, l’attività di “consulente finanziario” è regolamentata dalla CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), dalla “Banca d’Italia” e dal “Ministero dell’Economia e delle Finanze”. La normativa di riferimento include il “Testo Unico della Finanza” (d.lgs. 58/1998) e la Direttiva dell’“Unione europea 2004/39/CE” (MiFID II);
- consulenza pubblicitaria: rientra nelle strategie di marketing e di vendita, al fine di promuovere uno o più prodotti immessi sul mercato. Im questo caso viene studiato il mercato di riferimento, identificando il target o audience, i competitor e le tendenze di settore. Sviluppa e pianifica campagne pubblicitarie efficaci attraverso vari canali come stampa, televisione, radio, online e social media;
- consulenti del lavoro: sono professionisti dell’area giuridico-economica (in materia di contabilità e consulenza fiscale) con competenze specifiche nella gestione del personale subordinato e parasubordinato per conto delle imprese;
- consulenza editoriale: il suo operato si divide nei seguenti due ambiti:
- piccola editoria: è il servizio del laboratorio di stampa e riproduzione per conto di privati di libri, manuali, dispense, tesi di laurea; tale prestazione comprende correzione di bozze, revisione, impaginazione, progettazione grafica;
- casa editrice rientra in un’ampia categoria di specifiche consulenze ciascuna delle quali può essere delimitata a una fase del processo che porta alla pubblicazione di un testo o di un prodotto comunicativo destinato alla diffusione, oppure inserirsi in una sinergia di relazioni tra gli autori, la dirigenza e le maestranze; a livello di eccellenza questo tipo di consulenza richiede quindi capacità pratiche e conoscenze approfondite di ordine estetico, culturale e imprenditoriale sulle quali potrà contare l’editore per l’attività e il successo della propria produzione;
- editing-on-demand (pubblicazione con tecnologia digitale): ha particolari conoscenze e competenze che possono aiutare a riprodurre anche una copia alla volta di testi, musica e video, con notevole risparmio di costi editoriali;
- consulenza educativa: è attuata dal pedagogista ed è un processo di aiuto ai genitori in difficoltà nella relazione con i propri figli e nella loro educazione.
Le società di consulenza sono imprese che forniscono servizi (ad esempio economico-finanziaria, legale, informatica, medica e ambientale), in esternalizzazione, ad aziende clienti o committenti avvalendosi del know how ovvero delle capacità di problem solving di propri consulenti.