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Commissione di massimo scoperto

La commissione di massimo scoperto è il compenso che l’intermediario finanziario riceve per il fido bancario accordato sul conto corrente del cliente. In altre parole, è il costo che si paga quando si utilizza una linea di credito sul conto oltre la disponibilità presente.

La commissione viene generalmente applicata come percentuale sullo scoperto massimo verificatosi in un determinato periodo (mensile, trimestrale o annuale). Ad esempio, se il fido bancario massimo utilizzato in un mese è di 2.000,00 € e la commissione è dello 0,5%, il costo sarà: 2.000,00 € x 0,5% = 10,00 €.

Di norma, questa commissione è più onerosa del finanziamento ordinario (TAN e TAEG), quindi è importante conoscerne l’entità fin dall’apertura del conto.

Le “partite IVA“ spesso hanno flussi di cassa irregolari, o “cash mismatch”, che creano degli squilibri di liquidità (quando i tempi di incasso dai clienti superano quelli di pagamento ai fornitori). Questo causa difficoltà nel coprire gli OPEX (Operational Expenditure), ossia i “costi operativi” (ad esempio stipendi e tasse), nonostante un utile a bilancio, rischiando il fallimento. La gestione richiede pianificazione di tesoreria, negoziazione dei termini e analisi del circolante.

Conoscere il costo della commissione di massimo scoperto permette di:

  • pianificare i flussi di cassa per evitare costi elevati;
  • valutare alternative di finanziamento più convenienti, come prestiti a TAN fisso (Tasso Annuo Nominale) o anticipo fatture;
  • controllare il proprio conto per ridurre scoperti non autorizzati.