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CIT

Check Image Truncation

La procedura Check Image Truncation (CIT) è un processo bancario progettato per semplificare lo scambio e l’incasso degli assegni. In pratica, permette di trasformare l’assegno cartaceo in un’immagine digitale, riducendo la necessità di movimentare fisicamente il titolo. Questo sistema garantisce maggiore efficienza nelle operazioni di incasso e consente alla banca di gestire in modo più rapido e sicuro i pagamenti tra clienti e istituti bancari. CIT si inserisce quindi nel contesto della digitalizzazione dei servizi bancari, riducendo rischi di smarrimento o danneggiamento dei documenti cartacei.

Il funzionamento di CIT prevede che l’assegno cartaceo venga scansionato e trasmesso alla banca debitrice tramite canali digitali sicuri. La scansione viene accompagnata dalla firma digitale della banca emittente, che ne garantisce l’integrità e la provenienza. In questo modo, la banca ricevente può procedere all’incasso senza dover ricevere fisicamente il titolo, mantenendo la tracciabilità dell’operazione. Questo passaggio è fondamentale anche per motivi legali e contabili, perché assicura che la copia digitale corrisponda esattamente all’originale.

La banca che riceve la scansione dell’assegno ha l’obbligo di conservarla per un periodo massimo di 6 mesi dalla data di presentazione del titolo. Trascorso questo periodo, la copia digitale viene distrutta. Questa regola serve a garantire sia la sicurezza dei dati sia il rispetto delle norme di conservazione bancaria, evitando accumuli inutili di informazioni sensibili. La durata limitata della conservazione assicura inoltre che eventuali reclami o controlli possano essere gestiti entro tempi definiti, senza creare vincoli permanenti alla banca o al cliente.

La procedura CIT può essere applicata a:

  • assegni bancari e circolari, assegni postali, vaglia postali e titoli speciali della Banca d’Italia in euro, tratti presso filiali italiane o estere ma negoziati sul territorio nazionale;
  • assegni internazionali o a clientela non residente, ovvero assegni negoziati al di fuori dell’Italia o pagabili in Italia da conti esteri.

In questo modo, la procedura copre sia operazioni locali che transfrontaliere, garantendo uniformità nella gestione dei diversi tipi di titoli e riducendo i tempi di compensazione.

È importante sottolineare che la scansione digitale sostituisce l’assegno cartaceo, il quale perde la sua valenza giuridica. Tuttavia, il cliente conserva alcuni diritti fondamentali: può richiedere una sola volta:

  • copia analogica dell’immagine digitale;;
  • informazioni sul mancato pagamento;
  • dichiarazione della banca negoziatrice che conferma la conformità della copia digitale all’originale;
  • copia analogica del protesto o del documento equivalente attestante la non protestabilità.

Queste garanzie assicurano trasparenza e tutela del cliente anche quando il titolo originale non è più disponibile, mantenendo un equilibrio tra efficienza digitale e diritti legali.

La procedura CIT è integrata nel sistema Bi-Comp (Banca d’Italia COMPensazione), che regola la compensazione digitale degli strumenti bancari in Italia. Questo sistema permette alle banche di regolare tra loro i pagamenti derivanti da assegni e altri titoli, riducendo tempi e costi rispetto al metodo tradizionale cartaceo. L’inserimento di CIT nel Bi-Comp rappresenta un passo verso la digitalizzazione completa dei processi di compensazione e la modernizzazione del sistema bancario italiano.