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VAT

Value Added Tax

È una locuzione inglese ed è nota in alcuni Paesi come GST (Goods and Services Tax), è l’equivalente internazionale del principio di applicabilità dell’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) anche se con valori differenti.

Proprio come l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) è un tipo di imposta indiretta che viene valutata in modo incrementale e viene riscossa sul prezzo di un prodotto o servizio in ogni fase della produzione, distribuzione o vendita al consumatore finale.

Esistono, nel mondo, due metodi principali di calcolo della VAT:

  • il metodo della fattura di credito o basato su fattura;
  • il metodo basato sulla sottrazione o basato sui conti.

Il metodo della fattura di credito è il più comune ed è utilizzato da tutte le IVA nazionali ad eccezione del Giappone.

Nel metodo della sottrazione, un’azienda alla fine di un periodo di rendicontazione calcola il valore di tutte le vendite tassabili, sottrae la somma di tutti gli acquisti tassabili e applica l’aliquota IVA alla differenza.

il VAT (Value Added Tax), nella pratica, è il numero univoco che identifica un soggetto passivo (impresa) o una persona giuridica non imponibile registrata ai fini VAT (Value Added Tax).

In particolare, l’impresa è tenuta alla VAT number quando effettua:

  • cessioni di beni o servizi soggetti ad IVA;
  • acquisti di beni all’interno dell’UE;

Ogni Paese dell’UE rilascia il proprio VAT identification number (numero di partita IVA nazionale), quindi, questo comporta che le imprese, fornitrici di beni o servizi, in diversi Paesi dell’UE (Unione Europea) potrebbero essere tenute a ottenere un numero di partita IVA in ciascuno di questi Paesi.

Ogni numero di identificazione IVA deve iniziare con il codice del Paese (ISO 3166-1) interessato e seguito da un blocco di cifre o caratteri e deve essere menzionato sui documenti fiscali (ad eccezione delle fatture semplificate in alcuni paesi dell’UE).