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Offerta

Indica una quantità di un bene o di un servizio che i produttori sono disposti a cedere, ad un determinato prezzo, in una determinata unità di tempo.

La teoria dell’offerta si basa sul comportamento dei venditori nell’atto dello scambio del bene evidenziando il legame fra le variazioni dell’offerta del bene stesso e le oscillazioni del suo prezzo.

L’offerta può essere:

  • aggregata: la quantità complessiva di prodotti (beni e servizi) che le imprese sono disposte a produrre e ad offrire sul mercato in corrispondenza di diversi livelli di prezzo;
  • individuale: la quantità di un certo bene o servizio che un consumatore è disposto ad acquistare ad un determinato prezzo in un certo momento;
  • collettiva: deriva dalla somma delle offerte individuali;
  • di mercato: rappresenta il valore medio sul totale delle offerte di un prodotto, ad un certo prezzo, da parte di tutti coloro che lo producono, in un determinato mercato;
  • di moneta: rappresenta la quantità di moneta in circolazione in un Paese in un determinato periodo di tempo;
  • fuori sede: in ambito finanziario per indicare il processo di vendita (promozione e collocamento) di servizi bancari e finanziari al di fuori della sede legale o da un luogo diverso dagli uffici dell’intermediario;
  • delle imprese: massimizzare il profitto dell’impresa compatibile con le condizioni del mercato e con le caratteristiche dalla funzione di produzione che descrive la trasformazione degli input (fattori, semilavorati) in output (prodotti);
  • delle famiglie: massimizzare la funzione di utilità netta, al vincolo delle condizioni del mercato, delle dotazioni e delle preferenze della persona;
  • di breve periodo: è costruita su una funzione di produzione in cui possono variare soltanto i costi variabili (fattori produttivi, materie prime, lavoro e inputs) perché i costi fissi sono considerati costanti;
  • di lungo periodo: è costruita considerando variabili sia i costi variabili che i costi fissi.