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Classe sociale

La classe sociale, secondo la letteratura sociologica, è un insieme di individui legati da relazioni stabili all’interno di una struttura gerarchica economica e culturale. Questo concetto è stato descritto in molte opere accademiche volte a classificare stratificazioni sociali e modelli di disuguaglianza.

Le prime forme di stratificazione sociale nella società occidentale sono spesso ricondotte agli ordini sociali dell’antica Roma (strate romane classificate per censo, ruolo militare e funzioni civiche). Un esempio di tassonomia storico‑sociologica di queste divisioni è presente nelle analisi dei sistemi classisti nell’Antichità (caleses).

In ambito sociologico contemporaneo, una classe sociale è caratterizzata da omogeneità sistemica relativamente a:

  • Capitale economico (reddito, proprietà, occupazione stabile);
  • Capitale culturale (titolo di studio, livello d’istruzione, accesso alle risorse culturali);
  • Capitale simbolico (status percepito, riconoscimento sociale).

Questo approccio riflette la prospettiva di autori come Pierre Bourdieu, per il quale le classi si distinguono non solo per variabili economiche ma anche per “capitali” differenziati e interdipendenti.

Una delle definizioni di classe sociale più citate nella tradizione marxista è quella proposta da Karl Marx e Friedrich Engels. Nel loro lavoro “Il Manifesto del Partito Comunista” (1848) e in “Il Capitale” (1867), la classe è intesa come: “[...] un insieme di individui che occupano la stessa posizione nel processo produttivo e hanno lo stesso rapporto con i mezzi di produzione.

In questa definizione:

  • la classe operaia è caratterizzata dall’essere priva di mezzi di produzione e vendere la propria forza lavoro;
  • la classe capitalista detiene i mezzi di produzione e deriva profitto dal lavoro altrui.

Nella tradizione marxista e nelle teorie critiche successive, al concetto di classe sociale sono collegati altri due concetti teorici chiave:

  • Coscienza di classe: la consapevolezza da parte di un gruppo della propria posizione sociale e dei propri interessi collettivi;
  • Lotta di classe: il conflitto socio‑economico tra classi contrapposte nello stesso sistema produttivo.

Questi concetti sono ampiamente discussi nella letteratura di studi sociali e politologici che analizzano la dinamica storica delle società industriali e post‑industriali.

Le classi sociali sono dei gruppi individui che trovano tra di loro una certa omogeneità economica (ad esempio lavoro, casa e vestiario) e omogeneità culturale (ad esempio livello di istruzione, titolo di studi e cultura generale) anche se a volte la locuzione ha un utilizzo improprio sullo status sociale.

Nell’ambito delle società industriali e post‑industriali, le “partite IVA” rappresentano un gruppo eterogeneo nella struttura economica di una società, con caratteristiche comuni ma anche differenze significative:

  • reddito e capitale economico: alcune “partitae IVA” generano redditi elevati (ad esempio consulenti e professionisti del settore tech), altre operano a margini bassi (ad esempio artigiani e freelance entry-level);
  • capitale culturale: livello di istruzione, competenze specialistiche, titoli di studio e formazione continua spesso determinano il successo economico;
  • capitale sociale: reti di contatti professionali, reputazione e visibilità digitale sono cruciali per la crescita.

Questi elementi richiamano la classificazione di Pierre Bourdieu, dove il capitale economico, culturale e sociale determina la posizione nella società.

Anche se le partite IVA non sono una classe sociale tradizionale nel senso marxiano, possono sviluppare una coscienza collettiva rispetto a interessi comuni come, ad esempio, tassazione, diritti previdenziali e accesso al credito.

Le organizzazioni professionali, le associazioni di categoria e i network digitali rafforzano questa consapevolezza e consentono azioni collettive o rivendicazioni (simili alla “lotta di classe” concettuale).

Anche tra le “partite IVA” esistono sub-classi economico-professionali, ad esempio le seguenti caratteristiche:

  • freelance digitali: capitale culturale alto, reddito variabile e forte capitale sociale online;
  • professionisti tradizionali (ad esempio avvocati e commercialisti): capitale economico stabile, capitale culturale elevato e reti consolidate;
  • artigiani e piccoli operatori: capitale economico limitato, capitale culturale tecnico e reti locali.

Questa stratificazione è coerente con il concetto di “classi all’interno di una stessa posizione nella produzione” adattato al contesto moderno.

La posizione socio-economica delle “partite IVA” dipende non solo dai redditi ma anche dall’accesso alle reti e dalle competenze specialistiche.

Politiche fiscali e previdenziali incidono direttamente sul loro posizionamento sociale, similmente al rapporto tra lavoro e mezzi di produzione nella definizione marxiana.