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Bene ad uso promiscuo

È una locuzione utilizzata per indicare un cespite utilizzato sia per l’esercizio dell’attività d’impresa, o della professione, che per finalità diverse ed è deducibile al 50% dal reddito professionale (tutte le somme e tutti i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali).

Secondo il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) i beni utilizzati promiscuamente nell’attività dell’impresa e per fini personali dell’imprenditore si distinguono tra:

  • beni immobili: non si calcolano “quote di ammortamento”, bensì è deducibile una somma pari al 50% della rendita catastale o del canone di locazione, anche finanziaria, a condizione che il contribuente non disponga di altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’impresa;
  • beni mobili: le “quote di ammortamento” sono deducibili nella misura del 50%.