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Registri IVA

dizionario di contabilità

I Registri IVA sono strumenti necessari per il controllo delle operazioni fiscali effettuate e per la liquidazione dell’iva. Essi si dividono in registro delle fatture emesse, il registro delle fatture acquisto e il registro dei corrispettivi. Questi sono annotati con scritture in partita doppia e numerati in maniera progressiva.

 

Si tratta di un passaggio obbligatorio e successivo alla fatturazione; infatti la registrazioni degli acquisti e delle vendite (tramite le fatture) consentirà successivamente di effettuare la liquidazione dell’iva, determinando il credito o il debito con lo Stato.

 

Registri iva: tipologie e caratteristiche

 

Registri iva

Photo Credits: David Schwarzenberg da Pixabay

 

Come dicevo all’inizio del paragrafo i registri iva si dividono in 3 tipologie, il registro delle fatture acquisti, il registro delle fatture di vendita ed i registri dei corrispettivi. Questi ultimi vengono registrati per quelle operazioni effettuate dal contribuente nell’ambito del commercio al minuto per il quale è possibile non emettere fattura a meno che non venga richiesta dal cliente.
 

Registro iva fatture emesse

 

All’interno del registro iva delle fatture emesse vanno indicati in ordine progressivo con le seguenti informazioni: Numero progressivo, la data in cui le fatture sono state emesse, i dati anagrafici del cliente, il totale imponibile e infine l’iva divisa per singola aliquota.

 

Registro iva fatture acquisto

 

All’interno del registro iva acquisti vanno invece annotati gli acquisti fatti per dall’azienda, questi andranno indicati con la data di fatturazione del prodotto o del servizio acquistato, il numero progressivo della fattura, i dati anagrafici del fornitore, il totale dei prodotti o servizi suddivisi per importi imponibili e non imponibili ed infine il valore dell’iva.

 

Registo dei corrispettivi

 

All’interno del registro dei corrispettivi vanno annotati i corrispettivi giornalieri: tali corrispettivi corrispondono a scontrini e alle ricevute fiscali rilasciati.

 

Inoltre vanno annotati gli importi:
 

  • delle attività imponibili;
  • delle attività non imponibili;
  • delle attività esenti da IVA;
  • delle attività soggette a regime dei minimi;
  • delle concessioni di beni e prestazioni di servizi

 

Tali registrazioni vanno annotate con riferimento al giorno in cui è stata effettuata l’operazione entro il giorno non festivo successivo.

 

Per maggiori informazioni vai al termine “Registro dei corrispettivi” del Dizionario di Fattura24.