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Credito d’imposta

Il credito d’imposta è una tecnica di liquidazione del tributo cioè un diritto di credito a favore del contribuente nei confronti dell’ente impositore.

Nel diritto tributario il contribuente (creditore) è il soggetto passivo d’imposta ed il debitore risulta essere l’ente impositore.

Il contribuente riceve un rimborso, in quanto l’ammontare pagamenti sostenuti (investimenti) a titolo d’imposta sono superiori rispetto al debito sulla dichiarazione dei redditi, oppure il contribuente beneficia di un credito che attenui l’obbligo tributario sull’ente impositore.

La riforma del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) sul credito d’imposta è rivolta alle partite IVA per stimolare gli investimenti.

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Sono escluse le partite IVA in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale e le partite IVA destinatarie di sanzioni interdittive (art. 9, comma 2, del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231).

Il beneficio è subordinato al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Quali sono i vantaggi del credito d’imposta?

È un credito che le partite IVA vantano nei confronti dello Stato effettuando investimenti in:

  1. Beni strumentali materiali;
  2. Beni strumentali immateriali;
  3. Altri beni strumentali materiali;
  4. Altri beni strumentali immateriali.

Queste quattro aree d’investimento rientrato nel Piano nazionale Transizione 4.0 che fa parte del PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).

Beni strumentali materiali

Per l’anno 2021 vengono considerate le aliquote al:

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Per l’anno 2022 vengono considerate le aliquote al:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Dal 2023 al 2025:

  • 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • 5% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro;
  • 5% del costo per la quota di investimenti superiore a 10 milioni fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 50 milioni di euro degli investimenti inclusi nel PNRR, diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della transizione ecologica e con il Ministro dell’economia e delle finanze.
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Gli investimenti effettuati possono andare in credito d’imposta fino al 30/06/2026 se entro il 31/12/2025 il venditore accetta l’ordine e gli sia stato versato l’acconto (20%) del costo di acquisizione.

Allegato A

È rivolto alle partite IVA che acquistano beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle stesse secondo il modello Industria 4.0.

Nell’allegato A sono elencati gli investimenti sui beni materiali tecnologicamente avanzati (l. 232/2016, ex iper ammortamento).

Tutte le macchine citate nell’elenco a seguire devono dotate di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller), interconnesse ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto (istruzioni e/o part program), integrate con il sistema logistico automatizzato della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo, interfaccia tra uomo e macchina, rispondenti ai parametri di sicurezza, salute e igiene richiesti sul posto lavoro.

Rientrano come beni strumentali controllati da sistemi computerizzati o gestiti tramite opportuni sensori e azionamenti:

  • macchine utensili per asportazione;
  • macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici;
  • macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime, macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali;
  • macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura;
  • macchine per il confezionamento e l’imballaggio;
  • macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico);
  • robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot;
  • macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici;
  • macchine industriali per la manifattura additiva;
  • macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi;
  • magazzini automatizzati.

Inoltre devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:

  • sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  • monitoraggio delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo;
  • CPS (Cyber Physical System);
  • dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo dei processi;
  • filtri e sistemi di trattamento e di recupero.

Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità:

  • sistemi di misura a coordinate e no per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto al fine di assicurare e tracciare la qualità;
  • altri sistemi di monitoraggio in processo per assicurare e tracciare la qualità del prodotto o del processo produttivo;
  • sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro o micro e di generare opportuni report di collaudo;
  • tecnologie additive per produzioni additive;
  • sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti;
  • sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione;
  • strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti;
  • efficienza e monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione dell’impatto ambientale.

Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0»:

  • banchi e postazioni di lavoro con soluzioni ergonomiche;
  • sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature;
  • dispositivi wearable (indossabili) come sistema di comunicazione (operatore/operatori e sistema produttivo) di AR (Augmented Reality) e VR (Virtual Reality);
  • interfacce HMI (Human-Machine Interface) intelligenti.

Beni strumentali immateriali

Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza:

  • per il 2021: 20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro;
  • per il 2022: 50% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro;
  • per il 2023: 20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro;
  • per il 2024: 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro;
  • per il 2025: 10% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro.
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Gli investimenti effettuati possono andare in credito d’imposta fino al 30/06 dell’anno successivo se entro il 31/12 dell’anno in corso il venditore ha accettato l’ordine e gli sia stato versato l’acconto (20%) del costo di acquisizione.

Allegato B

È rivolto alle partite IVA che acquistano beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali al modello Industria 4.0.

Nell’allegato B sono elencati gli investimenti sui beni immateriali tecnologicamente avanzati funzionali al processo di trasformazione 4.0 (l. 205/2017).

Rientrano come beni strumentali immateriali i software, sistemi, piattaforme e applicazioni:

  • di tipo EDM (Engineering Data Management), PDM (Product Data Management), PLM (Product Lifecycle Management), ERP (Enterprise Resource Planning) e Big Data Analytics;
  • nel Management cockpit;
  • nello IoT (Internet of Things) e/o del cloud computing;
  • di VR (Virtual Reality);
  • nel reverse modeling e nel reverse engineering;
  • nello IIoT (Industrial Internet of Things);
  • per la pianificazione della produzione (routing e scheduling) e per il controllo della produzione (dispatching e follow-up);
  • nella supply chain (cloud computing);
  • nel Industrial Analytics (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting);
  • nel AI (Artificial Intelligence) e nel ML (Machine Learning);
  • nel Cybersystem;
  • per l’utilizzo lungo le linee produttive di robot, robot collaborativi e macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualità dei prodotti finali e la manutenzione predittiva;
  • nel AR (Augmented Reality) tramite wearable device;
  • nel HMI (Human-Machine Interface) e/o nel MMI (Man-Machine Interface);
  • per l’intelligenza degli impianti che garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica;
  • nella Cybersecurity;
  • nel virtual industrialization e nel virtual manufacturing.

Altri beni strumentali materiali

Sono diversi da quelli elencati nell’Allegato A (ex Super Ammortamento) e per:

  • il 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro;
  • il 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
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Gli investimenti effettuati possono andare in credito d’imposta fino al 30/06 dell’anno successivo se entro il 31/12 dell’anno in corso il venditore ha accettato l’ordine e gli sia stato versato l’acconto (20%) del costo di acquisizione.

Per il 2022, il termine del 30 giugno è posticipato al 30 novembre.

Altri beni strumentali immateriali

Sono diversi da quelli elencati nell’Allegato B e per:

  • il 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milioni di euro;
  • il 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milioni di euro.
info

Gli investimenti effettuati possono andare in credito d’imposta fino al 30/06 dell’anno successivo se entro il 31/12 dell’anno in corso il venditore ha accettato l’ordine e gli sia stato versato l’acconto (20%) del costo di acquisizione.

Per il 2022, il termine del 30 giugno è posticipato al 30 novembre.

Come accedere al credito d’imposta?

Le partite IVA devono presentare:

  • una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale;
  • un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

Sia l’ingegnere che il perito industriale devono essere iscritti nei rispettivi albi professionali.

Nella perizia tecnica deve risultare che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali poter essere inclusi negli allegati (A e B) e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Il costo sostenuto non deve essere superiore ai 300.000,00 € ed è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante.