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Aprire partita IVA: come fare, costi e obblighi

Guida 2018

Aprire partita IVA: come fare, costi e obblighi

Aprire partita Iva può rivelarsi molto difficile, soprattutto se non si è a conoscenza dei modelli necessari da inviare, delle dichiarazioni da trasmettere ed a quale ente. Accanto a questo aspetto ciò che turba molti professionisti che si appropinquano ad aprire partita iva è certamente il costo di gestione, la tassazione e gli obblighi fiscali ad essa associati.

 

Facciamo il punto.

 

Come aprire partita iva e qual è il costo

 

 

Bisogna innanzitutto sottolineare che i soggetti che possono aprire partita iva sono i titolari di società e i liberi professionisti. Solitamente chi non supera i 5000 euro l’anno di introiti non apre partita iva, visti i considerevoli costi di gestione.

 

Il primo step fondamentale per per aprire partita iva è comunicare l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate entro trenta giorni dal primo giorno di attività.

 

Per poter comunicare l’inizio delle attività è necessario compilare il modello AA7/10 nel caso di soggetti diversi dalle persone fisiche o il modello AA9/12 nel caso di imprese individuali e lavoratori autonomi.

 

 

Compilati i modelli è possibile presentarli in diversi modi:

 

  1. presentandosi in un ufficio dell’Agenzia delle Entrate con documento di riconoscimento;
  2. attraverso raccomandata A/R con fotocopia del documento di riconoscimento valido;
  3. utilizzando il servizio telematico che è possibile scaricare sul sito dell’Agenzia delle Entrate
     

 

Oltre alla presentazione dei modelli è necessario capire quale regime fiscale scegliere tra quello ordinario e quelli agevolati, scegliere il Codice ATECO (un codice che identifica un’attività economica) e per ultimo aprire la propria posizione previdenziale (INPS, IRPEF, IRES).

 

Costi e adempimenti per gestione delle partita iva

 

Aprire partita iva non ha nessun costo ma vanno considerate diverse spese per il mantenimento. Queste dipendono dal regime fiscale scelto.

 

  • nel caso del regime di contabilità ordinaria i costi da affrontare sono quelli relativi all’iscrizione alla Camera di Commercio (circa 100 euro l’anno) i costi del commercialista (circa 1000 euro l’anno ma che variano in base al professionista e alla consulenza richiesta) ed infine i contributi INPS che vengono calcolati sul reddito;
  • per i regimi agevolati la tassazione è molto ridotta, basti considerare che questi prevedono l’esenzione dell’IVA. Tuttavia anche questo regime ha alcuni aspetti negativi perlopiù legati all’impossibilità di deduzione delle spese e sul limite del fatturato annuo

 

A questi vanno aggiunti una serie di voci di costo come ad esempio il diritto camerale che viene stabilito annualmente (qui quello relativo al 2018: importi diritto camerale) nel caso di imprese, i contributi previdenziali ed l’iscrizione obbligatoria all’INAIL con relativi costi (prevista per alcune attività professionali).

 

Obblighi fiscali delle partite IVA

 

Un ultimo aspetto da sottolineare riguarda gli obblighi fiscali delle partite IVA nel regime ordinario. Queste infatti sono obbligate per legge ad emettere fattura con tutti i dati previsti al suo interno:
 

  • numero di fattura progressivo;
  • la data del documento;
  • prodotti con quantità e descrizione;
  • denominazione;
  • e altri dati che il commercialista vi segnalerà di inserire.

 

È necessario inoltre inserire i dati nei registri contabili, fare la liquidazione dell’iva e la dichiarazione annuale tramite Modello UNICO.

 

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Redazione

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