Regime forfettario – La prima fattura

Vediamo come creare la nostra prima fattura secondo le direttive del regime forfettario.

Leandro D'Addario Leandro D’Addario

Chi per l’anno corrente ha deciso di usufruire del nuovo regime forfettario, dovrà emettere fattura facendo attenzione che sia conforme a quanto richiesto dal regime agevolato. Come sappiamo la nuova manovra finanziaria ha modificato i requisiti d’accesso al regime (puoi leggere la nostro articolo sul Regime Forfettario qui). Vediamo come creare la prima fattura forfettaria 2016.

Sono previste infatti, per chi ha aderito al regime agevolato nell’anno 2015-2016 alcune semplificazioni che vedremo chiaramente nella redazione della fattura forfettaria.

Ne elenchiamo alcune:

  • E’ fatto divieto di detrazione dell’IVA (sia se assolta, addebitata o dovuta);
  • Non è possibile avvalersi della rivalsa IVA: sulle fatture del contribuente che si avvale del regime forfettario non deve comparire l’addebito di IVA a titolo di rivalsa;
  • Non vi è obbligo di registrazione per fatture emesse, fatture d’acquisto, dei corrispettivi, di tenuta contabile e della conservazione dei registri e dei documenti, con eccezione per la conservazione di documenti ricevuti ed emessi;
  • Non è dovuto da parte dei sostituti d’imposta, di effettuare ritenute d’acconto sui ricavi/compensi percepiti. Sarà necessario tuttavia rilasciare una dichiarazione che attesti che il reddito in questione è soggetto ad imposta sostitutiva;
  • Si è esonerati dalla liquidazione dell’IVA (e quindi anche dalla dichiarazione annuale);
  • Vi è l’esonero dall’applicazione di studi di settore e dai parametri, dello spesometro, dalla comunicazione dei paesi black list e dall’IRAP;
  • Le attività di vendita di giornali, tabacchi e carburante sono esonerate dalla certificazione dei corrispettivi;
  • Non deve applicare ritenute sui redditi erogati (lavoro dipendente e assimilato, ecc);
  • Se chi usufruisce del regime forfettario è un imprenditore, può calcolare i contributi INPS sul reddito dichiarato e non su quello minimale.

Nel caso di start up (grazie alla legge di stabilità 2016) per i primi 5 anni il reddito imponibile viene ridotto di 1/3 se:

  1. Nei 5 anni precedenti non è stata svolta attività artistica, professionale o d’impresa;
  2. L’attività svolta non rappresenta la mera prosecuzione di attività svolte in passato (ad esempio lavoro dipendente o autonomo). Fanno eccezione i periodi di praticantato obbligatorio per esercitare alcuni tipi di professioni.
  3. In caso di prosecuzione di un’attività precedentemente svolta da altri, l’ammontare dei compensi/ricavi realizzati nell’anno di imposta precedente non deve essere superiore alla soglia indicata nella tabella dei coefficienti relativa al regime forfettario per quell’attività (leggi il nostro articolo sul Regime Forfettario qui).

Vi sono degli adempimenti cui sono tenuti i contribuenti che utilizzano il nuovo regime forfettario. E’ necessario che le fatture e le bolle doganali siano conservate e numerate, bisogna introdurre l’annotazione “Operazione in franchigia IVA”. Nei casi in cui si è esonerati dall’obbligo di fattura, il contribuente dovrà comunque rilasciare scontrino o ricevuta fiscale. Infine i corrispettivi devono essere certificati. Il contribuente (in regime forfettario) che non svolge una delle attività elencate nell’articolo 2 del DPR 696/1996 (vendita tabacchi, carburante o giornali) deve emettere e conservare fattura e nei casi di esonero della fattura, è necessario emettere e conservare lo scontrino fiscale o la ricevuta.

Una fattura emessa da chi usufruisce del regime forfettario 2016:

  • DEVE contenere tutti i dati indicati nell’articolo 21 del DPR n.633/1972;
  • NON DEVE esporre l’IVA (operazione non soggetta ad IVA);
  • DEVE contenere la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario” per indicare che chi emette fattura beneficia del nuovo regime forfettario;
  • Se il contribuente italiano effettua prestazioni di servizi generiche (art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972) verso soggetti passivi IVA con residenza in un altro paese UE, si parla di “operazione interna” senza diritto di rivalsae non di “operazione intracomunitaria”. Anche in questo caso va apposta la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario”;
  • Nel caso di operazioni con l‘estero (esportazioni) BISOGNA indicare i riferimenti all’articolo 8 del DPR 633/1972 e la dicitura “operazione non imponibile” come da articolo 21, comma 6, lett. b) del DPR n. 633/1972.

Secondo la circolare 14/E/2015 dell’Agenzia delle Entrate, il meccanismo del reverse charge non si applica in determinati regimi agevolati, tra cui il regime forfettario. In tal caso il contribuente italiano che si avvale di regime forfettario che effettua cessioni in reverse charge “interno” (ad esempio riparazioni, pulizia, manutenzione, ecc) deve emettere fattura indicando che il cessionario soggetto passivo IVA non è tenuto ad applicare l’imposta.

Se invece è il contribuente forfettario italiano ad acquistare beni o servizi attraverso l’inversione contabile, questo sarà tenuto ad assolvere l’imposta come da meccanismo di inversione contabile e, non potendo esercitare la detrazione IVA, dovrà versare l’imposta a debito.

Per quanto riguarda l’imposta di bollo, nel nuovo regime forfettario è prevista per le fatture di importo superiore a 77,47 euro. Il bollo va quindi assolto acquistando, per un importo di 2 euro, un contrassegno telematico (ex marca da bollo) o nel caso di fattura elettronica, attraverso il bollo virtuale. Il bollo è obbligatorio poiché tali operazioni non sono soggette ad iva come da CM n.7/E del 2008. Le fatture che riguardano acquisti intracomunitari o per quelle in cui il contribuente forfettario risulta debitore di IVA (es: reverse charge), sono esenti da bollo.

Se il contribuente che si avvale del nuovo regime forfettario effettua acquisti intracomunitari inerenti beni o servizi generici, è tenuto secondo l’articolo 7-ter del DPR 633/1972 a:

  • Effettuare l’iscrizione VIES;
  • Presentare il modello Intrastat “elenchi acquisti”;
  • Integrare l’IVA per gli acquisti intracomunitari e per tutte le operazioni di cui risulta debitore d’imposta;
  • Liquidare e versare l’IVA entro il giorno 16 del mese successivo all’operazione (il regime forfettario ha infatti il divieto di detrarre l’IVA anche sugli acquisti intracomunitari);
  • Emettere fattura per gli acquisti intracomunitari o esteri. I contribuenti che si avvalgono del regime forfettario per le operazioni per cui risultano essere debitori di IVA, devono emettere un’autofattura o integrarla con il meccanismo di inversione contabile, indicandone aliquota e imposta relativa.
Esempio di fattura forfettaria

Un esempio di compilazione di fattura forfettaria

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