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Guida allo Split Payment

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Guida allo Split Payment

Questa è una piccola guida al fenomeno del c.d. Split Payment (o, più propriamente, Scissione dei pagamenti) disciplinato dall’art. 17-ter del d.p.r. 633/1972

 

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Il Legislatore, con la Legge 190/2014, ha introdotto uno speciale sistema di liquidazione IVA, conosciuto come Split Payment (o Scissione dei Pagamenti).

 

Questa particolare forma di liquidazione IVA è disciplinata dall’articolo 17-ter del d.p.r. 633/1972, intitolato Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici ed altri enti e società.

 

Lo Split payment si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate dalle imprese nei confronti di:
 
Amministrazioni Pubbliche;
 
– uno degli altri soggetti tassativamente indicati dall’art. 17-ter, comma 1-bis, del d.p.r. 633/1972 (v. ad es., a titolo esemplificativo: enti pubblici economici, aziende speciali, aziende pubbliche di servizi alla persona, società quotate inserite nell’indice FTSE MIB).

 

L’applicazione dello split payment doveva inizialmente essere solo provvisoria (fino al 2017); è stata però estesa ulteriormente ed è ancora in vigore nel 2019.

 

Questa speciale modalità di liquidazione IVA comporta che, nei casi in cui deve essere applicata, sarà il cessionario/committente (ad es. una PA) e NON il cedente/prestatore a dover materialmente versare l’importo dell’IVA allo Stato.

 

Se pertanto una particolare operazione dovrà essere effettuata secondo le regole dello Split Payment, dovrà avere le seguenti caratteristiche:

 

  • il cedente/prestatore emetterà fattura indicando sia l’imponibile, sia l’IVA (aliquota ed importo), ma indicando, come importo finale a pagare, solo l’importo al netto dell’IVA;
  • lo stesso cedente/prestatore dovrà indicare che la fattura è emessa secondo il sistema dello Split Payment “Scissione dei pagamenti” (v. più sotto c.a. la fattura elettronica);
  • l’Ente Pubblico (o uno degli altri soggetti suindicati) cessionario/committente pagherà al cedente/prestatore l’importo della fattura al netto dell’imposta (cioè dell’IVA);
  • successivamente, lo stesso cessionario/committente verserà la parte di IVA dovuta sulla fattura allo Stato;
  • il cedente/prestatore, ai sensi dell’art. 2 del d.m. 23/1/2015, dovrà operare la registrazione delle fatture emesse (artt. 23/24 dpr 633/1972) senza computare l’imposta ivi indicata nella liquidazione periodica.

 
 

Split payment e fattura elettronica

 

Quando si deve predisporre una fattura elettronica con applicazione dello Split Payment, bisogna ricordarsi di riempire il campo/tag 2.2.2.8 del file XML denominato “EsigibilitaIVA” con il valore “S“, che sta appunto, secondo le Specifiche dell’Agenzia delle Entrate della fatturazione elettronica, per “Scissione dei pagamenti

Attualmente, le menzionate Specifiche Tecniche prevedono che se questo campo “EsigibilitaIVA” è impostato appunto a “S”, l’Agenzia controllerà che l’elemento informativo del campo/tag 2.2.2.2 “Natura” NON sia valorizzato a “N6” (che sta, sempre secondo le Specifiche, per “Inversione contabile”).

 

Con il meccanismo dello split payment-scissione dei pagamenti, i fornitori delle PA (o degli altri soggetti indicati dall’art. 17, c. 1-bis summenzionato) accumuleranno credito IVA dovuto agli acquisti effettuati per erogare le relative prestazioni; per tali operazioni è possibile detrarre l’IVA ed esse rientrano quindi nel calcolo relativo ai rimborsi IVA.

 

Si ricorda infine che, nei casi di applicazione obbligatoria dello Split Payment, le fatture predisposte/emesse in violazione delle relative regole non saranno accettate dal cessionario/committente e non saranno quindi nemmeno liquidate.

 

Sono peraltro previste anche sanzioni amministrative in caso di violazione delle norme qui esaminate.

 

Gianmichele Cortese
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