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Ritardi delle fatture

Blog di Fattura24

Ritardi delle fatture

L’AdE ci viene in aiuto sui ritardi ma non ci perdona con le sanzioni amministrative.

 

Il TUIR parla chiaro e non ci lascia a dubbie interpretazioni sia che si parla di bene, sia di servizio o prestazione. Per un maggior controllo e trasparenza la storia della fatturazione elettronica ha due date fondamentali:

  • 1 gennaio 2014 – obbligo per la pubblica amministrazione (Fattura P.A.);
  • 1 gennaio 2019 – obbligo tra privati (Fattura B2B e B2C);

 

Analizziamo il secondo punto in base (art. 21 e 23, D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972 modificato dall’art 11, D.l. n°119 del 23 ottobre 2018):

  • fattura immediata – emessa entro i 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, ovverosia dalla data di pagamento del servizio o di cessione/trasferimento del bene; ma a prescindere dal momento di emissione la sua registrazione deve esser obbligatoriamente fatta entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;
  • fattura differita – il termine stesso ci fa capire che, nei particolari casi e con le modalità previsti dalla legge, possiamo emettere la fattura in un secondo momento rispetto al momento in cui è avvenuta la prestazione o cessazione. Il venditore o il prestatore del servizio può in tal caso emetterla e registrarla al massimo entro il 15 del mese successivo;
  • fattura triangolare – sono fatture in cui esistono tre figure fiscali: il proprietario, il venditore e l’acquirente; quindi il bene è soggetto a due trasferimenti giuridici Il proprietario si avvale del venditore per acquisire un cliente sul bene o sul servizio che elargisce il proprietario. Quindi la fattura può esser registrata entro il 15 del mese successivo alla chiusura del rapporto tra venditore e cliente;
  • auto-fattura – quando proprietario, venditore e cliente sono la stessa persona; si tratta di fatture che ci si auto invia per l’inversione contabile interna, per certi tipi di omaggi (importo superiore a 25,82 €), l’autoconsumo (interno alla P.IVA per la gestione del consumo di beni e servizi, cessazione di attività);
  • autofattura denuncia (in nome per conto) – quando ad esempio il cessionario deve emettere fattura per regolarizzazione a seguito di mancato irregolare emissione di fattura da parte del cedente prestatore (in questo caso il cessionario committente emette la fattura in nome per conto del suo fornitore);

 

Se salta il principio di proporzionalità, per colpa dei ritardi nella emissione/registrazione delle fatture, l’AdE ci viene in aiuto sui tempi ma non ci perdona per ritardi; anzi applica sanzioni amministrative commisurate all’imposta in base alle casistiche che ha evidenziato:

  • omissione del documento;
  • ritardo nell’emissione del documento;
  • ritardo di registrazione del documento;
  • registrazione documenti non veritieri;
  • documenti non corretti;

 

In questa situazione ci viene in aiuto in particolare il Decreto Legislativo n° 471 del 18 dicembre 1997; nello specifico l’articolo 6: Violazione relative alla dichiarazione delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

 

Per evitare di incorrere in errori di qualsivoglia natura non riporto nessuno dei 9 commi dell’articolo in questione; vi anticipo, nel caso voleste approfondire leggendovi il testo ufficiale, che i primi 4 commi si riferiscono alle sanzioni che vengono applicate a chi sbaglia nell’emettere fattura. Gli altri 5 commi sono rivolti a chi non denuncia l’illecito amministrativo.

 

Noi di Fattura24 sconsigliamo vivamente di ridursi all’ultimo giorno e di non incorre in ritardi nella emissione/registrazione delle fatture e nella liquidazione e del pagamento dell’I.V.A..