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Ritardi delle fatture

Sanzioni amministrative

Ritardi delle fatture

Ritardi delle fatture?

L’AdE ci viene in aiuto sui ritardi ma non ci perdona.

 

Il TUIR parla chiaro e non ci lascia a dubbie interpretazioni sia che si parla di bene, sia di servizio o prestazione. Per un maggior controllo e trasparenza la storia della fatturazione elettronica ha due date fondamentali:

 

  • 1 gennaio 2014 – obbligo per la pubblica amministrazione (Fattura P.A.)
  • 1 gennaio 2019 – obbligo tra privati (Fattura B2B e B2C)

 

Analizziamo il secondo punto in base (art. 21 e 23, D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972 modificato dall’art 11, D.l. n°119 del 23 ottobre 2018):

 

  • fattura immediata – emessa entro i 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, ovverosia dalla data di pagamento del servizio o di cessione/trasferimento del bene; ma a prescindere dal momento di emissione la sua registrazione deve esser obbligatoriamente fatta entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. 
  • fattura differita – il termine stesso ci fa capire che, nei particolari casi e con le modalità previsti dalla legge, possiamo emettere la fattura in un secondo momento rispetto al momento in cui è avvenuta la prestazione o cessazione. Il venditore o il prestatore del servizio può in tal caso emetterla e registrarla al massimo entro il 15 del mese successivo.
  • fattura triangolare – sono fatture in cui esistono tre figure fiscali: il proprietario, il venditore e l’acquirente; quindi il bene è soggetto a due trasferimenti giuridici Il proprietario si avvale del venditore per acquisire un cliente sul bene o sul servizio che elargisce il proprietario. Quindi la fattura può esser registrata entro il 15 del mese successivo alla chiusura del rapporto tra venditore e cliente.
  • auto-fattura – quando proprietario, venditore e cliente sono la stessa persona; si tratta di fatture che ci si auto invia per l’inversione contabile interna, per certi tipi di omaggi (importo superiore a 25,82 €), l’autoconsumo (interno alla P.IVA per la gestione del consumo di beni e servizi, cessazione di attività)
  • autofattura denuncia (in nome per conto) – quando ad esempio il cessionario deve emettere fattura per regolarizzazione a seguito di mancato irregolare emissione di fattura da parte del cedente prestatore (in questo caso il cessionario committente emette la fattura in nome per conto del suo fornitore).

 

Se salta il “principio di proporzionalità”, per colpa dei ritardi nella emissione/registrazione delle fatture, l’AdE ci viene in aiuto sui tempi ma non ci perdona per ritardi; anzi applica sanzioni amministrative commisurate all’imposta in base alle casistiche che ha evidenziato:

 

  • omissione del documento
  • ritardo nell’emissione del documento
  • ritardo di registrazione del documento
  • registrazione documenti non veritieri
  • documenti non corretti

 

In questa situazione ci viene in aiuto in particolare il Decreto Legislativo n° 471 del 18 dicembre 1997; nello specifico l’articolo 6:

 

Violazione relative alla dichiarazione delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive

 

Per evitare di incorrere in errori di qualsivoglia natura non riporto nessuno dei 9 commi dell’articolo in questione; vi anticipo, nel caso voleste approfondire leggendovi il testo ufficiale, che i primi 4 commi si riferiscono alle sanzioni che vengono applicate a chi sbaglia nell’emettere fattura. Gli altri 5 commi sono rivolti a chi non denuncia l’illecito amministrativo.

 

Noi di Fattura24 sconsigliamo vivamente di ridursi all’ultimo giorno e di non incorre in ritardi nella emissione/registrazione delle fatture e nella liquidazione e del pagamento dell’I.V.A..

 

 

Fattura24.com
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Redazione

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