Canale di invio e ricezione
accreditato SdI.
Sistema di Interscambi
Telefono
+39.06-40402261
 

Riforma aliquote IVA per gli e-commerce

Blog di Fattura24

Riforma aliquote IVA per gli e-commerce

La riforma delle aliquote IVA per gli e-commerce è arrivata con l’approvazione del Decreto Legislativo 82/2021 (basato sulla direttiva UE 20219/2455).

 

Ricordiamo che, ai fini IVA, le operazioni di vendita al dettaglio, quindi B2C, sono soggette alla territorialità dello Stato membro di destinazione della merce venduta, la riforma ha abolita la soglia di salvaguardia dei 35.ooo €.

 

Apriamo una storica e fiscale; secondo il DPR n° 633/1972 (art. 7-bis) le cessioni di beni, da parte di soggetti residenti in Italia verso soggetti residenti in un altro Stato membro, sono soggette all’aliquota IVA dello Stato del cedente, nel nostro caso l’Italia.

 

Storia fiscale della cessione dei beni

Per evitare l’applicazione di diverse aliquote IVA di ogni Stato membro, viene introdotta la soglia di salvaguardia dei 35.000 €/anno (per l’Italia); al di sotto di tale soglia veniva scontata l’aliquota del Paese fornitore.

 

La deroga promuove la libera concorrenza sulla base delle differenti aliquote applicate da ogni Stato membro della UE.

 

Sopra la soglia (artt 40 comma 3, 41 comma 1 lettera b del DL 331/93) viene applica la disciplina fiscale per:

  • trasporto merci tra diversi Stati membri a cura del cedente;
  • cessionari come persone fisiche non soggetti passivi d’imposta (art. 38 comma 6 del DL 331/1993) non obbligati all’applicazione della aliquota IVA (artt. ex 4 comma 4, 34 comma 6 e 19 comma 3 del DPR 633/1972);

 

Con il superamento della soglia (35.000 €) si applica l’imposta con il principio di destinazione; soltanto dal momento in cui una cessione determina il superamento della soglia.

 

Viene introdotta anche l’opzione dell’assoggettamento nello Stato membro di destinazione (art.34 paragrafo 4 direttiva 2006/112/CE); nel caso in cui l’aliquota dello Stato di destinazione è minore di quella dello Stato di partenza è possibile applicare l’aliquota più conveniente anche se si tengono i requisiti necessari per applicare l’aliquota del paese di origine (parte dal 01/01 dell’anno di richiesta ed è vincolante per i 3 anni successivi decorso il periodo poi viene revocata).

 

Riassunto fiscale

Per ricapitolare il cappello storico/fiscale abbiamo per l’Italia i seguenti scenari:

  1. Prodotti venduti in entrata verso l’Italia: nel caso che l’e-commerce sia in un altro Stato membro abbiamo:
    1. > 35.000 € non è applicazione l’assoggettamento IVA e si applica quella italiana;
    2. ≤ 35.000 € è applicabile sia l’assoggettamento sia aliquota IVA italiana oppure non applicare l’assoggettamento per applicare l’aliquota dello Stato membro cedente;
  2. Prodotti venduti in uscita dal l’Italia verso uno Stato membro UE abbiamo diverse soglie di salvaguardia:
    1. > 100.000 € o ≠ dai 100.000 € non è possibile l’assoggettamento e si applica l’aliquota dello Stato membro di destinazione;
    2. ≤ 100.000 € è applicabile sia l’assoggettamento sia aliquota IVA che si applica in quello Stato membro oppure non applicare l’assoggettamento per applicare l’aliquota italiana;

 

Le vendite secondo l’art.2 comma 1 lettera 00 del DPR 696/96 sono esonerate dall’obbligo di emissione della fattura a meno che non venga richiesta (nei tempi congrui) dal cliente.

 

La riforma

Dal 1 luglio 2021 (art. 59-quarter direttiva 2006/112/CE) viene applicata una nuova soglia di salvaguarda:

  1. > 10.000 €/annui si applica l’IVA dello Stato membro cedente;
  2. < 10.000 € /annui si applica l’IVA dello Stato membro del cessionario;

 

Nel caso di superamento è possibile applicare il regime MOSS per evitare l’onere di identificare i singoli Stati membri in cui è avvenuta la cessione.

 

Altra questione importante che, sempre dal 1 luglio, verranno introdotti due nuovi regimi semplificati nati dall’estensione di applicabilità del regime MOSS alle vendite di beni a distanza e/o prestazione di servizi a distanza (Direttiva IVA 2006/112/CE):

  • regime OSS – vendita beni/servizi tra Stati membri con assoggettamento IVA dello Stato membro di consumo;
  • regime IOSS – vendita di beni importati da paesi terzi in spedizioni non superiori ai 150 €;

 

Per il successo e la subito applicabilità della riforma sulle aliquote IVA per gli e-commerce; le disposizioni europee hanno obbligato gli Stati membri ad autorizzare i soggetti passivi e gli intermediari che agiscono per loro conto di registrarsi ai regimi speciali; a partire dal 1 aprile del 2021.

 

NOTA: la questione riguarda anche i market digitali; la vendita a distanza di beni importati da paesi terzi con un valore della spedizione intrinseco non superiore ai 150 € prevede l’applicazione della riforma; lo stesso market viene considerato cessionario e successivamente cedente del bene e/o del servizio.

 

Per altri contenuti torna al menu principale o vedi qui a sinistra se ci sono altri argomenti che ti possono interessare.