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Riforma aliquote IVA per gli ecommerce

Blog di Fattura24
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Riforma aliquote IVA per gli ecommerce

Con l’approvazione del Decreto Legislativo 82/2021 (basato sulla direttiva UE 20219/2455) dal 1 di luglio entrerà in vigore la riforma sull’applicazione dell’aliquota IVA per gli ecommerce B2C.

 

Premesso che ai fini IVA per le operazioni di vendita al dettaglio, quindi B2C, rimane in vigore la territorialità dello Stato membro di destinazione della merce venduta, dal 1 luglio viene abolita la soglia di salvaguardia dei 35.ooo €.

 

Facciamo una premessa storica/fiscale; secondo l’art. 7-bis del DPR n° 633/1972 le cessioni di beni da parte di soggetti residenti in Italia verso soggetti residenti in un altro Stato membro sono soggette all’aliquota IVA dello Stato del cedente, nel nostro caso l’Italia.

 

Per evitare l’eventuale applicazione di diverse aliquote IVA per ogni Stato membro da dove avveniva la fornitura per la destinazione della merce fu introdotta la soglia di salvaguardia dei 35.000 €/anno (per l’Italia); cioè al di sotto di tale soglia veniva scontata l’aliquota del Paese fornitore.

 

Questa deroga fu introdotta per evitare alterazioni alla libera concorrenza sulla base delle differenti aliquote applicate da ogni Stato membro della UE.

 

Sopra la soglia (artt 40 comma 3, 41 comma 1 lettera b del DL 331/93) si applica la disciplina fiscale per:

  • trasporto merci tra diversi Stati membri a cura del cedente (anche da parte di terzi incaricati);
  • cessionari come persone fisiche non soggetti passivi d’imposta (art. 38 comma 6 del DL 331/1993) cioè non obbligati all’applicazione della aliquota IVA (artt. ex 4 comma 4, 34 comma 6 e 19 comma 3 del DPR 633/1972);

 

Nel caso di superamento di questa soglia l’imposta si applicherà in base al principio di destinazione ma soltanto dal momento in cui una cessione determina il superamento della soglia, in questo caso dei 35.000 €.

 

Oltre a questa deroga fu introdotta anche l’opzione dell’assoggettamento nello Stato membro di destinazione (art.34 paragrafo 4 direttiva 2006/112/CE); questo significa che nel caso in cui l’aliquota dello Stato di destinazione è minore di quella dello Stato di partenza è possibile applicare l’aliquota più conveniente anche se si tengono i requisiti necessari per applicare l’aliquota del paese di origine (parte dal 01/01 dell’anno di richiesta ed è vincolante per i 3 anni successivi decorso il periodo poi viene revocata).

 

Per concludere il cappello storico/fiscale abbiamo per l’Italia i seguenti scenari:

  1. Prodotti venduti in entrata verso l’Italia: nel caso che l’ecommerce sia in un altro Stato membro abbiamo:
    1. > 35.000 € non è applicazione l’assoggettamento IVA e si applica quella italiana;
    2. ≤ 35.000 € è applicabile sia l’assoggettamento sia aliquota IVA italiana oppure non applicare l’assoggettamento per applicare l’aliquota dello Stato membro cedente;
  2. Prodotti venduti in uscita dal l’Italia verso uno Stato membro UE abbiamo diverse soglie di salvaguardia:
    1. > 100.000 € o ≠ dai 100.000 € non è possibile l’assoggettamento e si applica l’aliquota dello Stato membro di destinazione;
    2. ≤ 100.000 € è applicabile sia l’assoggettamento sia aliquota IVA che si applica in quello Stato membro oppure non applicare l’assoggettamento per applicare l’aliquota italiana;

 
Ricordiamo che le vendite per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante anche altre assimilate (art.2 comma 1 lettera 00 del DPR 696/96) sono esonerate dall’obbligo di emissione della fattura a meno che non venga richiesta (nei tempi congrui) dal cliente.
 
Chiuso questo accenno storico/fiscale dal 1 luglio 2021 (art. 59-quarter direttiva 2006/112/CE) verrà applicata una nuova soglia di salvaguarda che taglia drasticamente quella dei 35.000 €/annui a 10.000 €/annui:

  1. > 10.000 €/annui si applica l’IVA dello Stato membro cedente;
  2. < 10.000 € /annui si applica l’IVA dello Stato membro del cessionario;

 
Nel caso di superamento è possibile applicare il regime MOSS per evitare l’onere di identificare i singoli Stati membri in cui è avvenuta la cessione.

 

Altra questione importante che, sempre dal 1 luglio, verranno introdotti due nuovi regimi semplificati nati dall’estensione di applicabilità del regime MOSS alle vendite di beni a distanza e/o prestazione di servizi a distanza (Direttiva IVA 2006/112/CE):

  • regime OSS – vendita beni/servizi tra Stati membri con assoggettamento IVA dello Stato membro di consumo;
  • regime IOSS – vendita di beni importati da paesi terzi in spedizioni non superiori ai 150 €;

 

Per il successo e la subito applicabilità della riforma le disposizioni europee hanno obbligato gli Stati membri di autorizzare i soggetti passivi e gli intermediari che agiscono per loro conto di registrarsi ai regimi speciali a partire dal 1 aprile del 2021.

 

NOTA: la questione riguarda anche i marketplace digitali in quanto la vendita a distanza di beni importati da paesi terzi con un valore della spedizione intrinseco non superiore ai 150 € prevede l’applicazione della riforma in quanto lo stesso marketplace viene considerato cessionario e successivamente cedente del bene/servizio.

 

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