Passa al contenuto principale

Modello F24

È il modello utilizzato utti i contribuenti, titolari e non titolari di partita IVA per versare i tributi, contributi e premi e assume l'aggettivo di unificato perché permette di effettuare, con un’unica operazione, il pagamento delle somme dovute, compensando il versamento con eventuali crediti.

Nello specifico il modello F24 va utilizzato per pagare i seguenti tributi e contributi:

  • imposte sui redditi (IRPEF, IRES);
  • ritenute sui redditi da lavoro e sui redditi da capitale;
  • IVA (Imposta Valore Aggiunto);
  • imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dell’IRAP (Imposta Regionale Attività Produttive) e dell'IVA (Imposta Valore Aggiunto);
  • imposte sui giochi;
  • IRAP (Imposta Regionale Attività Produttive);
  • addizionale regionale e comunale all'IRPEF (Imposts Reddito PErsone Fisiche);
  • accise, imposte di consumo e di fabbricazione;
  • contributi INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni Lavoro), INPGI (Istituto Nazionale Previdenza Giornalisti Italiani), CIPAG (Cassa Italiana Previdenza Assistenza Geometri), CNPR (Cassa Nazionale Periti commerciali Ragionieri), ENPACL (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Consulenti Lavoro), ENPAP (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Psicologi), ENPAPI (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Professione Infermieristica), EPAP (Ente Previdenza Assistenza Pluricategoriale), EPPI (Ente Previdenza Periti Industriali), CNOCL (Consiglio Nazionale Ordine Consulenti Lavoro) e premi INAIL (corrispettivo dovuto dal datore di lavoro per l'assicurazione obbligatoria);
  • IMU (Imposta Municipale Propria), IMI (Imposta Municipale Immobiliare), IMIS (IMposta Immobiliare Semplice), TaRi (Tassa Rifiuti) e TaSI (Tassa Servizi Invisibili);
  • TOSAP (Tassa Occupazione Spazi Aree Pubbliche)/COSAP (Canone Occupazione Spazi Aree Pubbliche), Imposta comunale sulla pubblicità/canone per l’installazione di mezzi pubblicitari;
  • imposta/contributo di soggiorno;
  • diritti camerali;
  • alcune tipologie di proventi derivanti dall'utilizzo dei beni di Demanio e di Patrimonio dello Stato sulla base delle comunicazioni specificatamente trasmesse agli utilizzatori;
  • somme dovute per la registrazione dei contratti di locazione;
  • somme dovute in relazione alla presentazione della dichiarazione di successione (imposta sulle successioni, imposta ipotecaria e catastale, tasse ipotecarie, imposta di bollo, Invim e tributi speciali, nonché i relativi accessori, interessi e sanzioni);
  • imposta sostitutiva sui finanziamenti;
  • imposta sulle assicurazioni;
  • tasse scolastiche;
  • somme da corrispondere agli uffici provinciali-territorio dell'Agenzia delle entrate in relazione ai servizi ipotecari e catastali;
  • le imposte e i relativi interessi, sanzioni e accessori richiesti dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate in sede di registrazione degli atti giudiziari emessi dal 23 luglio 2018.

Con il modello F24 vanno, inoltre, versate tutte le somme (compresi interessi e sanzioni) dovute in caso di:

  • autoliquidazione da dichiarazioni;
  • ravvedimento;
  • controllo automatizzato e documentale della dichiarazione;
  • avviso di accertamento (in caso di omessa impugnazione);
  • avviso di irrogazione di sanzioni;
  • istituti conciliativi di avvisi di accertamento e irrogazione di sanzioni (accertamento con adesione, conciliazione giudiziale).

Esistono quattro versioni del modello:

  • F24 Ordinario;
  • F24 Semplificato: utilizzabile da tutti, in alternativa all’ordinario, per pagare e compensare le imposte erariali, regionali e degli enti locali, compresa l’Imu;
  • F24 Elide: elementi identificativi, utilizzabile solo nei casi in cui siano necessarie informazioni impossibili da riportare nel modello F24 ordinario;
  • F24 Accise: utilizzabile per il pagamento delle accise e per i versamenti di competenza dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato.

Versamenti

Il modello F24 si può versare in due modi:

  • Forma cartacea;
  • Forma telematica.

Forma cartacea

Questa modalità è a disposizione dei contribuenti non titolari di partita IVA, che non sono obbligati al pagamento in via telematica, ferma restando la possibilità di avvalersi di questa modalità, possono presentare il modello F24:

  • in qualsiasi sportello degli agenti della riscossione;
  • in banca;
  • negli ufficio postale.

Il versamento può essere effettuato in contanti o con i seguenti sistemi:

  • assegni bancari (in banca e uffici agenti riscossione);
  • assegni circolari (in banca, uffici agenti riscossione e uffici postali);
  • vaglia cambiari (uffici agenti riscossione);
  • carta Pagobancomat (sportelli bancari e degli agenti della riscossione dotati di terminali elettronici);
  • assegni postali (uffici postali);
  • assegni bancari su piazza (uffici postali);
  • vaglia postali (uffici postali);
  • carta Postamat (uffici postali).
Attenzione

Nel caso in cui l’assegno risulti anche solo parzialmente scoperto o comunque non pagabile, il versamento si considera omesso.

Forma telematica

Tutti i titolari di partita IVA hanno l’obbligo di presentare il modello F24 esclusivamente in via telamatica nei seguenti modi:

  • F24 web utilizzando i canali Entratel o Fisconline;
  • F24 online utilizzando i canali Entratel o Fisconline;
  • internet banking degli intermediari convenzionati con l'Agenzia (banche, Poste Italiane e Agenti della riscossione, prestatori di servizi di pagamento)
  • intermediari (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.) abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate che:
    • aderiscono a una specifica convenzione con la medesima Agenzia al servizio F24 cumulativo;
    • utilizzano il servizio F24 addebito unico;
    • si avvalgono dei servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia.

Per effettuare il versamento è necessario essere utenti abilitati ai canali Entratel o Fisconline oppure avvalersi di un intermediario abilitato e, nell'eventualità che il saldo riportato sul modello F24 sia maggiore di zero, possedere un conto corrente presso una delle banche convenzionate o presso Poste Italiane, sul quale addebitare tale saldo.

L’elaborazione delle operazioni avviene con procedure automatizzate si considerano effettuate solo nel caso in cui il saldo da pagare sia stato addebitato sul conto corrente bancario o postale indicato nel file trasmesso.

Questo avviene se, alla data di esecuzione del versamento, il conto risulta aperto presenta disponibilità finanziarie sufficienti per addebitare l'intero saldo dovuto dall’intestatario del conto medesimo, individuato attraverso il codice fiscale, corrisponde al soggetto indicato come tale nel file inviato; nel caso in cui anche una sola delle condizioni non risulti soddisfatta, l’istituto presso il quale è aperto il conto non procederà con l’addebito e, quindi, il versamento non sarà considerato validamente effettuato.

Crediti in compensazione

Tutti i contribuenti e sostituti d'imposta, titolari e non titolari di partita IVA posso presentare il modello F24 utilizzando i crediti in compensazione applicabile a tutti i contribuenti e sostituti d'imposta, titolari e non titolari di partita IVA.

Coloro che intendono utilizzare in compensazione il credito IVA, i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all'IRAP, i crediti maturati in qualità di sostituto d'imposta e i crediti d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi, sono tenuti a presentare il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate.

A prescindere dalla tipologia di compensazione effettuata resta l’obbligatorietà di presentare il modello F24 a saldo zero, cioè l’importo complessivo dei crediti compensati è pari all’importo complessivo dei debiti pagati e dunque il saldo finale del modello F24, dato dalla differenza di tali importi, è pari a zero.

info

Si invita a porre particolare attenzione all’utilizzo dei crediti in compensazione soggetti a controllo preventivo (es. crediti IVA, imposte dirette, agevolazioni): nei casi previsti dalle disposizioni di riferimento, questi devono risultare disponibili alla data di invio della delega. In assenza di tale disponibilità la richiesta di versamento verrà scartata.

La presentazione del modello F24 in forma cartacea è, tuttavia, ammessa in caso di utilizzo di crediti d’imposta fruibili in compensazione esclusivamente presso gli agenti della riscossione.

L’invio dei versamenti telematici con congruo anticipo rispetto alla scadenza consente, inoltre, di correggere eventuali errori di compilazione che hanno determinato lo scarto del file trasmesso e di eseguire nuovamente l’operazione entro la scadenza prevista, evitando di incorrere in sanzioni; i versamenti anticipati rispetto alla data di scadenza dell’adempimento avverrà alla data di esecuzione richiesta fermo restando che l’addebito delle somme sul conto corrente.

Omessa presentazione del modello F24 con saldo a zero

La legge prevede l'applicazione di una sanzione economica con una eventuale riduzione se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi; per procedere alla regolarizzazione è possibile ricorrere al ravvedimento presentando il modello F24 omesso e versando la sanzione ridotta.

La sanzione ridotta viene calcolata se il modello è stato presentato entro i:

  • 5 giorni dall'omissione;
  • 90 giorni dall'omissione.

Nel caso l'errore venisse correto dopo 90 giorni la sanzione verrà calcolata se il modello verrà presentato:

  • entro un anno dall'omissione;
  • entro due anni dall’omissione;
  • superati i due anni dall’omissione:

Esiste un'ulteriore sanzione che viene applicata se il contribuente si ravvede dopo che la violazione viene constatata con un processo verbale.

Attenzione

Nel caso in cui la compensazione effettuata su un modello F24 a saldo zero risulti errata è possibile presentare un nuovo chiedendo l'annullamento del primo modello F24 errato.

Casi più frequenti

Il modello F24 è diviso in "Sezioni" in ciascuna delle quali sono presenti dei campi che i contribuenti devono compilare.

Per i versamenti di Irpef, Ires, Iva, ritenute e tasse erariali, si utilizza la sezione Erario.

Per le imposte regionali (Irap e addizionale regionale all'Irpef) si utilizza la specifica sezione Regioni.

Per le imposte comunali si utilizza la sezione Imu e altri tributi locali.

In particolare i campi principali sono quelli relativi a:

Contribuente: vanno indicati il codice fiscale, i dati anagrafici e il domicilio fiscale. Particolare attenzione andrà prestata nell'indicazione del codice fiscale Coobbligato: va indicato, nei casi previsti, unitamente al relativo codice identificativo Codici tributo: indicano la tipologia d'imposta da pagare Anno/periodo di riferimento: indica l'anno d'imposta al quale si riferisce l'imposta da pagare e va riportato nel formato a 4 cifre. I Regioni: per le sole imposte regionali, oltre al codice tributo e all'anno di riferimento, andrà indicato il codice della regione per la quale si effettua il versamento Imu e altri tributi locali: per le sole imposte comunali, oltre al codice tributo e all'anno di riferimento, andrà indicato il codice catastale del comune per il quale si effettua il versamento. Per le altre sezioni, occorre seguire le regole di compilazione fornite dagli enti impositori.

Gli importi devono sempre essere indicati con le prime due cifre decimali, anche se queste sono pari a zero. Per esempio, nel caso in cui l'importo sia espresso in unità di euro, se la somma da versare è pari a 70 euro, va indicato "70,00". In presenza di più cifre decimali si deve procedere all'arrotondamento della seconda cifra decimale con il seguente criterio:

se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l'arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso (74,955 euro arrotondato diventa 74,96 euro) se la terza cifra è inferiore a 5, l'arrotondamento va effettuato per difetto (74,952 euro arrotondato diventa 74,95 euro). Quando al pagamento sono tenuti l'erede, il genitore, il tutore o il curatore, occorre riportare negli appositi spazi della sezione “Contribuente” del modello F24 i dati identificativi del contribuente per il quale il versamento viene effettuato, nonché il codice fiscale e il codice identificativo di chi effettua il pagamento.

Per gli importi pagati in unica soluzione riferiti alle principali imposte derivanti da dichiarazioni, nelle colonne "rateazione/regione/prov./mese rif." della sezione Erario e "rateazione/mese rif" delle sezioni Regioni e Imu e altri tributi locali, occorre scrivere 0101.

Errori da evitare

Gli errori che si commettono più frequentemente nella compilazione dei modelli sono la sbagliata indicazione del:

  • codice tributo;
  • periodo di riferimento;
  • codice fiscale.

F24 Ordinario

Viene chiamato anche modello unificato ed è utilizzabile da tutti i contribuenti per il versamento i seguenti tributi:

  • Imposte sui redditi e ritenute alla fonte;
  • IVA;
  • IMU;
  • TARES;
  • Imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell’IVA;
  • Irap;
  • Addizionale regionale o comunale all’IRPEF;
  • Contributi e premi INPS, INAIL, ENPALS, INPDAI;
  • Diritti camerali;
  • Interessi in caso di pagamento rateale e quanto altro previsto.

Come va compilato il modello

Il contribuente è tenuto a riportare con particolare attenzione il codice fiscale, i dati anagrafici e il domicilio fiscale.

Il "Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare", deve essere compilato unitamente al "codice identificativo", desumibile dalla tabella “codici identificativi" pubblicata sul sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”, ( es.: genitore/tutore = 02; curatore fallimentare = 03; erede = 07), con il codice fiscale del:

  • coobbligato;
  • erede, genitore, tutore o curatore fallimentare che effettua il pagamento per conto del contribuente e che deve firmare il modello.

Nelle apposite colonne delle varie sezioni del modello devono essere evidenziati i codici tributo o le causali contributo per i quali si effettua il versamento e l’anno cui si riferisce il versamento stesso, da indicare con quattro cifre (es.: 2002).

Per i versamenti con cadenza periodica nel campo rateazione/ regione/provincia/mese rif., andrà indicato il mese di riferimento (es: per ritenute lavoro dipendente di novembre occorre scrivere 0011).

Eventuali errori commessi nella compilazione possono comportare richieste di pagamento della stessa somma già versata.

I soggetti il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno solare, devono barrare l’apposita casella ed indicare nella colonna “anno di riferimento” il primo dei due anni solari interessati.

Gli importi devono sempre essere indicati con le prime due cifre decimali anche nel caso che tali cifre siano pari a zero.

In presenza di più cifre decimali occorre procedere all’arrotondamento della seconda cifra decimale con il seguente criterio: se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l’arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso; se la terza cifra è inferiore a 5, l’arrotondamento va effettuato per difetto (es.: euro 52,752 arrotondato diventa euro 52,75; euro 52,755 arrotondato diventa euro 52,76; euro 52,758 arrotondato diventa euro 52,76).

Si richiama l’attenzione sulla circostanza che le prime due cifre decimali vanno indicate anche se pari a zero come nell’ipotesi in cui l’importo sia espresso in unità di euro (es.: somma da versare pari a 52 euro, va indicato 52,00).

Si precisa, inoltre, che i commi secondo e terzo dell’art. 51 D.Lgs. 213/98 dispongono in materia di conversione delle sanzioni pecuniarie ed amministrative quanto segue:

  1. A decorrere dal 1° gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire nelle vigenti disposizioni normative è tradotta in Euro secondo il tasso di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato;
  2. Se l’operazione di conversione prevista dal comma secondo produce un risultato espresso anche con decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali;
  3. Se gli importi dovuti a titolo di saldo o di acconto sono pagati in unica soluzione, nelle colonne “rateazione/regione/prov./mese rif.” della sezione “Erario” e “rateazione/mese rif.” delle sezioni “Regioni” ed “IMU e altri tributi locali”, indicare 0101; in caso di pagamento rateale, è necessario attenersi alle indicazioni di seguito fornite nel paragrafo rateazioni.

L’elenco completo di codici e causali è disponibile presso gli agenti della riscossione, le banche e gli uffici postali e può essere prelevato anche dal sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”.

Sono disponibili presso banche, agenti della riscossione e uffici postali modelli nei quali sono prestampati i codici tributo relativi ai versamenti più frequenti.

Rateazione

Nel caso in cui il contribuente abbia scelto di pagare ratealmente le somme dovute a titolo di saldo e acconto delle imposte e dei contributi risultanti dalla dichiarazione (fatta eccezione per gli acconti dovuti nei mesi di novembre e dicembre, che non sono rateizzabili) tali somme possono essere ripartite in rate mensili di pari importo.

La rateazione non deve necessariamente riguardare tutti gli importi che, sulla base della dichiarazione, sono dovuti a titolo di saldo o di acconto.

Esempio

È possibile rateizzare l’IRPEF e versare in unica soluzione l’IRAP, ovvero rateizzare l’acconto IRPEF e versare in unica soluzione il saldo IRPEF. Relativamente ai tributi da indicare nelle sezioni “Erario”, “Regioni” ed “IMU e altri tributi locali”, in occasione del pagamento di ciascuna rata, il contribuente deve indicare per ogni tributo, rispettivamente, nella colonna “rateazione/regione/prov/mese rif.” e in quella “rateazione/mese rif.”, la rata che sta pagando e il numero di rate prescelto (ad es., se versa la seconda di sei rate, deve indicare 0206).

Si ricorda che la prima rata deve essere versata entro il giorno di scadenza del saldo e/o dell’acconto e che in ogni caso, il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre.

L’importo da pagare ad ogni scadenza è dato dalla rata di capitale e dagli interessi ad essa relativi, da calcolare al tasso indicato presso le banche, gli agenti della riscossione e gli uffici postali. Gli interessi sono dovuti in misura forfettaria, indipendentemente dal giorno del pagamento e vanno calcolati con la seguente formula: C x i x t / 36.000, in cui “C” è l’importo rateizzato, “i” è l’interesse e “t” è il numero dei giorni che intercorrono tra la scadenza della prima rata e quella della seconda. Essi devono essere pagati utilizzando, per ogni sezione del modello, l’apposito codice tributo o causale contributo.

Compensazione

Il contribuente può compensare gli importi a credito di propria spettanza con debiti inerenti a tributi, contributi o premi indicati nello stesso modello F24 tenendo presente che deve essere indicato, quale importo massimo di credito compensato, l’importo necessario all’azzeramento del totale dei debiti indicati nelle varie sezioni; infatti il saldo finale del modello non può essere mai negativo (e non può essere negativo, nel caso si compili una sola sezione, neppure il saldo della singola sezione); il modello quindi non può chiudere mai con un’eccedenza di credito, ma può chiudere a zero o con un saldo positivo, cioè con un importo da versare.

L’eventuale eccedenza di credito spettante potrà essere compensata, sempre nel rispetto del medesimo criterio, in occasione dei pagamenti successivi.

Il modello va compilato e presentato anche nel caso in cui nulla risulti dovuto a seguito della compensazione, cioè nel caso in cui il saldo finale sia pari a zero. Chi effettua la compensazione, per esporre correttamente i crediti, deve indicare:

  • nella colonna “codice tributo” o “causale contributo”, i relativi codici dai quali scaturisce il credito;
  • nella colonna ”anno di riferimento” o “periodo di riferimento”, il periodo d’imposta o contributivo cui si riferisce il credito;
  • nella colonna “importi a credito compensati”, l’ammontare del credito che si intende utilizzare in compensazione. In particolare:
    • nelle sezioni “Erario”, “Regioni” ed “IMU e altri tributi locali” occorre indicare la parte del credito d’imposta che si intende utilizzare in compensazione con il presente modello;
    • nelle sezioni “INPS” e “Altri enti previdenziali e assicurativi”, i crediti vantati nei confronti degli enti previdenziali risultanti dalle denunce contributive che si intendono compensare con il presente modello.

Si ricorda che in ogni caso l’importo massimo compensabile è pari a euro 516.456,90; d) limitatamente ai crediti previdenziali e assicurativi, gli altri dati identificativi previsti nelle relative sezioni del modello.

Compensazione e rateazione

Nel caso in cui il contribuente intenda procedere sia alla compensazione che alla rateazione, può utilizzare due modelli: il primo con saldo finale eguale a zero per utilizzare il credito da compensare e con l’indicazione 0101 nello spazio rateazione in corrispondenza dell’importo a debito versato; il secondo per evidenziare l’importo della prima rata da versare del residuo debito, riportando nello spazio rateazione il numero della rata in pagamento e quello complessivo del numero delle rate prescelto (ad esempio, se la prima di cinque rate indicare 0105); a partire dalla seconda rata da versare sono dovuti gli interessi.

Casi particolari

ISTRUZIONI PARTICOLARI PER ALCUNI TIPI DI PAGAMENTO

Pagamento delle somme dovute in caso di liquidazione e controllo della dichiarazione In questo caso il contribuente deve attenersi alle istruzioni fornite nell’apposita comunicazione.

Pagamento delle somme dovute in caso di avviso di accertamento, di avviso di irrogazione o atto di contestazione di sanzioni, accertamento con adesione e conciliazione giudiziale.

Per tali pagamenti deve essere utilizzata la sezione “Erario” anche per pagare l’Irap e le addizionali regionali o comunali all’Irpef. Il contribuente deve indicare:

  • nello spazio “codice ufficio”, il codice dell’ufficio che ha emesso l’atto oggetto della definizione;
  • nello spazio “codice atto”, il codice dell’atto oggetto di definizione;
  • nella colonna “anno di riferimento”, l’anno cui si riferisce la violazione;
  • per l’Irap, e le addizionali regionali e le addizionali comunali, nella colonna “rateazione/regione/prov/mese rif./codice ente/codice comune”, il codice dell’ente territoriale destinatario della somma, prelevabile dal sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”.

Il tributo e gli interessi devono essere pagati cumulativamente, utilizzando il codice del tributo, mentre le sanzioni devono essere pagate a parte, utilizzando l’apposito codice.

Se il contribuente effettua il pagamento in relazione a più atti, deve compilare tanti modelli quanti sono gli atti.

Attenzione: l’utilizzazione di uno dei codici istituiti per il versamento delle somme oggetto di questo paragrafo comporta l’obbligo di riempire anche i campi relativi al codice ufficio ed al codice atto.

Ravvedimento

Questo modello deve essere utilizzato anche per il versamento sia dell’imposta e degli interessi, sia delle sanzioni dovute a seguito di ravvedimento. In tal caso non deve mai essere compilato lo spazio relativo al “codice ufficio”.

SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI (Per i versamenti da indicare in questa sezione, nel campo “IDENTIFICATIVO OPERAZIONE” è riportato, ove richiesto dal Comune, il codice identificativo dell’operazione cui si riferisce il versamento, comunicato dallo stesso Comune).

Istruzioni per il versamento dell’IMU

Per il versamento dell’Imposta Municipale Propria (IMU) deve essere utilizzata la sezione “IMU e altri tributi locali”. In particolare, in ogni riga devono essere indicati i seguenti dati:

  • Nello spazio “codice ente/codice comune” il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, costituito da quattro caratteri;
  • Nello spazio “Ravv.” barrare la casella se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • Nello spazio “Immob. variati” barrare qualora siano intervenute delle variazioni per uno o più immobili che richiedano la presentazione della dichiarazione di variazione;
  • Nello spazio “Acc.” barrare se il pagamento si riferisce all’acconto;
  • Nello spazio “Saldo” barrare se il pagamento si riferisce al saldo. Se il pagamento è effettuato in unica soluzione per acconto e saldo, barrare entrambe le caselle;
  • Nello spazio “Numero immobili” indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre).
info

Lo spazio “rateazione” deve essere compilato solo se l’Amministrazione finanziaria fornisce le relative istruzioni, ad esempio con circolari o risoluzioni.

  • Nello spazio “Anno di riferimento” deve essere indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “Ravv.”, indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata;
  • Nello spazio “Importi a debito versati” indicare l’importo a debito dovuto. Nel caso di diritto alla detrazione, indicare l’imposta al netto della detrazione, da esporre nell’apposita casella in basso a sinistra.

Versamento della TARES

Per il versamento del Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), deve essere utilizzata la sezione “IMU e altri tributi locali”. In particolare, in ogni riga devono essere indicati i seguenti dati:

  • Nello spazio “codice ente/codice comune”, il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, costituito da quattro caratteri;
  • Nello spazio “Ravv.”, barrare la casella se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • Nello spazio “Numero immobili”, indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre).

Lo spazio “rateazione” deve essere compilato indicando il numero della rata in pagamento, seguito dal numero complessivo delle rate in cui è suddiviso il pagamento stesso. Ad esempio, nel caso in cui il pagamento è suddiviso in due rate e si procede al versamento della prima rata, indicare “0102”. Se il pagamento avviene in unica soluzione indicare “0101”.

  • Nello spazio “Anno di riferimento”, deve essere indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “Ravv.”, indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata;
  • Nello spazio “Importi a debito versati”, indicare l’importo a debito dovuto.

Modello F24 Semplificato

È un modello di pagamento unificato, ideato per agevolare i contribuenti che devono pagare e compensare le imposte erariali, regionali e degli enti locali, comprese l’IMU (Imposta Municipale Propria) e la TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi), presso gli sportelli degli agenti della riscossione, delle banche convenzionate e degli uffici postali.

::info Attenzione

I campi con lo sfondo grigio relativi a ravvedimento, immobili variati, acconto, saldo, numero immobili e detrazione devono essere compilati, ove richiesto, esclusivamente da chi utilizza il modello di pagamento per i versamenti di IMU, TARES e IMPOSTA DI SCOPO.

Come si compila il modello

Il modello è composto da una sola facciata che contiene due distinte di pagamento: la parte superiore è la copia per chi effettua il versamento, la parte inferiore è la copia per la banca, l’ufficio postale o l’agente della riscossione.

Nella sezione “CONTRIBUENTE” occorre riportare il codice fiscale e i dati anagrafici (i campi “codice atto” e “codice ufficio” sono compilati solo se espressamente richiesto dall’ente impositore).

Il “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare” deve essere indicato insieme al “codice identificativo”, desumibile dalla tabella “codici identificativi” pubblicata sul sito internet “www.agenziaentrate.gov.it” (ad esempio: genitore/tutore = 02; curatore fallimentare = 03; erede = 07), con il codice fiscale del:

  • coobbligato;
  • erede, genitore, tutore o curatore fallimentare che effettua il pagamento per conto del contribuente e che deve firmare il modello.

All’interno della sezione “MOTIVO DEL PAGAMENTO” nella colonna “Sezione” il contribuente deve indicare il destinatario del versamento: “ER” (erario) o “RG” (regione) o “EL” (ente locale). Nelle colonne successive deve inserire il codice tributo e il codice ente per i quali si effettua il versamento e l’anno di riferimento cui questo si riferisce, espresso in quattro cifre (ad esempio 2012). L’elenco completo dei codici tributo è disponibile presso gli agenti della riscossione, le banche e gli uffici postali e può essere prelevato anche dal sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”.

Eventuali errori commessi nella compilazione possono comportare richieste di pagamento della stessa somma già versata.

Gli importi devono sempre essere indicati con le prime due cifre decimali, anche se queste sono pari a zero (ad esempio: somma da versare pari a 52 euro, va indicato 52,00). In presenza di più cifre decimali occorre arrotondare la seconda con il seguente criterio: se la terza cifra è uguale o superiore a 5, si arrotonda al centesimo per eccesso, altrimenti per difetto (ad esempio: 52,755 euro arrotondato diventa 52,76; 52,758 euro arrotondato diventa 52,76; 52,752 euro arrotondato diventa 52,75).

Se il contribuente paga gli importi dovuti a titolo di saldo o acconto in unica soluzione, all’interno della sezione “MOTIVO DEL PAGAMENTO, nella colonna “rateazione/mese rif.” deve indicare 0101. In caso di pagamento rateale, al momento del pagamento di ciascuna rata, il contribuente deve indicare per ogni tributo, nella colonna “rateazione/mese rif.”, la rata che sta pagando e il numero di rate prescelto (ad esempio, se versa la seconda di sei rate, deve indicare 0206).

Dopo la compilazione, il contribuente deve firmare nell’apposito campo “FIRMA”.

In caso di addebito sul conto corrente, il contribuente deve indicare il proprio codice IBAN nello spazio “Autorizzo addebito su c/c IBAN”, vicino al campo “FIRMA”.

Compensazione

Il contribuente può compensare i crediti che gli spettano con debiti inerenti tributi, indicati nello stesso modello F24.

Occorre tener presente che il credito si può compensare fino ad azzerare il totale dei debiti. Il saldo finale del modello, infatti, non può mai essere negativo e riportare, quindi, un’eccedenza di credito, ma soltanto positivo, cioè chiudere con un importo da versare, oppure pari a zero.

Anche in quest’ultimo caso, in cui nulla risulta dovuto in seguito alla compensazione perché il saldo finale è zero, il contribuente deve comunque compilare e presentare il modello.

Chi effettua la compensazione, per esporre correttamente i crediti, deve indicare:

  • nella colonna “codice tributo”, il relativo codice da cui scaturisce il credito;
  • nella colonna ”anno di riferimento”, il periodo d’imposta cui si riferisce il credito;
  • nella colonna “importi a credito compensati”, l’ammontare del credito che si intende utilizzare in compensazione.

In ogni caso, l’importo massimo compensabile è pari a 516.456,90 euro.

ISTRUZIONI PARTICOLARI PER IL PAGAMENTO DEI TRIBUTI LOCALI (Per i versamenti dei tributi locali (es. IMU e TARES), nel campo “IDENTIFICATIVO OPERAZIONE” è riportato, ove richiesto dal Comune, il codice identificativo dell’operazione cui si riferisce il versamento, comunicato dallo stesso Comune).

Istruzioni per il versamento dell’IMU

All’interno della sezione “MOTIVO DEL PAGAMENTO”, nella colonna “Sezione” è indicato il codice “EL”, mentre in ogni riga il contribuente deve:

  • nello spazio “codice ente“, inserire il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, costituito da quattro caratteri;
  • nello spazio “ravv.”, barrare la casella se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • nello spazio “immob. variati”, barrare qualora siano intervenute delle variazioni per uno o più immobili che richiedano la presentazione della dichiarazione di variazione;
  • nello spazio “acc.”, barrare se il pagamento si riferisce all’acconto;
  • nello spazio “saldo”, barrare se il pagamento si riferisce al saldo. Se il pagamento è effettuato in unica soluzione per acconto e saldo, barrare entrambe le caselle;
  • nello spazio “numero immobili”, indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre);
  • nello spazio “anno di riferimento”, indicare l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “ravv.”, specificare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata;
  • nello spazio “importi a debito versati” indicare l’importo a debito dovuto. Se il contribuente ha diritto alla detrazione (riportata nella colonna “detrazione”) deve indicare l’imposta al netto della stessa.

Lo spazio “rateazione” deve essere compilato solo se l’Amministrazione finanziaria fornisce le relative istruzioni, ad esempio con circolari o risoluzioni.

Versamento della TARES

All’interno della sezione “MOTIVO DEL PAGAMENTO”, nella colonna “Sezione” è indicato il codice “EL”, mentre in ogni riga il contribuente deve:

  • nello spazio “codice ente“, inserire il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, costituito da quattro caratteri;
  • nello spazio “ravv.”. barrare la casella se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • nello spazio “numero immobili” indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre);
  • nello spazio “anno di riferimento” indicare l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “ravv.”, specificare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata;
  • nello spazio “importi a debito versati”, indicare l’importo a debito dovuto.

Lo spazio “rateazione” deve essere compilato indicando il numero della rata in pagamento, seguito dal numero complessivo delle rate in cui è suddiviso il pagamento stesso. Ad esempio, nel caso in cui il pagamento è suddiviso in due rate e si procede al versamento della prima rata, indicare “0102”. Se il pagamento avviene in unica soluzione indicare 0101.

Modello F24 Elide

AVVERTENZE PER LA COMPILAZIONE DEL MOD. F24 VERSAMENTI CON ELEMENTI IDENTIFICATIVI QUESTO MODELLO VA USATO PER PAGARE:

  • IVA ai fini dell’immatricolazione o successiva voltura di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi, anche nuovi, oggetto di acquisto intracomunitario a titolo oneroso (art. 1, comma 9 del Decreto Legge n. 262 del 3 ottobre 2006, convertito in Legge n. 286 del 24 novembre 2006);
  • Altre tipologie di pagamento per le quali non è prevista la compensazione con crediti ed è prevista l’indicazione di particolari elementi identificativi.

Come si paga

È possibile pagare le somme dovute anche utilizzando più modelli.

Il versamento, per i soggetti titolari di partita IVA, deve essere effettuato con modalità di pagamento telematica, come previsto dall’art. 37, comma 49 del D.L. 04/07/2006, n. 223, ad eccezione dei casi d’esenzione previsti.

Anche i soggetti non titolari di partita IVA possono utilizzare i servizi di pagamento on-line.

Il versamento può essere effettuato anche presso gli sportelli di qualunque agente della riscossione o banca convenzionata e presso gli uffici postali:

  • in contanti;
  • con addebito su conto corrente presso gli sportelli bancari e postali;
  • con carte PagoBANCOMAT, presso gli sportelli abilitati;
  • con carta POSTAMAT, POSTEPAY, con addebito su conto corrente postale presso qualsiasi ufficio postale;
  • on assegni bancari o postali tratti dal contribuente a favore di se stesso o con assegni circolari o vaglia postali o assegni postali vidimati emessi all’ordine dello stesso contribuente e girati per l’incasso alla banca o a Poste. In ogni caso l’assegno o il vaglia devono essere di importo pari al saldo finale del modello di versamento. Nel caso in cui l’assegno postale venga utilizzato per pagare tramite Poste l’operazione dovrà essere eseguita all’ufficio postale ove è intrattenuto il conto;
  • con assegni circolari e vaglia cambiari, presso gli agenti della riscossione.
Attenzione

Nel caso in cui l’assegno risulti anche solo parzialmente scoperto o comunque non pagabile, il versamento si considera omesso.

Come va compilato il modello

Il presente modello è disponibile sul sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”. Il contribuente è tenuto a riportare il codice fiscale, i dati anagrafici e il domicilio fiscale. Il “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”, deve essere compilato unitamente al “codice identificativo”, desumibile dalla tabella “codici identificativi” pubblicata sul sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”, (es.: genitore/tutore = 02; curatore fallimentare = 03; erede = 07), con il codice fiscale del:

  • coobbligato;
  • erede, genitore, tutore o curatore fallimentare che effettua il pagamento per conto del contribuente e che deve firmare il modello.

ISTRUZIONI PARTICOLARI PER ALCUNI TIPI DI PAGAMENTO

Il contribuente deve indicare, qualora per la tipologia di pagamento siano richiesti:

  • nello spazio “codice ufficio”, il codice dell’ufficio destinatario del pagamento ovvero dell’ufficio che ha emesso l’atto;
  • nello spazio “codice atto”, il codice dell’atto a cui si riferisce il pagamento.

Se il contribuente effettua il pagamento in relazione a più atti, deve compilare tanti modelli quanti sono gli atti. Inoltre il contribuente deve indicare:

  • nello spazio “tipo”, la tipologia di versamento per la quale è prevista l’indicazione di particolari elementi identificativi. I codici “ tipo” sono reperibili nella “tabella dei tipi di versamento con elementi identificativi” pubblicata sul sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”.

Nel caso di versamento dell’IVA immatricolazione auto Ue, nelle apposite colonne devono essere riportati con particolare attenzione il “tipo” veicolo (A = autoveicolo, M = motoveicolo, R = rimorchio), il numero del telaio, il codice tributo e l’anno cui si riferisce il versamento stesso, da indicare con quattro cifre (es.: 2009).

Nei casi di versamento di altre tipologie per le quali non è possibile utilizzare la compensazione con crediti ed è prevista l’indicazione di particolari elementi identificativi, le modalità di compilazione del modello sono definite nelle Risoluzioni istitutive dei codici reperibili sul sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”.

Eventuali errori commessi nella compilazione possono comportare richieste di pagamento della stessa somma già versata.

Gli importi devono sempre essere indicati con le prime due cifre decimali anche nel caso che tali cifre siano pari a zero. In presenza di più cifre decimali occorre procedere all’arrotondamento della seconda cifra decimale con il seguente criterio: se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l’arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso; se la terza cifra è inferiore a 5, l’arrotondamento va effettuato per difetto (es.: euro 52,752 arrotondato diventa euro 52,75; euro 52,755 arrotondato diventa euro 52,76; euro 52,758 arrotondato diventa euro 52,76).

Si richiama l’attenzione sulla circostanza che le prime due cifre decimali vanno indicate anche se pari a zero come nell’ipotesi in cui l’importo sia espresso in unità di euro (es.: somma da versare pari a 52 euro, va indicato 52,00).

L’elenco completo dei codici tributo è disponibile presso gli agenti della riscossione, le banche e gli uffici postali, nonché sul sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”.

Modello F24 Accise

AVVERTENZE PER LA COMPILAZIONE DEL MOD. F24 ACCISE QUESTO MODELLO VA USATO: PER PAGARE: Imposte sui redditi e ritenute alla fonte; Iva; IMU; TARES; Imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell’Iva; Irap; Addizionale regionale o comunale all’Irpef; Contributi e premi INPS; Diritti camerali; Interessi in caso di pagamento rateale; Accise e Versamenti di competenza dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato.

PER PAGARE TUTTE LE SOMME DOVUTE (COMPRESI INTERESSI E SANZIONI) IN CASO DI:

  • Liquidazione e controllo formale della dichiarazione;
  • Avviso di accertamento; Atti di contestazione delle sanzioni;
  • Avviso di irrogazione sanzioni; Accertamento con adesione (concordato); Conciliazione giudiziale; Ravvedimento.

Come si paga

È possibile pagare le somme dovute ad ogni singola scadenza anche utilizzando più modelli. Il versamento, per i soggetti titolari di partita IVA, deve essere effettuato con modalità di pagamento telematica, come previsto dall’art. 37, comma 49 del D.L. 04/07/2006, n. 223, ad eccezione dei casi d’esenzione previsti.

In tali casi Il versamento può essere effettuato presso gli sportelli di qualunque agente della riscossione o banca convenzionata e presso gli uffici postali:

  • in contanti;
  • con carte PagoBANCOMAT, presso gli sportelli abilitati;
  • con carta POSTAMAT, POSTEPAY, con addebito su conto corrente postale presso qualsiasi ufficio postale;
  • con assegni bancari o postali tratti dal contribuente a favore di se stesso o con assegni circolari o vaglia postali o assegni postali vidimati emessi all’ordine dello stesso contribuente e girati per l’incasso alla banca o a Poste. In ogni caso l’assegno o il vaglia devono essere di importo pari al saldo finale del modello di versamento. Nel caso in cui l’assegno postale venga utilizzato per pagare tramite Poste l’operazione dovrà essere eseguita all’ufficio postale ove è intrattenuto il conto;
  • con assegni circolari e vaglia cambiari, presso gli agenti della riscossione.
Attenzione

Nel caso in cui l’assegno risulti anche solo parzialmente scoperto o comunque non pagabile, il versamento si considera omesso.

Come va compilato il modello

Il presente modello è disponibile esclusivamente sul sito internet “www.agenziaentrate.it”.

Il contribuente è tenuto a riportare con particolare attenzione il codice fiscale, i dati anagrafici e il domicilio fiscale. Il "Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare", deve essere compilato unitamente al "codice identificativo", desumibile dalla tabella “codici identificativi" pubblicata sul sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”, (es.: genitore/tutore = 02; curatore fallimentare = 03; erede = 07), con il codice fiscale del:

  • coobbligato;
  • erede, genitore, tutore o curatore fallimentare che effettua il pagamento per conto del contribuente e che deve firmare il modello.

Nelle apposite colonne delle varie sezioni del modello devono essere evidenziati i codici tributo o le causali contributo per i quali si effettua il versamento e l’anno cui si riferisce il versamento stesso, da indicare con quattro cifre (es.: 2002).

Per i versamenti con cadenza periodica nel campo rateazione/ regione/provincia/mese rif, andrà indicato il mese di riferimento (es:per ritenute lavoro dipendente di novembre, occorre scrivere 0011).

Eventuali errori commessi nella compilazione possono comportare richieste di pagamento della stessa somma già versata.

I soggetti il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno solare, devono barrare l’apposita casella ed indicare nella colonna “anno di riferimento” il primo dei due anni solari interessati.

Gli importi devono sempre essere indicati con le prime due cifre decimali anche nel caso che tali cifre siano pari a zero.

In presenza di più cifre decimali occorre procedere all’arrotondamento della seconda cifra decimale con il seguente criterio: se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l’arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso; se la terza cifra è inferiore a 5, l’arrotondamento va effettuato per difetto (es.: euro 52,752 arrotondato diventa euro 52,75; euro 52,755 arrotondato diventa euro 52,76; euro 52,758 arrotondato diventa euro 52,76).

Si richiama l’attenzione sulla circostanza che le prime due cifre decimali vanno indicate anche se pari a zero come nell’ipotesi in cui l’importo sia espresso in unità di euro (es.: somma da versare pari a 52 euro, va indicato 52,00).

Si precisa, inoltre, che i commi secondo e terzo dell’art. 51 D.Lgs. 213/98 dispongono in materia di conversione delle sanzioni pecuniarie ed amministrative quanto segue:

  • A decorrere dal 1° gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire nelle vigenti disposizioni normative è tradotta in Euro secondo il tasso di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato;
  • Se l’operazione di conversione prevista dal comma secondo produce un risultato espresso anche con decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali”.

Se gli importi dovuti a titolo di saldo o di acconto sono pagati in unica soluzione, nelle colonne “rateazione/regione/prov./mese rif.” della sezione “Erario” e “rateazione/mese rif.” delle sezioni “Regioni” ed “IMU e altri tributi locali”, indicare 0101; in caso di pagamento rateale, è necessario attenersi alle indicazioni di seguito fornite nel paragrafo rateazioni.

L’elenco completo di codici e causali è disponibile presso gli agenti della riscossione, le banche e gli uffici postali e può essere prelevato anche dal sito internet “www.agenziaentrate.gov.it”.

Rateazione

Nel caso in cui il contribuente abbia scelto di pagare ratealmente le somme dovute a titolo di saldo e acconto delle imposte e dei contributi risultanti dalla dichiarazione (fatta eccezione per gli acconti dovuti nei mesi di novembre e dicembre, che non sono rateizzabili) tali somme possono essere ripartite in rate mensili di pari importo.

La rateazione non deve necessariamente riguardare tutti gli importi che, sulla base della dichiarazione, sono dovuti a titolo di saldo o di acconto.

Ad esempio, è possibile rateizzare l’IRPEF e versare in unica soluzione l’IRAP, ovvero rateizzare l’acconto IRPEF e versare in unica soluzione il saldo IRPEF. Relativamente ai tributi da indicare nelle sezioni “Erario”, “Regioni” e “IMU e altri tributi locali”, in occasione del pagamento di ciascuna rata, il contribuente deve indicare per ogni tributo, rispettivamente, nella colonna “rateazione/regione/prov/mese rif.” e in quella “rateazione/mese rif.”, la rata che sta pagando e il numero di rate prescelto (ad es., se versa la seconda di sei rate, deve indicare 0206).

Si ricorda che la prima rata deve essere versata entro il giorno di scadenza del saldo e/o dell’acconto e che in ogni caso, il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre.

L’importo da pagare ad ogni scadenza è dato dalla rata di capitale e dagli interessi ad essa relativi, da calcolare al tasso indicato presso le banche, gli agenti della riscossione e gli uffici postali. Gli interessi sono dovuti in misura forfettaria, indipendentemente dal giorno del pagamento e vanno calcolati con la seguente formula: C x i x t / 36.000, in cui “C” è l’importo rateizzato, “i” è l’interesse e “t” è il numero dei giorni che intercorrono tra la scadenza della prima rata e quella della seconda. Essi devono essere pagati utilizzando, per ogni sezione del modello, l’apposito codice tributo o causale contributo.

Compensazione

Il contribuente può compensare gli importi a credito di propria spettanza con debiti inerenti a tributi, contributi o premi indicati nello stesso modello F24 tenendo presente che deve essere indicato, quale importo massimo di credito compensato, l’importo necessario all’azzeramento del totale dei debiti indicati nelle varie sezioni; infatti il saldo finale del modello non può essere mai negativo (e non può essere negativo, nel caso si compili una sola sezione, neppure il saldo della singola sezione); il modello quindi non può chiudere mai con un’eccedenza di credito, ma può chiudere a zero o con un saldo positivo, cioè con un importo da versare.

L’eventuale eccedenza di credito spettante potrà essere compensata, sempre nel rispetto del medesimo criterio, in occasione dei pagamenti successivi.

Il modello va compilato e presentato anche nel caso in cui nulla risulti dovuto a seguito della compensazione, cioè nel caso in cui il saldo finale sia pari a zero. Chi effettua la compensazione, per esporre correttamente i crediti, deve indicare:

  • nella colonna “codice tributo” o “causale contributo”, i relativi codici dai quali scaturisce il credito;
  • nella colonna ”anno di riferimento” o “periodo di riferimento”, il periodo d’imposta o contributivo cui si riferisce il credito;
  • nella colonna “importi a credito compensati”, l’ammontare del credito che si intende utilizzare in compensazione. In particolare:
    • nelle sezioni “Erario”, “Regioni” e “IMU e altri tributi locali” occorre indicare la parte del credito d’imposta che si intende utilizzare in compensazione con il presente modello;
    • nelle sezioni “INPS” e “Altri enti previdenziali e assicurativi”, i crediti vantati nei confronti degli enti previdenziali risultanti dalle denunce contributive che si intendono compensare con il presente modello.

Si ricorda che in ogni caso l’importo massimo compensabile è pari a euro 516.456,90; d) limitatamente ai crediti verso l’INPS, gli altri dati identificativi previsti nella relativa sezione del modello.

Compensazione e rateazione

Nel caso in cui il contribuente intenda procedere sia alla compensazione che alla rateazione, può utilizzare due modelli:

  • il primo con saldo finale eguale a zero per utilizzare il credito da compensare e con l’indicazione 0101 nello spazio rateazione in corrispondenza dell’importo a debito versato;
  • il secondo per evidenziare l’importo della prima rata da versare del residuo debito, riportando nello spazio rateazione il numero della rata in pagamento e quello complessivo del numero delle rate prescelto (ad esempio, se la prima di cinque rate indicare 0105); a partire dalla seconda rata da versare sono dovuti gli interessi.

ISTRUZIONI PARTICOLARI PER ALCUNI TIPI DI PAGAMENTO

Pagamento delle somme dovute in caso di liquidazione e controllo della dichiarazione In questo caso il contribuente deve attenersi alle istruzioni fornite nell’apposita comunicazione.

Pagamento delle somme dovute in caso di avviso di accertamento, di avviso di irrogazione o atto di contestazione di sanzioni, accertamento con adesione e conciliazione giudiziale.

Per tali pagamenti deve essere utilizzata la sezione “Erario” anche per pagare l’Irap e le addizionali regionali o comunali all’Irpef. Il contribuente deve indicare:

  • nello spazio “codice ufficio”, il codice dell’ufficio che ha emesso l’atto oggetto della definizione;
  • nello spazio “codice atto”, il codice dell’atto oggetto di definizione;
  • nella colonna “anno di riferimento”, l’anno cui si riferisce la violazione;
  • per l’Irap, le addizionali regionali e le addizionali comunali, nella colonna “rateazione/regione/prov/ mese rif./codice ente/codice comune.”, il codice dell’ente territoriale destinatario della somma, prelevabile dal sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Il tributo e gli interessi devono essere pagati cumulativamente, utilizzando il codice del tributo, mentre le sanzioni devono essere pagate a parte, utilizzando l’apposito codice.

Se il contribuente effettua il pagamento in relazione a più atti, deve compilare tanti modelli quanti sono gli atti.

Attenzione: l’utilizzazione di uno dei codici istituiti per il versamento delle somme oggetto di questo paragrafo comporta l’obbligo di riempire anche i campi relativi al codice ufficio ed al codice atto.

Ravvedimento

Questo modello deve essere utilizzato anche per il versamento sia dell’imposta e degli interessi, sia delle sanzioni dovute a seguito di ravvedimento. In tal caso non deve mai essere compilato lo spazio relativo al “codice ufficio”.

SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI (Per i versamenti da indicare in questa sezione, nel campo “IDENTIFICATIVO OPERAZIONE” è riportato, ove richiesto dal Comune, il codice identificativo dell’operazione cui si riferisce il versamento, comunicato dallo stesso Comune).

Istruzioni per il versamento dell’IMU

Per il versamento dell’Imposta Municipale Propria (IMU) deve essere utilizzata la sezione “IMU e altri tributi locali”. In particolare, in ogni riga devono essere indicati i seguenti dati:

  • nello spazio “codice ente/codice comune” il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, costituito da quattro caratteri;
  • nello spazio “Ravv.” barrare la casella se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • nello spazio “Immob. variati” barrare qualora siano intervenute delle variazioni per uno o più immobili che richiedano la presentazione della dichiarazione di variazione;
  • nello spazio “Acc.” barrare se il pagamento si riferisce all’acconto;
  • nello spazio “Saldo” barrare se il pagamento si riferisce al saldo. Se il pagamento è effettuato in unica soluzione per acconto e saldo, barrare entrambe le caselle;
  • nello spazio “Numero immobili” indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre).

Lo spazio “rateazione” deve essere compilato solo se l’Amministrazione finanziaria fornisce le relative istruzioni, ad esempio con circolari o risoluzioni.

Nello spazio “Anno di riferimento” deve essere indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “Ravv.”, indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata.

Nello spazio “Importi a debito versati” indicare l’importo a debito dovuto. Nel caso di diritto alla detrazione, indicare l’imposta al netto della stessa, da esporre nell’apposita casella in basso a sinistra.

Istruzioni per il versamento della TARES

Per il versamento del Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), deve essere utilizzata la sezione “IMU e altri tributi locali”. In particolare, in ogni riga devono essere indicati i seguenti dati:

  • nello spazio “codice ente/codice comune”, il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, costituito da quattro caratteri;
  • nello spazio “Ravv.”, barrare la casella se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • nello spazio “Numero immobili”, indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre).

Lo spazio “rateazione” deve essere compilato indicando il numero della rata in pagamento, seguito dal numero complessivo delle rate in cui è suddiviso il pagamento stesso. Ad esempio, nel caso in cui il pagamento è suddiviso in due rate e si procede al versamento della prima rata, indicare “0102”. Se il pagamento avviene in unica soluzione indicare 0101.

Nello spazio “Anno di riferimento”, deve essere indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “Ravv.”, indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata.

Nello spazio “Importi a debito versati”, indicare l’importo a debito dovuto.

SEZIONE ACCISE/MONOPOLI E ALTRI VERSAMENTI NON AMMESSI IN COMPENSAZIONE

Nella presente sezione possono essere indicati esclusivamente codici tributo riferiti a versamenti di competenza dell’Ente da indicare nell’apposita colonna. Per esempio, con il codice “D” è individuata l’Agenzia delle Dogane per il versamento delle accise, mentre con il codice “M” è individuata l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, ecc. Per il versamento delle accise occorre indicare, nella colonna “codice identificativo”, il “codice ditta” composto da nove caratteri alfanumerici privo di caratteri “IT00” ove indicati e, nella colonna “prov.”, la sigla della provincia in cui avviene l’immissione in consumo. Il mese e l’anno di riferimento non devono essere indicati.

Per i versamenti di competenza dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, con riferimento alle imposte, alle sanzioni e alle altre entrate erariali ed extraerariali, occorre indicare, ove richiesto, il “codice concessione” nella colonna “codice identificativo”.

Fermo restando quanto disposto dalla normativa vigente in tema di ammissibilità ai pagamenti rateizzati, ove il contribuente abbia scelto di pagare ratealmente le somme dovute, il campo “rateazione” deve essere compilato nel seguente modo: con i primi due caratteri si evidenzia il numero della rata riferita al versamento effettuato, mentre con i successivi due caratteri si riporta il numero totale delle rate previste per la definizione del debito (ad esempio: 0120, nel caso di prima rata di 20 rate complessive; 0220, nel caso di seconda rata di 20 rate complessive, ecc.).

Pagamento delle somme dovute in caso di avviso di accertamento, di avviso di irrogazione o atto di contestazione di sanzioni, accertamento con adesione e conciliazione giudiziale, il contribuente avrà cura di indicare:

  • nello spazio “codice atto” - il codice dell’atto oggetto di definizione, se richiesto dall’Ufficio emittente;
  • nello spazio “codice ufficio” - il codice dell’ufficio che ha emesso l’atto oggetto della definizione se richiesto dall’Ufficio emittente.

Se il contribuente effettua il pagamento in relazione a più atti, deve compilare tanti modelli quanti sono gli atti.