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Tirocino per l'avvocatura

Complimenti se hai finito il piano di studi in Giurisprudenza, o lo stai per finire, ben venuto in questa breve guida al tirocino o praticantato.

Prima della laurea, per svolgere una delle attività che ti offre questo titolo di studio, sei obbligato a svolgere la pratica forense presso uno studio legale di uno o due avvocati (dominus) iscritti da almeno 5 anni all’Albo professionale degli avvocati.

Presta molta attenzione perché in questa pagina ti illustro esattamente cosa ti aspetta durante questo periodo e ti fornirò degli elementi normativi sui diritti e doveri del tirocinante e del domius.

Tirocinio forense

Il tirocinio forense (art. 41 della L. n. 247/2012 e art. 3 del D.M. Giustizia n. 70/2016) è un addestramento teorico e pratico della durata di diciotto mesi ed è finalizzato al conseguimento delle capacità necessarie per l’esercizio della professione e per la gestione di uno studio legale, nonché all’apprendimento dei principi etici e delle regole deontologiche.

Nel ricercare lo studio legale o il libero professionista (iscritti all'albo da almeno 5 anni) fai attenzione perché il tirocinio è il primo passo verso la professione legale, perciò è necessario scegliere uno studio o un pofessionista che tratti le diverse tipologie di diritto, in modo da essere preparati, a tutto tondo, all’esame per l'abilitazione.

Se così non fosse sarai costretto, in quei 18 mesi o più, ad alternare pratica lavorativa con lo studio che comuqnue dovrà dichiarare la propria disponibilità ad accoglierti.

Nel caso no navessi conoscenze per orientarti nella ricerca di uno studio legale o di un professionista puoi fare andare presso la segreteria dell'Ordine degli Avvocati dove è solitamente disponibile una registro in cui, oltre all’indicazione di alcuni studi legali che sono alla ricerca di collaboratori, è possibile inserire i propri dati e la propria disponibilità perché accade spesso che gli studi che ricercano praticanti contattino gli stessi attraverso i dati depositati all'Ordine di appartenenza.

Esiste anche l'Unione di Praticanti Avvocati dove poter lasciare i dati per la disponibilità.

In ambo i casi ricordati che conviene fare questi passaggi nel tuo luogo di residenza.

Il tirocinio non determina un rapporto di lavoro subordinato o occasionale ma è previsto un rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento del tirocinio e la possibilità di farti riconosce (dopo il primo semestre) un contratto un’indennità o un compenso per l’attività svolta per conto dello studio commisurato al tuo contributo professionale tenuto conto dell’utilizzo dei servizi e delle strutture dello studio.

Discipline del Diritto

Il diritto, nella siua concezione generale, si scompone in:

  • diritto naturale: è la Dichiarazione universale dei diritti umani adottata dall'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite);
  • diritto positivo: è l'insieme delle norme giuridiche adottate negli Stati e si divide in:
    • diritto interno:
      • diritto privato: è l'insieme delle norme che regolano i rapporti fra i privati, siano essi (atti personali o atti di commercio):
        • diritto civile;
        • diritto commerciale;
        • diritto del lavoro;
        • diritto della navigazione;
      • diritto pubblico: è l'insieme delle norme che hanno per oggetto l'organizzazione dello Stato e dei rapporti con i privati:
        • diritto amministrativo;
        • diritto costituzionale;
        • diritto penale;
        • diritto processuale;
        • diritto tributario;
        • diritto eclesiastico;
    • diritto esterno:
      • diritto internazionale;
      • diritto comunitario.

Doveri del praticante

La pratica dovrà essere svolta con assiduità, diligenza, riservatezza e nel rispetto delle norme deontologiche di questa professione.

Questo perché anche se sei un tirocinante sei, comunque, tenuto a osservare gli stessi doveri e le stesse norme deontologiche degli avvocati e sei soggetto al potere disciplinare del Consiglio dell’ordine di appartenenza (art. 42 L. 247/2012).

Dovrai comportarti come un dipendente part-time in quanto per onorare il concetto di assiduità (frequenza continua) dovrai essere presente presso lo studio, o comunque opera sotto la diretta supervisione del professionista, per almeno 20 ore settimanali (part-time).

Dovrai assumere un comportamento corretto volto al mantenimento del massimo riserbo (riservatezza) su tutte le notizie e le informazioni che acquisisci nel corso del tirocinio.

E poi dovrai avere una cura attenta e scrupolosa nello svolgimento del tirocinio (diligente).

Interruzione della pratica

In caso di interruzione della pratica per un periodo superiore a 6 mesi perdi tutto quello che hai fatto i quei mesi e se dovrai prestare servizio di leva tieni presente che l'adempimento di per sé causa di interruzione della pratica forense.

Corsi di formazione obbligatoria

Parallelamente alla perido di tirocino (ex art. 3 del DM Giustizia n. 70/2016 e dell’art. 43 della L. n. 247/2012) dovrai seguire (obbligatoriamente e con profitto) dei corsi di formazione presso una delle SSA (Scuola Superiore dell'Avvocatura) istituite dal CNF (Consiglio Nazionale Forense) e displocate sul territorio nazionale.

I corsi duranto 170 ore distribuite in modo omogeneo nei 18 mesi del tirocinio (divisi in moduli semestrali la divisione, le ore sono a discrezione della scuola); è possibile iscriversi circa due mesi prima dell'inizio del corso (per sicurezza contatta la scuola che intendi frequentare).

Nell'arco dei semestri sono previste due prove intermedie (una a semestre) ed una finale (per accedere alle verifiche devi aver frequentato l'80% delle ore), le verifiche sono dei test a risposta multipla (su argomenti inenrenti al corso di riferimento). Per le verifiche intermedia dovrai rispondere a 30 questiti mentre per la verifica finale a 40 quesiti (con 2/3 di risposte esatte superi la verifica).

Il superamento di una verifica intermedia ti permette di frequentare il semestre successivo se non la superi dovrai ripetere il semestre appena frequentato e ripetere la verifica al successivo appello. Se non superi la verifica finale non potrai avere il certificato che attesta lo svolgimento del tirocinio e richiede di ripetere l’ultimo ciclo semestrale di formazione seguito e della relativa verifica.

Puoi richiedere il trasferimento di frequenza da una scuola all'altra (il trasferimento è legato al trasferimento dell'Ordine di competenza).

Iscrizione nel registro dei praticanti

Se sei un laureato, o un laureando, per poter svolgere il tirocino devi registrarti nel registro speciale dei praticanti presentando domanda al Consiglio dell'Ordine presso il tribunale della circoscrizione in cui risiedi o dove intendi stabilire il domicilio professionale.

La domanda dovrà essere redatta su carta bollata e corredata dei seguenti documenti (art. 17 co. 1 lett. a), c), d), f), g), ed h) della L. n. 247/2012):

  • certificato di laurea con l'elenco degli esami sostenuti e superati e documento comprovante l'avvenuta richiesta del diploma di laurea;
  • certificato di nascita;
  • certificato di residenza;
  • certificato di cittadinanza italiana;
  • certificato di godimento dei diritti civili;
  • dichiarazione di non aver riportato condanne penali e di non avere procedimenti penali a carico in corso;
  • dichiarazione dell'avvocato di ammissione allo svolgimento della prescritta pratica (su carta intestata dello studio con specificata la data d'inizio), oppure certificazione dell’Università attestante l’iscrizione ad un corso post-universitario di pratica forense;
  • ricevuta del versamento di circa 80,00 € (una tantum, solitamente contestuale alla presentazione della domanda) al Consiglio dell’Ordine per diritti di iscrizione e rilascio tesserino;
  • tre fotografie formato tessera e fotocopia della carta di identità.

Per i certificatidi nascita, residenza, cittadinanza e del godimento dei diritti civili puoi presentare un'autocertificazione.

Una volta che il Consiglio del'Ordine ha verificato tutta la documentazione procede ad iscriverti al registro speciale dei praticanti entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Allo scadere dei 30 giorni il consiglio deve entro 15 giorni darti comunicazione dell'avvenuta iscrizione; in caso contrario, cioè in cui non vieni iscritto nel registro hai 20 giorni per presentare ricorso al CNF (Consiglio Nazionale Forense) oppure nel caso in cui il Consiglio non si è mosso hai tempo 10 giorni per presentare ricorso oltre i 30 giorni.

In questo ultimo caso il CNF (Consiglio Nazionale Forense) deciderà sul merito dell’iscrizione con provvedimento esecutivo.

Tirocinio dei laureandi

Nel caso sei un laureando è permesso anticipare di 6 mesi l'accesso alla pratica per poterla fare parallelamente al completamento del percorso accademico.

Questo è stato possibile tramite la Convenzione quadro (24 febbraio 2017), tra il Consiglio Nazionale Forense e la Conferenza dei direttori di Giurisprudenza e Scienze giuridiche (art. 40 L. n. 247/2012 e dell’art. 5 D.M. Giustizia n. 70/2016).

Successivamente i Consigli degli Ordini territoriali hanno siglato delle convenzioni con le facoltà di Giurisprudenza stabilendo le modalità di svolgimento del tirocinio al fine di assicurare una proficua ed effettiva frequenza presso lo studio legale prescelto (12 ore settimanali) e la conclusione degli studi universitari.

Per poter procedere devi essere in regola con i seguenti requisiti (art. 6 del D.M. Giustizia n. 70/2016):

  • essere in regola con lo svolgimento degli esami di profitto del corso di laurea in Giurisprudenza;
  • aver ottenuto il riconoscimento dei crediti in diritto civile, diritto processuale civile, diritto penale, diritto processuale penale, diritto amministrativo, diritto costituzionale, diritto dell’Unione Europea.

Verificata la tua idoneità puoi presentare domanda d’iscrizione nel registro dei praticanti presso il Consiglio dell’ordine (in cui è iscritto l’avvocato presso il quale intendi svolgere la pratica) che ha siglato la convenzione con la tua università.

Una volta conseguito il diploma di laurea hai 60 giorni per confermare l’iscrizione nel registro dei praticanti se non lo fai sarai cancellato dal registro stesso ma conserverai quello che fino a quel punto hai fatto nella pratica da tirocinante.

Stessa sorte se non conseguirai la laurea nei due anni successivi alla durata legale del corso.

Svolgimento della pratica

Bene sei iscritto al registro ma ora sai cosa devi fare?

Semplice, sarai convocato per ritirare il libretto della pratica vidimato dal Presidente (art. 6 D.P.R. 101/90) e ricordarti di versare la quota di iscrizione annuale al registro speciale e ritirare la tessera di riconoscimento.

La pratica nel primo anno la puoi svolgere in due modi:

  • frequentare uno dei corsi obbligatori (art. 1, comma 3, D.p.R. 101/90): dovrai dichiararlo all’atto dell'iscrizione che intendi frequentare un corso post-universitario ed indicarlo specificatamente oltre ad allegare (in sostituzione della dichiarazione dell’avvocato) una certificazione rilasciata dall’Università che attesti la tua iscrizione al corso di pratica forense. Al termine il Direttore dovrà attestare l’avvenuta frequenza. È necessaria la partecipazione alle 20 udienze;
  • frequentare lo studio di un avvocato.

Alternative al tirocinio

Vi sono però delle opzioni alternative che possono sostituire in parte la pratica forense (art. 40 co. 5 della L. 247/2012):

  • 6 mesi di praticantato in uno studio legale in un altro Paese dell’Unione Europea (art. 6 D.M. Giustizia n. 70/2016);
  • 6 mesi di tirocinio durante l'ultimo anno di corso di laurea, in caso ci sia una convenzione in tal senso tra la propria Università e l'ordine forense;
  • 12 mesi di Scuola di Specializzazione;
  • 12 mesi presso L’Avvocatura dello Stato, presso l’Avvocatura Distrettuale dei Comuni o altri enti pubblici, o presso gli uffici giudiziari (DM Giustizia n. 58/2016);
  • 24 mesi di frequenza in una scuola di formazione per l’accesso alle professioni legali (SSPL).

L'alternativa non esclude l'obbligo alla frequentazione dei corsi richiesti su diversi aspetti del diritto, con relativa prova finale e di svolgere il tirocinio deve essere svolto per almeno sei mesi presso un avvocato iscritto all’ordine o presso l’Avvocatura dello Stato.

Libretto della pratica

Il libretto è diviso in 3 semestri e ogni semestre in 3 parti:

  • Udienza (minimo 5 udienze civili e 15 penali): sono quelle a cui dovrai assistere (minimo 20 udienze spalmate per il primo semestre e 25 per gli altri semestri) sotto il controllo dell'avvocato presso lo studio dove fai la pratica, devi indicare la data, l'autorità giudiziaria, il numero di ruolo dei processi e l'attività che hai svolto durante le udienze ad esclusione dei rinvii (richiesta o concessione). È preferibile che il dominus (l'avvocato che ti assiste, vigila e attesta la tua partecipazione) abbia la parte di difensore e per acquisire una pratica multidisciplinare puoi andare e preparare le udienze di altri dominus tramite una delega di richiesta;
  • Atti processuali e attività stragiudiziali (almeno 10): devi segnare gli atti più rilevanti a cui ai partecipato durante la redazione indicando il l'oggetto;
  • Questioni giuridiche (almeno 3): devi segnare le pratiche dove ai mostrato più interesse come assistito o come semplice collaborazione.

Ricordati che nella condizione di praticande laureando, quindi non abilaitato, non puoi svolgere il ruolo di difensorein sostituzione dell'avvocato che assisti ma puoi solo fare presenza (rischi una infrazione disciplinare per esercizio abusivo della professione forense).

Deposito del libretto

Ogni 6 mesi (entro 60 giorni dalla scadenza del semestre) dovrai depositare il libretto confrofirmato dall’avvocato presso il cui studio viene svolta la pratica (per attestarne la sua veridicità) al Consiglio dell’Ordine al termine di ogni semestre di pratica.

Può succedere, e succede, che il dominus deleghi altri avvocati per la tua preparazione e assistenza alle loro udienze, in questo caso non è un pblema perché sul libretto dovrai segnare anche loro allegando copia della lettera di delega.

Primo anno di praticante

Alla conclusione del primo anno da praticante devi depositare il libretto al Consiglio dell'Ordine insieme a una relazione scritta, firmata dal dominus e/o gli altri dominus, dove indichi le attività che hai riportato sul libretto e i problemi che hai trattato in questo primo anno anche se di natura deontologica.

Alcuni suggeriscono di contattare il consiglere dell'Ordine per avere una indicazione precisa di cosa scrivere nella relazione; di norma dovrai trattare, in modo diffuso, almeno 3 udienze, 3 atti e 3 questioni giuridiche facendo riferimento ai principi deontologici acquisiti nel corso del primo anno (npn superare le 20-30 cartelle).

Il Consiglio ti può convocare per fornire dei chiarimenti, opportuni, in relazione al contenute nel libretto e per eventuali verifiche sulla pratica svolta.

Secondo anno da praticante

Finalmente, hai la possibilità di muoverti con le tue gambe e decidere se essere o non essere indipendente.

All'inizio del secondo anno puoi richiedere l'abilitazione (patrocinio) all'esercizio con delle limitazioni (legge Carotti del 16.12.99, n. 479) oppure continuare il proseguimento come praticante ma in ambo i modi dovrai svolgere il secondo anno come il primo.

Alla fine del secondo anno, ed è bene che te lo dica subito, devi sapere che per ottenere il certificato di praticantato, è necessario, per poter sostenere l’esame di abilitazione professionale, effettuare alcuni adempimenti se sei un:

  • Praticante non abilitato che frequenta uno studio legale;
  • Praticante abilitato che non frequenta uno studio legale (patrocinio).

Praticante non abilitato che frequenta uno studio legale

In questo caso dovrai:

  • depositare presso il Consiglio il libretto della pratica;
  • illustrare con apposita relazione scritta le attività (svolte nel secondo anno) indicate nel libretto della pratica ed i problemi di natura deontologica trattati nel corso di tale periodo;
  • presentare domanda in bollo diretta al Consiglio in cui richiedere il rilascio del certificato di compiuta pratica allegando:
  • certificato rilasciato dall’avvocato attestante la compiuta pratica…;
  • relazione sull’attività svolta durante il primo anno;
  • marca da bollo e quant’altro richiesto.

Praticante abilitato che non frequenta uno studio legale

In questo caso dovrai, unitamente alla domanda in carta bollata, da consegnare al Consiglio, richiede il rilascio del certificato che attesti lo svolgimento della pratica:

  • depositare presso il Consiglio il libretto della pratica;
  • illustrare con apposita relazione scritta le attività (svolte nel secondo anno) indicate nel libretto della pratica e le questioni di natura deontologica trattate;
  • produrre un certificato rilasciato dalle cancellerie in cui siano elencate le procedure iniziate nell’anno di patrocinio.

Patrocinio

Una volta ottento il patrocino, quindi puoi esercitare la professione di avvocato con delle limitazioni, ti sono consentite le cause di competenza del giudice di Pace e dinanzi al Tribunale in composizone monocratica agli:

  • Affari civili:
    • beni mobili e immobili, ma il cui valore non ecceda lire cinquanta milioni;
    • azioni possessorie, salvo il disposto dell’art. 704 del c.p.c.;
    • denunce di nuova opera e di danno temuto, salvo il disposto dell’art. 688, 2° c., c.p.c.;
    • rapporti di locazione e di comodato di immobili urbani e affitto di azienda, in quanto non siano di competenza delle sezioni specializzate agrarie;
  • Affari penali:
    • reati che comportino una pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni ovvero una pena pecuniaria sola oppure congiunta alla predetta pena detentiva. (Si tratta di contravvenzioni o di reati per i quali è prevista la citazione diretta a giudizio ex art. 550 c.p.p.);
    • violenza o minaccia a un pubblico ufficiale previsti dall’art. 336 c.p.;
    • resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall’art. 337 c.p.;
    • oltraggio ad un magistrato in udienza aggravato a norma dell’art. 343, 2° c., c.p.;
    • violazione dei sigilli aggravata a norma dell’art. 349, 2° c., c.p.;
    • rissa aggravata a norma dell’art. 588, 2°c., c.p., con esclusione dell’ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime;
    • furto aggravato a norma dell’art. 625 del c.p.;
    • ricettazione prevista dall’art. 648 c.p.;
    • nonché tutti i reati attribuiti ex d.lgs. 274/2000 alla competenza del Giudice di Pace.

Senza menzione esplicita per quanto riguarda i giudizi in materia di lavoro e previdenza, nonché i procedimenti di esecuzione.

L’abilitazione all’esercizio limitato (art. 8 secondo comma L. n. 36/1934 come modificato dalle leggi 24/7/1985 n. 406 e 27.6.1988 n. 242) ha durata di 5 anni dal termine del primo anno di pratica.

È una condizione essenziale che per l’esercizio patrocinato dovrai, una volta che il Consiglio dell'Ordine ha accettato la tua richiesta di patrocinio ed ha proceduto a iscriverti nell’elenco degli abilitati, prestare giuramento davanti al Presidente del Tribunale.

Svolgendo il tirocinio della pratica forense patrocinato; secondo il tariffario forense (D.M. 5.10.94 n. 585), ti competono la metà degli onorari e dei diritti spettanti all’avvocato e ricordati di versare al Consiglio dell’Ordine la quota di iscrizione annuale.

Domanada di patrocinio

Per richiede il patrocinio dovrai dichiarare di non trovarti in alcuno dei casi di incompatibilità (art. 3 della legge professionale forense n.1578/33) e devi inoltrare istanza in bollo al Consiglio dell’Ordine (il fac-simile è in distribuzione presso il Consiglio medesimo) nella quale risulti la dichiarazione suddetta allegando i seguenti documenti:

  • ricevuta del versamento di una tassa di concessione governativa pari a circa 130,00 € (una tantum) da effettuarsi, tramite apposito modulo postale, su c/c n.8003;
  • dichiarazione dell'avvocato attestante la frequenza dello studio e la durata effettiva della pratica con continuità e profitto;
  • libretto della pratica;
  • relazione annuale illustrativa dell'attività svolta e indicata nel libretto della pratica (firmata dall'interessato e controfirmata dal dominus e/o da altri dominus);
  • una fotografia formato tessera.

Pratica con il patrocinio

Ora come patrocinato puoi praticare la professione di avvocato e questa può avvenire:

  • fuori dallo studio di un avvocato (art. 8 del D.P.R. 101/1990): dovrai comunicarlo preventivamente al Consiglio dell'Ordine indicando anche la sede del tuo studio se non lo fai puoi perdere il primo anno di pratica già svolto (art. 5. Comma 3. D.P.R. citato). Sul libretto (da depositare ogni 6 mesi senza l'attestazione dell'avocato, sarà il consiglio a valutarne la veridicità) dovrai segnare nelle rispettive aree le udienze (come difensore o sostituto dell'avvocato ad esclusione di quelle rinviate), trattare almeno venticinque nuovi procedimenti all'anno (almeno 5 penali come difensore di fiducia o 5 cause civili di cognizione), la trattazione di almeno 20 procedimenti (anche speciali - quali decreti ingiuntivi, ricorsi d'urgenza ecc., procedure esecutive, procedure di volontaria giurisdizione) ed almeno 5 cause civili di cognizione o 5 cause penali come difensore di fiducia;
  • nello studio di un avvocato: in merito a questo non ci sono indicazioni specifiche sulle attività che devi svolgere se rimani nello studio dell'avvocato quindi ti conviene consultarti con il Consiglio e proseguire le normali attività previste in questo caso.

Esame da avvocato

Ottimo hai finito il periodo di praticantato adesso devi sostenere l'esame per avere l'abilitazione ad esercitare la professione forense.

Dovrai ottenere il certificato di compiuta pratica al Consiglio e lo dovrai presentare alla Corte d’Appello presso può sostenere gli esami di avvocato.

Il certificato dovrà essere allegato alla domanda di esame che inoltrerai alla Corte d’Appello entro il giorno prefissato di ogni anno.

Il certificato può essere depositato anche successivamente all’invio della domanda (non oltre i 20 giorni precedenti a quello fissato per l’inizio delle prove scritte).

Ogni anno viene pubblicato un apposito D.M. che stabilisce le date scritte e le modalità delle domande (con gli allegati richiesti).

Alla fine del periodo di pratica rimani regolarmente iscritto al registro speciale dei praticanti ed eventualmente agli elenchi speciali, quindi puoi continuare ad esercitare anche dopo che viene rilasciato il certificato per 6 anni.

Se alla scadenza dei 6 anni non superi l’esame di avvocato ti verrà levata l'abilitazione al psatrocinio.

Trasferimenti

Se devi trasferire la residenza puoi fare richiesta del nulla osta al Consiglio dell’Ordine presso cui è iscritto e solo dopo averlo ottenuto inoltrare domanda di iscrizione al nuovo Consiglio allegando il nulla osta ed il certificato che attesti la variazione della residenza.

Nel caso di trasferimento del praticante da un circondario ad un altro, il Consiglio dell’Ordine di provenienza dovrà dare atto nel nulla osta dell’attività compiuta nei precedenti semestri e, ove il prescritto biennio di pratica risulti completato, rilasciare anche il certificato di compiuta pratica.

Oltre ai 18 mesi

L’attività forense dura 18 mesi e per diventare avvocato il tirocinante dovrà partecipare ad almeno 20 udienze del proprio dominus per ogni semestre, facendo annotare la propria presenza nel verbale di udienza e nel libretto della pratica. Dopo aver svolto sei mesi di tirocinio, il futuro avvocato può partecipare alle udienze anche da solo, in sostituzione del suo dominus. Vi sono però delle opzioni alternative che possono sostituire in parte la pratica forense:

12 mesi di Scuola di Specializzazione 12 mesi presso L’Avvocatura dello Stato, presso l’Avvocatura Distrettuale dei Comuni o altri enti pubblici, o presso gli uffici giudiziari 6 mesi di praticantato in uno studio legale in un altro Paese dell’Unione Europea. 6 mesi di tirocinio durante l'ultimo anno di corso di laurea, in caso ci sia una convenzione in tal senso tra la propria Università e l'ordine forense A partire dal 2022, inoltre, gli aspiranti avvocati dovranno seguire, insieme al tirocinio, anche dei corsi obbligatori su diversi aspetti del diritto, con relativa prova finale.