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Lo Stato mette a disposizione del contribuente le seguenti pagine per la spiegazione del processo di fatturazione elettronica:

  1. tra soggetti privati (B2B e B2C): clicca qui;
  2. nei confronti della Pubblica Amministrazione (fattura PA): clicca qui;

 

In tali sedi potrete trovare la descrizione tecnico-giuridica completa dei tipi di ricevute che il Sistema di Interscambio trasmetterà per comunicare l’esito del procedimento di invio di una fattura o nota di credito elettroniche.

 

Qui di seguito offriamo invece un sintetico elenco delle ricevute del Sistema di Interscambio che può offre indicazioni preliminari utili alla comprensione del procedimento istituito dall’Agenzia delle Entrate per la comunicazione degli esiti delle fatture elettroniche e/o note di credito elettroniche inviate.

 

Consigliamo la verifica del procedimento di analisi con il vostro commercialista.

 

Fatturazione elettronica tra privati (B2B e B2C)

In questo caso parliamo di ricevute dal Sistema di Interscambio.
 
NS – è l’acronimo che ci indica quando ci viene inviata una Notifica Scarto del documento elettronico di vendita inviato allo SdI definita dal Provv.to del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30/4/2018 (v. punto 10.1.1.2 di tale Provv.to).

 

Questa ricevuta è la notifica inviata dal Sistema di Interscambio al soggetto trasmittente nei casi in cui non siano stati superati uno o più controlli tra quelli effettuati dallo SdI sul file fattura ricevuto, che quindi viene scartato.

 

La fattura viene scartata anche per i seguenti motivi:

  • il file della stessa fattura è stato già positivamente inviato in precedenza (quindi duplicato);
  • nel file non siano presenti una o più delle informazioni minime obbligatorie previste per legge (artt. 21 e 21-bis del Dpr 633/1972), come gli estremi identificativi del fornitore e del cliente, il numero e la data della fattura, la descrizione della natura, la quantità e qualità del bene ceduto o del servizio prestato, l’imponibile, l’aliquota e l’iva;
  • i valori della partita Iva del cedente/prestatore e della partita Iva oppure del Codice fiscale del cliente (cessionario/Committente) non sono presenti nell’anagrafe tributaria;
  • non c’è coerenza tra i valori dell’imponibile, dell’aliquota Iva e dell’iva (cosa che accade ad esempio quando con imponibile pari ad Euro 100 e aliquota pari a 22% il campo Iva non è uguale a
    Euro 22).

 
Il Sistema di Interscambio dovrebbe inviare tale ricevuta NS entro 5 giorni dalla ricezione della fattura.

 

Se il contribuente riceve questa ricevuta, significa che la fattura da lui inviata è da considerarsi NON emessa (v. al riguardo art. 2.4 del Provv.to 30/4/2018).

 

Contenuto della Notifica Scarto:

  • identificativo SdI;
  • Nome file;
  • Data Ora Ricezione;
  • Riferimento archivio:
    • Identificati SdI;
    • Nome file;
  • Message Id;
  • Note. 

 

RC – è l’acronimo che ci indica quando ci viene inviata una Ricevuta Consegna nel caso in cui i documenti elettronici inviati allo SdI sono andati  a buon fine nel loro processo di invio da parte dello SdI al Soggetto (cessionario o committente) destinatario (Provv.to del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30/4/2018, v. punto 10.1.1.1 di tale Provv.to).

 

La fattura, in questo caso, è da considerarsi emessa a tutti gli effetti, oltre che consegnata.

 

Contenuto della Ricevuta Consegna:

  • identificativo SdI;
  • Nome file;
  • Hash;
  • Data Ora Ricezione;
  • Data Ora Consegna;
  • Destinatario;
  • Message Id; 

 
La fattura, in questo caso, è da considerarsi emessa a tutti gli effetti, oltre che consegnata.
 
 
MC – è l’acronimo che ci indica quando ci viene inviata una notifica Mancata Consegna nel caso in cui i documenti elettronici inviati allo SdI non sono andati  a buon fine nel loro processo di invio da parte dello SdI al Soggetto (cessionario o committente) destinatario (Provv.to del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30/4/2018, v. punto 10.1.1.1 di tale Provv.to).

 

Ci sono due casistiche generali per la mancata consegna:

 

CASO 1 – può accadere che l’operazione di recapito al destinatario da parte dello SdI non riesca e fallisca perché, ad esempio:

  • la casella PEC del cessionario/committente è esistente, ma piena;
  • il codice destinatario del cessionario/committente è esistente, ma momentaneamente spento.

 

In questi casi, lo SdI invia al soggetto trasmittente, nel caso della fatturazione tra privati (BtB e BtC), la Ricevuta di impossibilità di recapito ma attenzione il documento deve essere comunque considerato come emesso a tutti gli effetti nei confronti dello Stato e bisogna tempestivamente attraverso altri canali di comunicazione che:

  • la fattura è stata emessa;
  • l’originale è a disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate.

 

La comunicazione può essere effettuata anche mediante la consegna di una copia informatica o analogica della fattura elettronica. 

 

CASO 2 – Si rammenta che nei seguenti casi il cessionario/committente: 

  • non ha comunicato al cedente/prestatore il suo indirizzo telematico (pec o codice destinatario);
  • è un soggetto definibile come consumatore finale privo di partita IVA;
  • è un operatore in regime di vantaggio;
  • è un operatore in regime forfetario;
  • è un piccolo agricoltore che non ha comunicato l’indirizzo telematico.

 
Dovrà compilare la fattura o nota di credito elettronica riempiendo il campo codice destinatario con il valore 0000000.

 

I tutti e due i casi se il documento sarà a disposizione nell’area riservata in Fatture e Corrispettivi e il cedente/prestatore dovrà consegnare direttamente al cessionario/committente una copia informatica o analogica della fattura elettronica, comunicando contestualmente che il documento è messo a disposizione nella sua area riservata.

 

ATTENZIONE: si rammenta al riguardo che Fattura24 non si occupa automaticamente di tali attività accessorie e conseguenti di comunicazione con il soggetto destinatario, che dovranno essere compiute autonomamente dall’Utente.

 

Fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione (Fattura PA)

NS – è l’acronimo che ci indica quando ci viene inviata una Notifica Scarto del documento elettronico di vendita inviato allo SdI definita dal D.M. 3 aprile 2013, n. 55, allegato B-1, punto 1.3.

 

Quando il cedente/prestatore riceve tale notifica, così come accade anche nella fatturazione tra privati, la fattura o la nota di credito devono intendersi NON emesse.

 
 
RC – se i controlli di validità e completezza del documento elettronico vanno a buon fine, lo SdI recapita la fattura o nota di credito elettronica alla PA (Cessionaria o Committente) destinataria.

 

Se l’operazione di recapito riesce, il Sistema di Interscambio trasmette al soggetto trasmittente la Ricevuta di consegna
per comunicare l’avvenuta consegna del file al destinatario.

 

ATTENZIONE: Come rilevato anche dalla circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze 31 marzo 2014, n. 1 (v. art. 3), il rilascio, da parte del Sistema di Interscambio, della ricevuta di consegna RC, è sufficiente a provare la sua ricezione da parte della Pubblica Amministrazione cessionaria/committente.

 
In questo caso la ricevuta RC non è una ricevuta definitiva e non conclude il procedimento di fatturazione perché deve essere necessariamente seguita da altre ricevute tipiche della fatturazione PA.

 

La PA ha la possibilità di inviare, entro 15 giorni, una notifica di rigetto della fattura chiedendo allo SdI di inviare al soggetto trasmittente una notifica esito di rigetto.

 

Se nei detti 15 giorni la PA non accetta o rifiuta espressamente la fattura, lo SDI invierà allora al mittente la ricevuta decorrenza termini, che attesterà la emissione della fattura a tutti gli effetti.
 
 
NE – la notifica di esito cedente/prestatore inviata dallo SdI al soggetto trasmittente per comunicare l’esito (accettazione o rifiuto della fattura) dei controlli effettuati sul documento ricevuto dalla PA destinataria.

 

Per ogni fattura elettronica, il Sistema di Interscambio: 

  • permette alla PA destinataria che abbia positivamente ricevuto la fattura di inviare allo stesso SdI una notifica di accettazione o rifiuto della fattura;
  • nel caso che l’accettazione o il rifiuto siano in tal maniera comunicati nei detti 15 giorni, provvede ad inoltrare la volontà della PA al soggetto trasmittente, appunto, con la notifica NE.

 

Leggendo il contenuto della NE, dunque, il soggetto trasmittente:

  • potrà verificare se la PA cessionaria/committente ha accettato o rifiutato la fattura;
  • nel caso di rifiuto, potrà eventualmente anche verificare il motivo dell’eventuale rigetto e le modalità di compilazione che la PA richiede perché la fattura sia accettata, ma queste informazioni, però, saranno accessibili solo nel caso che la stessa PA abbia effettivamente compilato il campo descrizione nella predisposizione della sua risposta inoltrata allo SdI.

 

A volte, l’esito (rigetto o rifiuto) può essere segnalato dalla PA anche solo indicando la sigla del tipo di esito, che potrà quindi essere:

  • EC01 – che vale come accettazione;
  • EC02 – che vale come rifiuto.

 

Nel caso dunque che l’esito comunicato all’interno della NE sia EC02 potrà:

  • correggere la fattura e re-inviarla corretta, con lo stesso numero e la stessa data (ma non lo stesso numero progressivo del file), al Sistema di Interscambio (che quindi NON la considererà come un duplicato);
  • in alternativa, emettere apposta nota di credito elettronica.

 

E’ sempre consigliabile che il cedente/prestatore contatti separatamente la PA cessionaria/committente per conoscere nel dettaglio il motivo dell’eventuale rifiuto ed eventualmente per concordare i conseguenti passi e procedure da seguire.

 

Nel caso in cui la PA cessionaria/committente dovesse contattare direttamente il soggetto trasmittente per segnalare errori in fattura elettronica e consigliando eventuali modifiche senza aver inviato la NE (positivo o negativo) e senza che i 15 giorni di decorrenza termini siano scaduti (v. al riguardo la descrizione, posta qui più avanti, della ricevuta DT), si consiglia al soggetto trasmittente di concordare con il proprio commercialista il da farsi-.

 

Apparirebbe però opportuno comunicare agli Uffici della PA cessionaria/committente che il soggetto trasmittente non può fare nulla finché l’ufficio non risponda con una NE o finché i suddetti 15 giorni non siano scaduti.

 

La PA destinataria, però, invece che inviare un notifica di esito, può decidere di NON comunicare per nulla allo Sdi l’esito della fattura (rifiuto accettazione).

 

In questi casi, decorsi 15 giorni, il Sistema di Interscambio invia al soggetto trasmittente la ricevuta DT, qui di seguito descritta.

 

DT – È la notifica per la decorrenza termini inviata dallo SdI sia al soggetto trasmittente sia al soggetto ricevente per comunicare la decorrenza del termine limite per la comunicazione dell’accettazione/rifiuto.

 

Il Sistema di Interscambio invia questa notifica quando, entro il termine dei 15 giorni indicato più sopra, la PA cessionaria/committente non comunica allo stesso SdI la volontà esplicita di accettare o rifiutare la fattura.

 

La notifica DT ha la funzione di comunicare alle due parti (trasmittente e ricevente) che il Sistema di Interscambio considera chiuso il processo di fatturazione relativo a quella fattura, la quale sarà quindi da considerarsi fiscalmente emessa (pur senza valore civilistico di riconoscimento di debito).

 

MC – questa è la notifica di mancata consegna che viene inviata dallo SdI al soggetto trasmittente nei casi in cui fallisca l’operazione di consegna del file alla PA destinataria.

 

Questa notifica viene inviata ad esempio quando sussistano problemi tecnici, non dipendenti dal Sistema di Interscambio, relativi al canale di trasmissione della Pubblica Amministrazione destinataria; problemi tali da impedire allo stesso SdI di consegnare la fattura a quella specifica PA.

 

I tempi per l’invio della notifica MC da parte dello SdI sono indicati in 48 ore, se il canale di comunicazione tra Sdi e PA è costituito dalla PEC, e di 24 ore negli altri casi.

 

Lla ricezione da parte del Sistema di Interscambio della notifica MC in questione è sufficiente a provare che lo stesso SdI ha ricevuto la fattura (o nota di credito) trasmessa dal cedente /prestatore e quindi a considerare tale stessa fattura come emessa a tutti gli effetti.

 

Il procedimento di fatturazione non può dirsi tuttavia concluso, in quanto manca ancora l’attestazione di ricezione da parte della PA dunque può prevedere l’invio di altre notifiche da parte dello SdI al soggetto trasmittente, la NE, la DT e la AT.

 

AT – nel caso che lo SdI non riesca a consegnare la fattura o la nota di credito alla PA destinataria lo stesso SdI compie le seguenti operazioni:

  • notifica al soggetto trasmittente la sopra menzionata notifica MC di mancata consegna;
  • contatta la PA destinataria affinché questa provveda a risolvere tempestivamente il problema ostativo alla trasmissione;
  • se il problema di trasmissione, entro 10 giorni dalla notifica della MC, viene risolto, provvede in automatico ad inviare la fattura o nota di credito alla PA destinataria.
  •  

 

Se invece il problema di trasmissione non viene risolto entro i 10 giorni dall’invio della notifica MC, il Sistema di Interscambio invia al soggetto trasmittente la AT, che è la attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito.

 

Questa è la notifica inviata dallo SdI al soggetto trasmittente per attestare l’avvenuta ricezione della fattura (da parte dello stesso Sdi) e la definitiva impossibilità di recapitare il file alla PA destinataria.

 

L’attestazione trasmissione dà diritto al soggetto trasmittente di recapitare la fattura alla PA destinataria utilizzando canali a lui noti (es. Posta Elettronica Ordinaria, PEC, etc.) senza ulteriori passaggi attraverso lo SdI.

 

Riepilogo delle più importanti norme sulla FE e sulle relative ricevute:

  • commi 209-214 della L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica verso le P.A.);
  • D.M. Mef del 3 aprile 2013, n. 55 (“Regolamento” in materia di fattura elettronica alla PA) e allegate “Specifiche tecniche”;
  • Circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 1 del 31 marzo 2014 (“Circolare interpretativa” del d.m. 55/2013 in tema di fatturazione elettronica verso la PA);
  • D.Lgs 5 agosto 2015, n. 127 (‘Trasmissione telematica delle operazioni IVA” e istituzione della fatturazione elettronica tra privati);
  • Provv.to del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 sulla fatturazione elettronica tra soggetti privati (“Regole Tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche …”) e relativo Allegato A (specifiche tecniche),
  • art. 21 del d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633 (Disciplina dell’imposta sul valore aggiunto) e disp.ni collegate,
  • art. 39 del D.p.r. 633/1972 (Requisiti della Conservazione ai fini fiscali);
  • D.M. Mef del 17 giugno 2014 (Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici);
  • Circolare dell’Agenzia Entrate n. 18/E del 24 giugno 2014 (IVA, Ulteriori istruzioni in tema di fatturazione);
  • L. n. 82/2005 (CAD, Codice dell’Amministrazione Digitale);
  • successive modifiche ed integrazioni di tali normative e disposizioni.