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Credito d’imposta

Il credito d'imposta è una tecnica di liquidazione del tributo cioè un diritto di credito a favore del contribuente nei confronti dell'ente impositore.

Nel diritto tributario il contribuente (creditore) è il soggetto passivo d'imposta ed il debitore risulta essere l'ente impositore.

Il contribuente riceve un rimborso, in quanto l'ammontare pagamenti sostenuti (investimenti) a titolo d'imposta sono superiori rispetto al debito sulla dichiarazione dei redditi, oppure il contribuente beneficia di un credito che attenui l'obbligo tributario sull'ente impositore.

La riforma del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) sul credito d'imposta è rivolta alle partite IVA per stimolare gli investimenti (clicca qui).

Abbiamo 3 area tematiche su cui ci concentreremo per il credito d'imposta:

  1. Investimenti in beni strumentali;
  2. Ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica;
  3. Formazione 4.0.

Queste tre aree tematiche rientrato nel Piano nazionale Transizione 4.0 che fa parte del PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).

1. Investimenti per beni strumentali

È rivolto alle imprese che investono sui beni strumentali nuovi, materiali o immateriali e comunque utili per la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Per l'anno 2021 vengono considerate le aliquote al:

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Per l'anno 2022 vengono considerate le aliquote al:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Allegato A

Nell'allegato A si elencano gli investimenti sui beni materiali tecnologicamente avanzati (L. 232/2016, ex iper ammortamento):

  • sugli utensili:
    • per l'asportazione tramite laser e altri processi a flusso di energia (plasma, waterjet, fascio di elettroni), di elettroerosione e processi elettrochimici;
    • per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali;
    • di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita;
    • per l'assemblaggio, la giunzione e la saldatura;
    • per il confezionamento e l’imballaggio;
  • sugli impianti e sugli utensili per la realizzazione di prodotti;
  • sui robot, sui robot collaborativi e sui sistemi multi-robot;
  • sui sistemi e sugli utensili per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici;
  • sulla manifattura additiva utilizzata in ambito industriale;
  • sulle macchine motrici e operatrici, di movimentazione, per la pesatura e per la cernita automatizzata dei pezzi;
  • sugli strumenti e sui dispositivi per il carico e lo scarico;
  • per le macchine per la movimentazione;
  • sui dispositivi di sollevamento e sulla manipolazione automatizzati;
  • sull'AGV e sui sistemi di convogliamento e sulla movimentazione flessibile, e/o su quelli dotati di riconoscimento dei pezzi;
  • sui magazzini automatizzati e per quelli interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

Allegato B

Nell'allegato B si elencano gli investimenti sui beni immateriali tecnologicamente avanzati funzionali al processo di trasformazione 4.0 (L. 205/2017); software, sui sistemi, sulle piattaforme e sulle applicazioni per:

  • la progettare, definire e qualificare le prestazioni e la produzione di manufatti in materiali non convenzionali;
  • l' archiviare e la digitalizzare del sistema informatico aziendale sul ciclo di vita del prodotto;
  • progettare e ri-progettare i sistemi produttivi;
  • il supporto alle decisioni per interpretare i dati analizzati sul campo per migliorare la qualità e l’efficienza del sistema di produzione;
  • gestire e coordinare la produzione e l'integrazione delle attività di servizio;
  • monitorare e controllare le condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e o con soluzioni cloud;
  • la realtà virtuale;
  • il reverse modeling e engineering;
  • l'Industrial Internet of Things;
  • il dispatching sull'attività e l’instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi;
  • gestire la qualità del sistema produttivo e dei processi;
  • il cloud computing;
  • l'industrial analytics sul trattamento ed elaborazione dei big data provenienti dai sensori IoT;
  • l'artificial intelligence e machine learning;
  • il cybersystem;
  • utilizzare lungo le linee produttive i robot, robot collaborativi e macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualità dei prodotti finali e la manutenzione predittiva;
  • il wearable device;
  • i dispositivi e nuove interfacce tra uomo/macchina (dati vocali, visuali e tattili);
  • gli impianti intelligenti per l'efficienza energetica e per decentralizzare la produzione e/o lo stoccaggio di energia da demandare (almeno parzialmente) alla fabbrica;
  • la cybersecurity;
  • la virtual industrialization.

Come accedere

Le partite IVA devono presentare:

  • una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale;
  • un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

Sia l'ingegnere che il perito industriale devono essere iscritti nei rispettivi albi professionali.

Nella perizia tecnica deve risultare che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali poter essere inclusi negli allegati (A e B) e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Il costo sostenuto non deve essere superiore ai 300.000 euro ed è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante.

2. Ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica

È rivolto alle imprese che investono in setori scientifici e tecnologici:

  • della ricerca;
  • dello sviluppo;
  • dell'innovazione;
  • del design;
  • del green.

Per questi settori si riconosce un credito pari al 12% sulle spese che rientrano nell'agevolazione per un limite massimo di 3 milioni di euro.

Per questi investimenti è possibile compensare solo con tre quote annuali dello stesso importo e con decorrenza successiva a quella di maturazione.

La base per il calcolo del credito deve essere al netto rispetto alle altre sovvenzioni o contribuzioni ricevute.

È possibile richiede il credito anche per più attività nello stesso periodo d'imposta.

Come accedere

Viene applica alle spese sostenute nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31/12/2019 nei settori sopra indicati.

Il sostenimento delle spese deve risultare da una certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Le imprese, non obbligate alla revisione legale dei conti, possono aumentare il credito d’imposta (massimo 5.000 euro) inserendo le spese sostenute per la certificazione.

Le imprese sono tenute a scrivere e conservare una relazione tecnica sull'attività svolte per:

  • le finalità;
  • i contenuti;
  • i risultati.

Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione sono tenute a comunicarlo al Ministero dello sviluppo economico.

Il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione sono stabiliti da un decreto direttoriale.

La comunicazione è richiesta solo per acquisire le informazioni sull’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure.

3. Formazione 4.0

È utile alle imprese che vogliono e/o devono investire nella formazione dei dipendenti e degli stessi imprenditori.

Le attività di formazione sono a disposizione del personale dipendente.

Nel caso in cui la formazione sia esterna all’impresa sono riconosciute le attività di formazione da parte:

  • di soggetti accreditati e finanziati:
    • dalla Regione o Provincia autonoma;
    • dai fondi interprofessionali (regolamento CE 68/01 del 12/0/2001);
  • da Università pubbliche o private, e/o strutture a esse collegate;
  • di soggetti certificati (norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37);
  • ITS.

Attività formative riconosciute

Le attività formative riguardano i settori:

  • delle vendite;
  • del marketing;
  • dell'informatica;
  • delle tecniche produttive;
  • della tecnologia di produzione.

Quindi per le seguenti tematiche:

  • sui big data e sull'analisi dei dati;
  • sul cloud e sul fog computing;
  • sulla cyber security;
  • sulla simulazione e sui sistemi cyber-fisici;
  • per la prototipazione rapida;
  • per i sistemi di visualizzazione della realtà virtuale (rv) e della realtà aumentata (ra);
  • sulla robotica avanzata e robotica collaborativa;
  • sull'interfaccia tra uomo e macchina;
  • sulla manifattura additiva o sulla stampa tridimensionale;
  • su l'internet delle cose e su l'internet delle macchine;
  • sull'integrazione digitale dei processi aziendali.

Come accedere

Nella dichiarazione bisogna indicare il reddito relativo al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Il credito è utilizzabile in compensazione presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

La decorrenza dal periodo d’imposta deve essere successiva a quella del sostenimento delle spese.

Il sostenimento delle spese deve risultare in una certificazione (da allegare al bilancio) rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono avvalersi delle prestazioni di:

  • un revisore legale dei conti;
  • una società di revisione legale dei conti.

Sono escluse dall’obbligo della certificazione le imprese con bilancio revisionato.

Le spese sostenute dalle partite IVA per la certificazione contabile possono sommarsi al credito d'imposta per un massimo di 5 milioni di euro.

I beneficiari del credito d’imposta devono redigere e conservare:

  • una relazione sull'organizzazione e sui contenuti delle attività svolte;
  • un documento contabile e amministrativo valido per la corretta applicazione del beneficio nei limiti imposti;
  • i registri nominativi per lo svolgimento delle attività formative firmati dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno all’impresa.

Le imprese interessate sono tenute a comunicarlo al Ministero dello sviluppo economico.

La comunicazione è richiesta per prendere le informazioni utili a valutare le misure adottate secondo:

  • l’andamento;
  • la diffusione;
  • l’efficacia.

Anno 2021 e 2022

Si considera un 20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

Per gli altri beni strumentali materiali si fa riferimento alla modifica del Super Ammortamento e che si differenziano da quelli ricompresi nell'allegato A.

Per l'anno 2021 si considera un 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro; mentre per l'anno 2022 si considera un 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Gli altri beni strumentali immateriali i differenziano da quelli nell'allegato A e vengono considerate le aliquote al:

  • 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro per l'anno 2021;
  • 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro per l'anno 2022;
  • 15% se i beni riguardano investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di modalità di lavoro agile (art. 18 della L. n° 81 del 22/05/2017).

È cumulabile con altre agevolazioni che come oggetto hanno gli stessi costi nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto.

Vantaggi del credito d'imposta

Il credito d'imposta serve a supportare ed incentivare le imprese e i liberi professionisti che investono in beni:

  • strumentali nuovi;
  • materiali;
  • immateriali;
  • funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

L'unica condizione imposta è che entro il 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Rispettando questa condizione viene riconosciuto un credito per gli anni 2021 e 2022.

Qui di seguito elenchiamo i vantaggi per chi vuole aderire:

  • sull'anticipazione e riduzione della compensazione:
    • sugli investimenti in beni strumentali e immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi e compensi minori di 5 milioni di euro, fruibile in un anno;
    • è ammessa la compensazione immediata dell’anno in corso del credito sugli investimenti in beni strumentali;
    • la fruizione è ridotta a 5 anni per i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali;
  • sulla maggiorazione dei tetti e delle aliquote per:
    • i beni materiali e immateriali:
      • è al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali per il 2021;
      • è al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per l'implementazione del lavoro agile;
      • ha estensione del credito sui beni immateriali non 4.0 sugli investimenti con aliquota al 10% (2021) e al 6% (2022);
    • i beni materiali 4.0 per spese in euro inferiori:
      • a 2,5 milioni con aliquota al 50% (2021) e al 40% (2022);
      • a 2,5 milioni e fino a 10 milioni con aliquota al 30% (2021) e al 20% (2022);
      • da 10 milioni e fino a 20 milioni con aliquota al 10% (2021 e 2022);
    • i beni immateriali 4.0 con:
      • l'aliquota al 20%;
      • un massimale da 700 mila euro a 1 milione di euro;
  • sulla ricerca & sviluppo è al 20% con massimale da 4 milioni di euro;
  • sull'innovazione tecnologica è al 10% con massimale da 2 milioni;
  • sull'innovazione green e digitale al 15% con massimale da 2 milioni;
  • sul design e sull'ideazione estetica è al 10% con massimale da 2 milioni;
  • sulla formazione 4.0:
    • con un estensione del credito per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori;
    • è riconosciuto nel biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).

Validità del credito d'imposta

La riforma è stata approvata dal Governo e dalla Commissione Europea e avrà una validità biennale.

La decorrenza è stata anticipata al 16/11/2020.

È stata confermata la possibilità di beneficiare del credito anche con il versamento di un acconto per contratti d'acquisto fatti entro il 31/12/2022 sui beni strumentali.

L'anticipo dovrà corrispondere al 20% dell'importo e della consegna dei beni nei 6 mesi successi alla scadenza del 31/12/2022, quindi entro il 31/06/2023.

Chi può accedervi

Tutte le partite IVA residenti nel territorio dello Stato; incluse le stabili organizzazioni non residenti, indipendentemente:

  • dalla natura giuridica;
  • dal settore economico di appartenenza;
  • dalla dimensione;
  • dal regime contabile;
  • dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Il credito d'imposta per gli investimenti in altri beni strumentali, materiali e tradizionali è riconosciuto anche agli esercenti di arti e professioni, ai soggetti aderenti al regime forfetario, alle imprese agricole e marittime.

Sono escluse le imprese in stato di:

  • liquidazione volontaria;
  • fallimento;
  • liquidazione coatta amministrativa;
  • concordato preventivo senza continuità aziendale;
  • altra procedura concorsuale.

Sono inoltre escluse le imprese che hanno sanzioni interdittive ('art 9, comma 2,  Dlgs n° 231 del 8/06/2001).

La fruizione deve rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali ai lavoratori.

La richiesta del credito deve essere effettuata con una comunicazione al MISE e il modello e le modalità saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale ed è richiesta per il monitoraggio sull'andamento, la diffusione e l'efficacia delle misure agevolate.

La fruizione è determinata anche dal rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Modello F24

Qui di seguito abbiamo scritto una guida veloce per una corretta compilazione del modello F24.

Fate sempre un confronto con il vostro Consuelnete fiscale (Commercialista, Tributarista, Eseperto contabile e Ragioniere) prima di inviare il modulo F24 che avete compilato per evitare ipotetici errori di compilazione.

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato i codici tributo del piano PNRR per richiedere il credito d'imposta.

I seguenti codici andranno in compensazione al credito tramite il modello F24, da presentare esclusivamente per via telematica.

Dove indicare i tributi del credito

I dati dei crediti d’imposta fruiti a valere su fondi del PNRR vanno indicati, a fini di monitoraggio, anche nelle dichiarazioni dei redditi dei beneficiari; in particolare:

  • 6933 nel quadro RU sez. I codice 2H e nella sez. IV rigo RU120 col. 2;
  • 6934 nel quadro RU sez. I codice 3H e nella sez. IV rigo RU120 col. 3;
  • 6935 nel quadro RU sez. I codice L3 e, al fine di rilevare gli investimenti relativi ai soli beni immateriali (gli unici finanziati dal PNRR), nella sez. IV rigo RU130 col. 2 e col. 3;
  • 6936 nel quadro RU sez. I codice 2L e nella sez. IV rigo RU130 col 5;
  • 6937 nel quadro RU sez. I codice 3L e nella sez. IV rigo RU130 col 6.

I dati relativi ai codici tributo 6938 e 6897 andranno inseriti nelle dichiarazioni dei redditi per gli anni d’imposta successivi. L’Agenzia fornirà quindi per tempo le necessarie indicazioni.

Investimenti in beni strumentali nuovi

  • 6932: per investimenti in beni strumentali nuovi e diversi da quelli presenti negli allegati A e B (art 1, comma 188, L. 160/2019);
  • 6933: per investimenti in beni strumentali nuovi presenti nell'allegato A (art 1, comma 189, L. 160/2019);
  • 6934: per investimenti in beni strumentali nuovi presenti nell'allegato B (art 1, comma 190, L. 160/2019);
  • 6935: per investimenti in beni strumentali nuovi e diversi da quelli presenti negli allegati A e B (art 1, commi 1054 e 1055, L. 178/2020);
  • 6936: per investimenti in beni strumentali nuovi presenti nell'allegato A (art 1, commi 1056 e 1057, L. 178/2020);
  • 6937: per investimenti in beni strumentali nuovi presenti nell'allegato B (art 1, comma 1058, L. 178/2020).

Ricerca e sviluppo e altro

  • 6938: per investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative (art 1, comma 198, L. 160/2019);
  • 6939: per un ulteriore incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo delle regioni del mezzogiorno (art 244, comma 1, Dl 34/2020);
  • 6940: per un ulteriore incremento degli investimenti nelle regioni del sisma del centro Italia (art 244, comma 1, Dl 34/2020).

I codici 6939 e 6940 devono essere utilizzati esclusivamente per le seguenti condizioni:

  • se siete in una zona terremotata del centro Italia;
  • se siete nell'area del mezzogiorno.

Formazione 4.0

  • 6897: per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie (art. 1, commi da 46 a 56, della legge n. 205/2017 e art. 1, commi da 78 a 81, della legge n. 145/2018).

I codici dei tributi per il piano PNRR vanno inseriti nella sezione erario e in corrispondenza della colonna importi a credito compensati nei casi in cui si deve procedere al riversamento del credito nella colonna importo a debiti versati.

Per quanto riguarda il campo anno di riferimento dovete inserire la data di maturazione del credito nel formato AAAA.