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Graphe.it: due chiacchiere con Roberto Russo

#LaMiaPrimaFattura

Oggi, per il progetto La mia prima fattura, abbiamo avuto il piacere di incontrare Roberto Russo di Graphe.it. La Graphe.it edizioni si propone di dare voce a scrittori, esordienti o meno, che hanno qualcosa da dire in maniera nuova e che, forse, non trovano ascolto. Abbiamo ascoltato con estremo interesse gli aneddoti divertenti raccontati da Roberto.

 

Qui di seguito trovate un breve estratto della video intervista realizzata via Skype da Carlo.

 

1. Ciao Roberto, com’è nata l’idea di aprire una casa editrice?

 

È nata circa 12 anni fa quando ancora il web non era così diffuso ed era innanzitutto una passione; mi ricordo che anche da piccolo alle elementari facevamo i libri scritti a mano ma la decisione di aprire una casa editrice fu dovuta ad una sorta ripicca; dovevamo pubblicare un libro e nessun editore lo accettava – eppure era un libro di grammatica per stranieri, quindi un libro pratico e facilmente vendibile.

 

Allora ci siamo informati per sapere cosa servisse per aprire una casa editrice e stranamente era una cosa facilissima, bastava fare una comunicazione alla prefettura; così nasce l’avventura di Graphe.it. Tra l’altro siamo anche stati i primi a vendere un e-book, fu presentato al salone del libro di Torino ed eravamo 13 editori ma il primo a caricare fisicamente il primo e-book nella piattaforma sono stati io; quindi mi posso fregiare di questo titolo (sorride).

 

2. Quali sono le difficoltà di avere una casa editrice oggi? Deve essere una bella sfida soprattutto adesso.

 

Adesso si perché innanzitutto c’è internet che fa da discrimine sia per il bene che per il male. Il fatto è che tutti scrivono oggi e tutti pensano saperlo fare. Noi come casa editrice pubblichiamo soprattutto saggistica ma a volte vengono sottoposti testi che si vede che sono copiati e purtroppo in questo cose internet, i social network hanno fatto abbassare molto il livello qualitativo.

 

3. Dal punto di vista del business, quali sono le principali difficoltà che riscontri?

 

Noi siamo una casa editrice medio piccola quindi non si possono fare paragoni con le grandi case editrici comunque la prima difficoltà è fare arrivare il libro al lettore perché ovviamente non basta averlo scritto e pubblicato ma è necessario che arrivi nelle librerie e online. Questo processo è composto da molti intermediari: la promozione e la distribuzione, in primis, i quali prendono il 60% dell’importo finale, per cui una casa editrice deve fare uscire l’impaginazione, la stampa, la spedizione e i diritti di autore dal restante 40%.

 

4. Tornando indietro nel tempo, c’è qualcosa che faresti diversamente? Quali sono i consigli che daresti ai futuri startupper?

 

Errori senza dubbio ne ho commessi. Uno di questi è non aver fatto buone indagini di mercato all’inizio perché la passione è importante ma bisogna valutare il mercato di riferimento e poi un altro errore – ma che dipende dal mio carattere – la difficoltà a rapportarmi con gli altri, quindi bisogna curare l’aspetto delle pubbliche relazioni, investire insomma su una persona che sappia proporre il tuo progetto perché altrimenti si possono fare anche ottimi prodotti però poi ti rimangono in magazzino.

 

I consigli di Roberto

 

Tip di Roberto: fate indagini di mercato prima di buttarvi e date valore alle pubbliche relazioni.

 

Il video completo

 

 

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