Canale di invio e ricezione
accreditato SdI

Sistema di Interscambi

Telefono
+39 06-40402261

Regime forfettario 2021

Guida pratica

Regime forfettario 2021

Guida pratica

Fattura elettronica

Prova Fattura24

GRATIS

per 30 giorni

CLICCA QUI

Il regime forfetario è un regime fiscale agevolato per la tassazione sostitutiva dell’IRPEF, destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

 

Con la legge di bilancio 2021 non sono state fatte modifiche sui limiti e requisiti per l’accesso rispetto all’anno precedente:

  • confermata la flat-tax del 5% per le  nuove partite IVA che segue i requisiti introdotto l’anno precedente;
  • confermata la flat-tax del 15% per il passaggio al regime agevolato;
  • confermato il limite massimo dei 65.000 € di ricavi o compensi per accedere al regime agevolato;
  • confermato che la fatturazione elettronica è a discrezione quindi facoltativa (adottarla porterebbe dei benefici fiscali);
  • confermati i limiti al lavoro dipendente;
  • confermati i limiti alle spese per compensi dei collaboratori.

 

Requisiti di accesso al regime forfetario 2021

Con la legge 178 del 30-12-2020 il Governo aveva lasciato in alterato, rispetto gli anni precedenti, i limiti ed i requisiti per l’accesso al regime agevolato con una tassazione  al 15% per le attuali partite IVA e del 5% per le nuove partite IVA.

 

Con riferimento all’anno d’imposta del 2020 è possibile applicare il regime forfettario alle partite IVA secondo i seguenti parametri:

  • conseguire ricavi o percepire compensi, relativi all’anno, per un massimo di 65.000 €, esercitando più attività con codici ATECO differenti occorre considerare la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate;
  • sostenuto spese per un importo complessivo non superiore a 20.000 € al lordo per:
    • lavoro accessorio;
    • lavoro dipendente;
    • compensi a collaboratori anche a progetto comprese le somme erogate sotto forma di utili:
      • da partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro;
      • per le prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari.
  • conseguimento di redditi da lavoro non superiore a 30.000 € al lordo per:
    • dipendente esclusi dimessi o licenziati;
    • assimilati;
    • pensioni.

 

Per quanto riguarda il compensi dei collaboratori il limite massimo è pari a 20.000 € introdotto nel 2020 rispetto ai 5.000 € degli anni precedenti.

 

Cause di esclusione (ostative)

Una serie di parametri da valutare sono quelli riferiti alle cause ostative introdotte nella legge di bilancio del 2019 e si riferiscono alle quote di controllo delle SRL e alle prestazioni effettuate per i vecchi datori id lavoro.

 

Non possono accedere al regime forfetario per le seguenti cause ostative:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • i non residenti ad eccezione di coloro che risiedono in paesi che assicurino un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato:
    • Stati membri dell’Unione Europea;
    • Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo;;
  • i soggetti che effettuano operazioni di cessione:
    • di fabbricati;
    • porzioni di fabbricato;
    • terreni edificabili;
    • di mezzi di trasporto nuovi;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente:
    • a società di persone;
    • associazioni professionali;
    • imprese familiari ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata;
    • associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta fatta eccezione per chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • coloro che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro, tranne nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente nell’anno precedente sia cessato (sempre che in quello stesso anno non sia stato percepito un reddito di pensione o un reddito di lavoro dipendente derivante da un altro rapporto di lavoro).

 

Attenzione: il regime forfetario cessa di avere efficacia a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche uno solo dei requisiti di accesso ovvero si verifica una delle cause di esclusione.

 

Reddito, tassazione ridotta e semplificazione

Chi applica il regime forfetario determina il reddito imponibile applicando, all’ammontare dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti, il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata.

 

Accedere al regime forfettario porta i seguenti vantaggi:

  • tassazione ridotta del 5% per le nuove partite IVA;
  • tassazione ridotta del 15% per il passaggio delle vecchie partite IVA;
  • riduzione contribuzione INPS;
  • semplificazione imposte sui redditi a fini IVA;
  • non si addebita l’IVA ai clienti quindi non liquidando l’imposta è esonerato da:
    • presentazione dichiarazione IVA;
    • registrazione corrispettivi;
    • registrazione fatture emesse;
    • registrazione fatture ricevute.

 

Attenzione: l’esonero dagli obblighi per la fatturazione elettronica non esclude l’obbligo dello scontrino elettronico alle partite IVA minori.

 

Per quanto riguarda il calcolo della redditività sull’imposta sostitutiva bisogna ricordare che per quelli che applicano o aderiscono al regime forfettario che il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività sugli importi dei ricavi e dei compensi percepiti.

 

Qui di seguito alcuni coefficienti suddivisi per codice ATECO:

  • Industrie alimentari – 40%:
    • ATECO 10;
    • ATECO 11;
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio – 40%:
    • ATECO 45;
    • ATECO dal 46.2 al 46.9;
    • ATECO dal 47.1 al 47.7;
    • ATECO 47.9;
  • Commercio ambulante ei prodotti alimentari e bevande – 40%:
    • ATECO 47.81;
  • Commercio ambulante di altri prodotti – 54%:
    • ATECO 47.82;
    • ATECO 47.89;
  • Costruzioni e attività immobiliari – 86%:
    • ATECO 41-42-43;
    • ATECO 68;
  • Intermediari del commercio – 62%:
    • ATECO 46.1;
  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione – 40%:
    • ATECO 55;
    • ATECO 56;
  • Attività professionali , scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi – 78%:
    • ATECO 64-65-66;
    • ATECO 69-70-71-72-73- 74-75;
    • ATECO 85;
    • ATECO 86-87-88;
  • Altre attività economiche – 67%:
    • ATECO 01-02-03;
    • ATECO dal 05 al 09;
    • ATECO dal 12 al  33;
    • ATECO 35;
    • ATECO dal 36 al 39;
    • ATECO dal 49 al 53;
    • ATECO dal 58 al 63;
    • ATECO dal 77 al 82;
    • ATECO 84;
    • ATECO dal 90 al 93;
    • ATECO dal 94 al 96;
    • ATECO 97 e 98;
    • ATECO 99.

 

Al valore calcolato finale andranno dedotti i contributi previdenziali obbligatori.

 

Regime che premia

Come dicevamo all’inizio la Legge di Bilancio 2021 non ha esteso l’obbligo della fatturazione elettronica per chi aderisce a questo regime agevolato.

 

Per incentivare l’adesione alla fatturazione elettronica i contribuenti titolari di fatturati composte solo di fatture elettroniche verrà ridotto di un anno il termine ultimo per gli accertamenti fiscali:

  • 31 dicembre del terzo anno, o del quarto in caso di liquidazione, successivo a quello di presentazione della dichiarazione o a quello di scadenza del versamento dell’unica rata o ultima rata se il termine di versamento delle somme scade oltre il 31 dicembre;
  • 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

 

Per le partite IVA dette è previsto l’obbligo dello scontrino elettronico anche se non sono previsti esoneri per i contribuenti forfettari.

 

Maggiori vantaggi per le nuove partite IVA (startup)

Per le nuove partite IVA per intenderci le nuove attività quindi anche le startup l’adozione al regime forfettario conviene in quanto l’imposta dovuta è pari al 5% ma per un tempo limite di 5 anni.

 

Per poter aderire e usufruire di questa flat-tax del 5% che:

  • il contribuente non deve aver esercitato, anche in forma associata o familiare, nei tre anni antecedenti all’avvio dell’attività;
  • le nuove partite IVA non devono essere considerate una prosecuzione di altre attività già svolte nella forma di lavoro dipendente o autonomo esclusi periodi di praticantato svolto per l’accesso ad arti e professioni;
  • se il proseguimento deriva da un’altra attività quindi di un altro soggetto i ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta precedente non devono superare il limite dei 65.000 € per l’accesso al regime forfettario.

 

Fattura elettronica

Prova Fattura24

GRATIS

per 30 giorni

CLICCA QUI