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Come noto, la legge 244/2007 (Finanziaria 2008) ha stabilito che tutte la partite IVA residenti o stabiliti in Italia devono emettere le proprie fatture verso le Pubbliche Amministrazioni italiane, come Regioni, Comuni ed Enti Pubblici (Fattura PA) solo ed esclusivamente:

  • utilizzando il formato elettronico XML (anche nella sotto-specie xml.p7m);
  • trasmettendole tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

 

 

Le Specifiche Tecniche del procedimento di trasmissione e del file XML sono state introdotte dal DM 55/2013 (Allegato A): clicca qui.

 

La fatturazione, per poter essere fiscalmente valida, deve essere firmata digitalmente; la firma deve essere apposta dallo stesso contribuente oppure, per suo conto, dalla software house che si occupa della trasmissione allo SDI.

 

Per approfondimento sul tema della Firma digitale, vedi la nostra Guida pratica al seguente link.

 

XML

È un tipo di file con struttura standardizzata che consente di trasmettere in maniera ordinata informazioni e dati e fa si che gli stessi possano essere letti con relativa facilità dai software informatici sia del mittente, sia del ricevente la fattura.

 

È proprio per questo che è stato scelto dall’Agenzia delle Entrate per il formato della fatturazione elettronica nei confronti della Pubblica Amministrazione.

 

SISTEMA DI INTERSCAMBIO

La vera novità della fattura elettronica alla PA tramite SDI è che, contrariamente a quanto accadeva con la tradizionale fattura cartacea, non è più il contribuente-emittente ad inviare la fattura alla PA cliente.

 

Infatti, il contribuente-emittente deve trasmettere la fattura solo al Sistema di Interscambio, il quale, entro al massimo 5 giorni, si occuperà esso stesso, come un postino digitale, di trasmettere la fattura alla PA destinataria sul suo canale telematico, contraddistinto da un apposito codice univoco di 6 caratteri.

 

I codici univoci delle Pubbliche Amministrazioni possono essere rintracciati sulla banca dati IPA sul sito web dell’AgID (Agenzia Italia Digitale): clicca qui.

 

La partita IVA può trasmettere i suoi documenti elettronici allo SDI:

  • direttamente dall’interno del suo spazio riservato del sito web dell’Agenzia (Cassetto Fiscale), con l’apposita applicazione presente nella sezione Fatture e Corrispettivi;
  • oppure, tramite una software house che abbia costruito un proprio canale telematico aderente ai requisiti indicati nelle Specifiche Tecniche e sia conseguentemente accreditata presso il Sistema di Interscambio come Soggetto Intermediario, quale è Fattura24.

 

Particolarità della fattura verso la PA

Esiti del Sistema di Interscambio – possibile rifiuto della fattura da parte della PA

Lo SdI può innanzitutto scartare la fattura elettronica se contiene errori tecnici (ad es.: codice univoco inesistente); in tal caso, avvisa il mittente con apposita ricevuta di scarto.

 

In caso di fattura non scartata da SDI la Pubblica Amministrazione può, entro 15 giorni dalla ricezione, rifiutare la fattura elettronica che gli ha fatto trasmettere il cedente/prestatore, oppure accettarla espressamente.

 

Se la PA destinataria vuole rifiutare la fattura, deve trasmettere i motivi del rifiuto allo SDI, il quale a sua volta, con apposita ricevuta, li notifica al mittente.

 

Se la PA, nei 15 giorni previsti, non dà alcuna risposta, lo SDI trasmette al mittente apposita ricevuta di decorrenza termini (DT) e la fattura viene considerata fiscalmente emessa.

 

Per l’elenco di tutte le possibili ricevute-notifiche che lo SdI può trasmettere al mittente e il loro significato puoi consultare la nostra Guida pratica sulle ricevute SDI e sui codici di scarto.

 

CIG, CUP e CODICE COMMESSA

Le Pubbliche Amministrazioni richiedono, ai propri fornitori, di indicare in fattura alcuni dati obbligatori come ad esempio:

  • CIG: codice identificativo gara pubblica;
  • CUP: codice unitario di progetto;
  • Codice Commessa: codice dell’ordine richiesto dalla PA.

 

Il tracciato della fattura elettronica contiene questi campi e prevede che possano essere inseriti nel file XML nei seguenti blocchi-dati:

  • Acquisto: <Dati Ordine Acquisto> (codice 2.1.2);
  • Contratto: <Dati Contratto> (codice 2.1.3);
  • Convenzione: <Dati Convenzione> (codice 2.1.4);
  • Ricezione: <Dati Ricezione> (codice 2.1.5).

 

SCISSIONE DEI PAGAMENTI – split payment

La partita IVA che vuole emettere una fattura verso una Pubblica Amministrazione, è abbastanza frequente che debba farlo applicando il meccanismo della Scissione dei pagamenti o Split Payment ai sensi dell’art. 17-ter del D.p.r. 633/1972.

 

Questa caratteristica, se presente, deve essere segnalata nel file XML utilizzando anche il blocco-dati <Esigibilità IVA> (codice 2.2.2.7) e attribuendogli il valore S (che sta appunto per scissione dei pagamenti).

 

CONSERVAZIONE DIGITALE A NORMA

Le fatture elettroniche trasmesse tramite SDI, a FatturaPA, devono essere per legge conservate digitalmente.

 

Per rispettare le regole della conservazione digitale a norma non basta semplicemente archiviare i file xml delle fatture nel proprio computer o nel proprio software, ma bisogna rispettare i complessi requisiti di inalterabilità e data certa digitali.

 

Occorre porre in conservazione le fatture xml presso l’Agenzia delle Entrate (aderendo al suo servizio gratuito di conservazione, che è automatico) o presso un conservatore accreditato privato.

 

Per vedere con precisione come si effettua la conservazione digitale a norma e come funziona il servizio gratuito e automatico dell’Agenzia, vedi la nostra apposita Guida pratica: clicca qui.

 

Canali di trasmissione della fattura alla PA

La normativa prevede cinque modalità di invio verso il Sistema di Interscambio (SdI):

  1. Posta elettronica certificata (PEC);
  2. Via web;
  3. Utilizzando il servizio SDICoop – Trasmissione e SPCoop – Tramissione;
  4. Attraverso il servizio SDIFTP;

 

1. INVIO TRAMITE PEC

L’utilizzo della PEC per l’invio della FatturaPA è possibile per i soggetti che posseggono una casella di Posta Elettronica Certificata.

 

Questo metodo di invio non presuppone alcun accreditamento preventivo presso il SdI.

 

Con il primo messaggio di risposta, notifica di scarto o ricevuta di consegna, il sistema comunica anche l’indirizzo PEC che il trasmittente dovrà utilizzare per eventuali invii successivi.

 

Utilizzare un indirizzo PEC differente da questo non garantisce il buon fine della trasmissione.

 

2. VIA WEB

Il secondo metodo di invio è quello via web. Basterà andare qui per accedere all’applicazione da installare in modo da caricare un file FatturaPA o un file archivio attraverso un’interfaccia web (clicca qui per vedere le istruzioni).

 

Per ottenere l’accesso a questa modalità di invio è necessario possedere le credenziali Entratel o Fisconline ed essere provvisti della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) che l’Agenzia delle Entrate avrà precedentemente abilitato ai servizi telematici.

 

Se viene utilizzata tale modalità, sarà possibile verificare i file di messaggio relativi al proprio invio utilizzando l’applicazione Monitorare la FatturaPA presente nella sezione Strumenti dell’applicazione web precedentemente linkata.

 

PROCEDURA ALL’INSTALLAZIONE STAND ALONE

Prima di procedere al download di FEL18 bisogna scaricare l’ultima versione di Java Virtual Machine al seguente link: clicca qui. (il link riporta ad un file in licenza gratuita, per le partite IVA si deve acquistare una licenza Oracle

 

Nella pagina dedicata dell’agenzia delle Entrate trovate un PDF per la risoluzione dei problemi ed una Guida all’utilizzo di FEL18.

 

3. SDICOOP e SPCoop

Le modalità di invio tramite i servizi SDICoop-Trasmissione e SPCoop-Trasmissione permettono l’invio dei file e la ricezione dei file messaggio attraverso l’uso di un web service.

 

La differenza sta nel fatto che nel secondo caso si utilizza il Sistema Pubblico di Connettività (SPC) ed è necessario seguire le modalità richieste dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

 

In entrambi i casi è necessario accreditare il canale secondo le modalità definite qui.

 

4. SDIFTP (utilizzato da Fattura24)

Infine l’invio tramite Servizio SDIFTP, utilizza il protocollo SFTP (SSH File Transfer Protocol o Secure Shell File Transfert Protocol).

 

L’utilizzo di questa modalità presuppone un presidio e una struttura adeguata. È per questo più rispondente alle necessità di soggetti che movimentano elevati volumi di fatture. Anche in questo caso è necessario seguire l’iter di accreditamento.

 

Una volta effettuato l’invio, la FatturaPA raggiunge il Sistema di Interscambio (SdI) che distingue tre tipi di file:

  • I file FatturaPA: file XML con firma digitale apposta che può contenere una singola fattura (un solo corpo) o un lotto di fatture (più corpi fattura con medesima intestazione);
  • I file archivio: file compresso esclusivamente in formato “.zip” contenente uno o più file FatturaPA. Il sistema inoltrerà al destinatario i singoli file contenuti nello zip come se venissero trasmessi singolarmente;
  • File messaggio: file XML conforme al formato definito dallo schema MessaggiTypesv1.1.xsd che possono contenere, ad esempio ricevute di consegna, notifica di scarto, file metadati ecc.

 

Passo successivo è quello dei controlli formali da parte del SdI, in modo che sia garantito il corretto invio al destinatario.

 

È possibile simulare i controlli effettuati dallo SdI attraverso il servizio di verifica messo a disposizione del vostro account in Fatture e Corrispettivi.

 

Se il file supera i controlli dello SdI esso viene inoltrato alla PA destinataria della fattura.

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