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Credito d’imposta 2021 e 2022

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Guida pratica

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Con il nuovo piano nazionale transizione 4.0 sono stati introdotti dei potenziamenti strutturali su cui si basa parte del Recovery Fund italiano chiamato anche PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).

 

La riforma del MISE sul credito d’imposta (clicca qui) è stata definita rivoluzionaria ed è rivolta alle partite IVA.

 

Un aiuto concreto per la ripresa delle attività.

 

Vantaggio del credito d’imposta

Qui di seguito elenchiamo i vantaggi per chi vuole aderire:

  • sull’anticipazione e riduzione della compensazione
    • sugli investimenti in beni strumentali e immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi e compensi minori di 5 milioni di euro, fruibile in un anno;
    • è ammessa la compensazione immediata dell’anno in corso del credito sugli investimenti in beni strumentali;
    • la fruizione è ridotta a 5 anni per i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali;
  • sulla maggiorazione dei tetti e delle aliquote per:
    • i beni materiali e immateriali:
      • è al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali per il 2021;
      • è al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per l’implementazione del lavoro agile;
      • ha estensione del credito sui beni immateriali non 4.0 con aliquota:
        • al 10% sugli investimenti del 2021;
        • al 6% sugli investimenti del 2022;
    •  i beni materiali 4.0 per spese in euro inferiori:
      • a 2,5 milioni con aliquota:
        • è al 50% per il 2021;
        • è al 40% per il 2022;
      • a 2,5 milioni e fino a 10 milioni con aliquota:
        • è al 30% per il 2021;
        • è al 20% per il 2022;
      • da 10 milioni e fino a 20 milioni con aliquota al 10% sia per il 2021 che nel 2022;
    • i beni immateriali 4.0 con:
      • l’aliquota al 20%;
      • un massimale da 700 mila euro a 1 milione di euro;
  • sulla ricerca & sviluppo è al 20% con massimale da 4 milioni di euro;
  • sull’innovazione tecnologica è al 10% con massimale da 2 milioni;
  • sull’innovazione green e digitale al 15% con massimale da 2 milioni;
  • sul design e sull’ideazione estetica è al 10% con massimale da 2 milioni;
  • sulla formazione 4.0:
    • con un estensione del credito per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori;
    • è riconosciuto nel biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).

 

Validità del credito d’imposta

La riforma è stata approvata dal Governo e dalla Commissione Europea e avrà una validità biennale.

 

La decorrenza è stata anticipata al 16/11/2020.

 

È stata confermata la possibilità di beneficiare del credito anche con il versamento di un acconto per contratti d’acquisto fatti entro il 31/12/2022 sui beni strumentali.

 

L’anticipo dovrà corrispondere al 20% dell’importo e della consegna dei beni nei 6 mesi successi alla scadenza del 31/12/2022, quindi entro il 31/06/2023.

 

Credito d’imposta

Ci sono vantaggi per tutte le partite IVA che fanno investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

 

Il credito d’imposta serve a supportare ed incentivare le imprese e i liberi professionisti che investono in beni:

  • strumentali nuovi;
  • materiali;
  • immateriali;
  • funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

 

L’unica condizione imposta è che entro il 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

 

Rispettando questa condizione viene riconosciuto un credito per gli anni 2021 e 2022.

 

Chi può accedervi

Tutte le partite IVA residenti nel territorio dello Stato.

 

Incluse le stabili organizzazioni non residenti, indipendentemente:

  • dalla natura giuridica;
  • dal settore economico di appartenenza;
  • dalla dimensione;
  • dal regime contabile;
  • dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

 

Il credito d’imposta per gli investimenti in altri beni strumentali, materiali e tradizionali è riconosciuto anche agli esercenti di arti e professioni, ai soggetti aderenti al regime forfetario, alle imprese agricole e marittime.

 

Sono escluse le imprese in stato di:

  • liquidazione volontaria;
  • fallimento;
  • liquidazione coatta amministrativa;
  • concordato preventivo senza continuità aziendale;
  • altra procedura concorsuale.

 

Sono inoltre escluse le imprese che hanno sanzioni interdittive (‘art 9, comma 2,  Dlgs n° 231 del 8/06/2001).

 

La fruizione deve rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali ai lavoratori.

 

La richiesta del credito deve essere effettuata con una comunicazione al MISE e il modello e le modalità saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale ed è richiesta per il monitoraggio sull’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolate.

 

La fruizione è determinata anche dal rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

 

Credito d’imposta

Il credito d’imposta si sviluppa sui seguenti tre punti:

  1. investimenti per beni strumentali: materiali o immateriali funzionali per la trasformazione tecnologica e digitale delle strutture produttive presenti sul territorio nazionale;
  2. ricerca e sviluppo, innovazione, design e green: sostenere la competitività e favorire i processi di transizione digitale  nell’ambito dell’economia circolare e sostenibilità ambientale;
  3. formazione 4.0: formazione del personale su materie rilevanti per la transizione tecnologica delle imprese;

 

Analizziamo singolarmente ogni punto.

 

1. Credito per gli investimenti per beni strumentali tecnologicamente avanzati

È rivolto alle imprese che investono sui beni strumentali nuovi, materiali o immateriali e comunque utili per la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

 

Per l’anno 2021 vengono considerate le aliquote al:

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

 

Per l’anno 2022 vengono considerate le aliquote al:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

 

Allegato A

Nell’allegato A si elencano gli investimenti sui beni materiali tecnologicamente avanzati (L. 232/2016, ex iper ammortamento).

 

Viene riconosciuto un credito d’imposta sugli investimenti per i seguenti beni strumentali controllati da sistemi computerizzati o gestiti tramite sensori e azionamenti:

  • sugli utensili:
    • per l’asportazione;
      • operanti con laser e altri processi a flusso di:
        • energia (plasma, waterjet, fascio di elettroni);
        • elettroerosione;
        • processi elettrochimici;
    • per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali;
    • di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita;
    • per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura;
    • per il confezionamento e l’imballaggio;
  • sugli impianti e sugli utensili per la realizzazione di prodotti;
  • sui robot, sui robot collaborativi e sui sistemi multi-robot;
  • sui sistemi e sugli utensili per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici;
  • sulla manifattura additiva utilizzata in ambito industriale;
  • sulle macchine:
    • motrici e operatrici;
    • di movimentazione;
    • per la pesatura;
    • per la cernita automatizzata dei pezzi;
  • sugli strumenti e sui dispositivi per il carico e lo scarico;
  • per le macchine per la movimentazione;
  • sui dispositivi di sollevamento e sulla manipolazione automatizzati;
  • sull’AGV e sui sistemi di convogliamento e sulla movimentazione flessibile, e/o su quelli dotati di riconoscimento dei pezzi;
  • sui magazzini automatizzati e per quelli interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

 

Per ulteriori approfondimento sull’allegato A: clicca qui.

 

Allegato B

Nell’allegato B si elencano gli investimenti sui beni immateriali tecnologicamente avanzati funzionali al processo di trasformazione 4.0 (L. 205/2017).

 

Viene riconosciuti un credito d’imposta sui software, sui sistemi, sulle piattaforme e sulle applicazioni per:

  • la progettare, definire e qualificare le prestazioni e la produzione di manufatti in materiali non convenzionali;
  • l’ archiviare e la digitalizzare del sistema informatico aziendale sul ciclo di vita del prodotto;
  • progettare e ri-progettare i sistemi produttivi;
  • il supporto alle decisioni per interpretare i dati analizzati sul campo per migliorare la qualità e l’efficienza del sistema di produzione;
  • gestire e coordinare la produzione e l’integrazione delle attività di servizio;
  • monitorare e controllare le condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e o con soluzioni cloud;
  • la realtà virtuale;
  • il reverse modeling e engineering;
  • l’industrial Internet of Things;
  • il dispatching sull’attività e l’instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi;
  • gestire la qualità del sistema produttivo e dei processi;
  • il cloud computing;
  • l’industrial analytics sul trattamento ed elaborazione dei big data provenienti dai sensori IoT;
  • l’artificial intelligence e machine learning;
  • il cybersystem;
  • utilizzare lungo le linee produttive i robot, robot collaborativi e macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualità dei prodotti finali e la manutenzione predittiva;
  • il wearable device;
  • i dispositivi e nuove interfacce tra uomo/macchina (dati vocali, visuali e tattili);
  • gli impianti intelligenti per l’efficienza energetica e per decentralizzare la produzione e/o lo stoccaggio di energia da demandare (almeno parzialmente) alla fabbrica;
  • la cybersecurity;
  • la virtual industrialization.

 

Per ulteriori approfondimento sull’allegato B: clicca qui.

 

Per l’anno 2021 e 2022

Si considera un 20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

 

Altri beni strumentali materiali

Qui si fa riferimento alla modifica del Super Ammortamento e che si differenziano da quelli ricompresi nell’allegato A.

 

Per l’anno 2021 si considera un 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

 

Per l’anno 2022 si considera un 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

 

Altri beni strumentali immateriali 

Si differenziano da quelli nell’allegato A.

 

Sono considerate le aliquote al:

  • 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro per l’anno 2021;
  • 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro per l’anno 2022;
  • 15% se i beni riguardano investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di modalità di lavoro agile (art. 18 della L. n° 81 del 22/05/2017).

 

È cumulabile con altre agevolazioni che come oggetto hanno gli stessi costi nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto.

 

2. Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione, design e green

È rivolto alle imprese che investono in campi scientifici e tecnologici;

  • della ricerca;
  • dello sviluppo;
  • dell’innovazione;
  • del design;
  • del green.

 

Per questi settori si riconosce un credito pari al 12% sulle spese che rientrano nell’agevolazione per un limite massimo di 3 milioni di euro.

 

Per questi investimenti è possibile compensare solo con tre quote annuali dello stesso importo e con decorrenza successiva a quella di maturazione.

 

La base per il calcolo del credito deve essere al netto rispetto alle altre sovvenzioni o contribuzioni ricevute.

 

È possibile richiede il credito anche per più attività nello stesso periodo d’imposta.

 

3. Formazione 4.0

È utile alle imprese che vogliono e/o devono investire nella formazione dei dipendenti e degli stessi imprenditori.

 

Le attività di formazione sono a disposizione del personale dipendente.

 

Nel caso in cui la formazione sia esterna all’impresa sono riconosciute le attività di formazione da parte:

  • di soggetti accreditati e finanziati:
    • dalla Regione o Provincia autonoma;
    • dai fondi interprofessionali (regolamento CE 68/01 del 12/0/2001);
  • da Università pubbliche o private, e/o strutture a esse collegate;
  • di soggetti certificati (norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37);
  • ITS.

 

Attività formative riconosciute

Le attività formative riguardano:

  • le vendite;
  • il marketing;
  • l’informatica;
  • le tecniche produttive;
  • la tecnologia di produzione.

 

Quindi per le seguenti tematiche:

  • sui big data e sull’analisi dei dati;
  • sul cloud e sul fog computing;
  • sulla cyber security;
  • sulla simulazione e sui sistemi cyber-fisici;
  • per la prototipazione rapida;
  • per i sistemi di visualizzazione, della realtà virtuale (rv) e della realtà aumentata (ra);
  • sulla robotica avanzata e su quella collaborativa;
  • sull’interfaccia tra uomo e macchina;
  • sulla manifattura additiva o sulla stampa tridimensionale;
  • su l’internet delle cose e su l’internet delle macchine;
  • sull’integrazione digitale dei processi aziendali.

 

Come accedere al credito d’imposta

Beni tecnologicamente avanzati e immateriali

Le partite IVA devono presentare:

  • una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale;
  • un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

 

Sia l’ingegnere che il perito industriale devono essere iscritti nei rispettivi albi professionali.

 

Nella perizia tecnica deve risultare che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali poter essere inclusi negli allegati (A e B) e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

 

Beni di costo unitario di acquisizione

Il costo sostenuto non deve essere superiore ai 300.000 euro ed è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante.

 

Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione, design e green

Viene applica alle spese sostenute nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31/12/2019 nei campi:

  • della ricerca;
  • dello sviluppo;
  • dell’innovazione;
  • del design;
  • del green.

 

Il sostenimento delle spese deve risultare da una certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

 

Le imprese, non obbligate alla revisione legale dei conti, possono aumentare il credito d’imposta (massimo 5.000 euro) inserendo le spese sostenute per la certificazione.

 

Le imprese sono tenute a scrivere e conservare una relazione tecnica sull’attività svolte per:

  • le finalità;
  • i contenuti;
  • i risultati.

 

Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione sono tenute a comunicarlo al Ministero dello sviluppo economico.

 

Il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione sono stabiliti da un decreto direttoriale.

 

La comunicazione è richiesta solo per acquisire le informazioni sull’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure.

 

Formazione 4.0

Nella dichiarazione bisogna indicare il reddito relativo al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

 

Il credito è utilizzabile in compensazione presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

 

La decorrenza dal periodo d’imposta deve essere successiva a quella del sostenimento delle spese.

 

Il sostenimento delle spese deve risultare in una certificazione (da allegare al bilancio) rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

 

Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono avvalersi delle prestazioni di:

  • un revisore legale dei conti;
  • una società di revisione legale dei conti.

 

Sono escluse dall’obbligo della certificazione le imprese con bilancio revisionato.

 

Le spese sostenute dalle partite IVA per la certificazione contabile possono sommarsi al credito d’imposta per un massimo di 5 milioni di euro.

 

I beneficiari del credito d’imposta devono redigere e conservare:

  • una relazione sull’organizzazione e sui contenuti delle attività svolte;
  • un documento contabile e amministrativo valido per la corretta applicazione del beneficio nei limiti imposti;
  • i registri nominativi per lo svolgimento delle attività formative firmati dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno all’impresa.

 

Le imprese interessate sono tenute a comunicarlo al Ministero dello sviluppo economico.

 

La comunicazione è richiesta per prendere le informazioni utili a valutare le misure adottate secondo:

  • l’andamento;
  • la diffusione;
  • l’efficacia.

 

Credito d’imposta sul modello F24 per il PNRR

Qui di seguito abbiamo scritto una guida veloce per una corretta compilazione del modello F24.

 

Fate sempre un confronto con il vostro Commercialista prima di inviare il modulo F24 che avete compilato per evitare ipotetici errori di compilazione..

 

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato i codici tributo del piano PNRR per richiedere il credito d’imposta.

 

I seguenti codici andranno in compensazione al credito tramite il modello F24, da presentare esclusivamente per via telematica.

 

Investimenti in beni strumentali nuovi

  •  6932 per investimenti in beni strumentali nuovi e diversi da quelli presenti negli allegati A e B (art 1, comma 188, L. 160/2019);
  • 6933 per investimenti in beni strumentali nuovi presenti nell’allegato A (art 1, comma 189, L. 160/2019);
  • 6934 per investimenti in beni strumentali nuovi presenti nell’allegato B (art 1, comma 190, L. 160/2019);
  • 6935 per investimenti in beni strumentali nuovi e diversi da quelli presenti negli allegati A e B (art 1, commi 1054 e 1055, L. 178/2020);
  • 6936 per investimenti in beni strumentali nuovi presenti nell’allegato A (art 1, commi 1056 e 1057, L. 178/2020);
  • 6937 per investimenti in beni strumentali nuovi presenti nell’allegato B (art 1, comma 1058, L. 178/2020);

 

Ricerca e sviluppo e altro

  • 6938 per investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative (art 1, comma 198, L. 160/2019);
  • 6939 per un ulteriore incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo delle regioni del mezzogiorno (art 244, comma 1, Dl 34/2020);
  • 6940 per un ulteriore incremento degli investimenti nelle regioni del sisma del centro Italia (art 244, comma 1, Dl 34/2020).

 

I codici 6939 e 6940 devono essere utilizzati esclusivamente per le seguenti condizioni:

  • se siete in una zona terremotata del centro Italia;
  • se siete nell’area del mezzogiorno.

 

I codici dei tributi per il piano PNRR vanno inseriti nella sezione erario e in corrispondenza della colonna importi a credito compensati nei casi in cui si deve procedere al riversamento del credito nella colonna importo a debiti versati.

 

Per quanto riguarda il campo anno di riferimento dovete inserire la data di maturazione del credito nel formato AAAA

 

ATTENZIONE: per approfondimenti visitate la pagina dedicata al Recovery Fund alla sezione Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0: clicca qui.
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