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I “perché” dell’invio allo SdI

fattura elettronica - guida pratica per chi incomincia da zero

Lo avevamo già detto qualche pagina fa ma ora suppongo ti sarà completamente chiaro perché lo Stato ha introdotto questa rivoluzionaria procedura di fatturazione elettronica.

 

La risposta è semplice: con questa modalità l’Agenzia delle Entrate potrà “incrociare” i dati di fornitori e clienti in via del tutto automatica, con un’efficienza e una velocità, prima impensabili, che le permetteranno di contrastare più efficacemente l’evasione fiscale.

 

Ehi, Grande Fratello?: “Guarda e impara”!!

 

Io faccio lo spiritoso ma ovviamente questa è una buona notizia perché pagare tutti oltre che essere “Giusto” potrebbe veramente voler dire pagare tutti meno in futuro (com’è successo per il canone RAI nel 2017, te lo ricordi?).

 

L’altra notizia (davvero buona per tutti) è che, per noi povere partite IVA, nello stesso momento in cui la fatturazione elettronica diviene obbligatoria,

 

NON è invece più obbligatorio eseguire i periodici, pesantissimi, meticolosissimi e costosi adempimenti previsti dall’ormai famigerato “spesometro”.

 

In altre parole, quando invieremo e riceveremo fatture elettroniche, non dovremo più trasmettere all’Agenzia delle Entrate tutti i singoli dati di tutte le singole nostre fatture in entrata ed in uscita, come è invece previsto ora.

 

Il motivo di questa esenzione/abrogazione è semplice; l’Agenzia, infatti, i dati delle nostre fatture, in entrata ed in uscita, dal 1 gennaio 2019 li estrae tutti immediatamente, ed in automatico, già nel momento in cui lo SdI li avrà ricevuti!

 

Insomma, niente più spesometro! in questi casi; pensa al risparmio di costi e (soprattutto) di tempo per te!

 

L’obbligo dello spesometro rimane alla fine solo per le operazioni “estere”.

 

Per la precisione, i soggetti passivi Iva dovranno continuare a comunicare all’Agenzia delle Entrate (nei tempi e modi indicati dall’Art. 1, comma 3-bis del D.Lgs 127/2015) i dati delle fatture relative ad operazioni di cessione di beni e di prestazioni di servizi effettuate e ricevute verso e da “soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato” italiano.

 

Tutto ciò, però, non toglie che, se vorrai effettuare una fatturazione verso un soggetto estero emettendo una fattura elettronica e spedirla attraverso lo SdI, potrai comunque farlo, e potrai allora, anche per i dati di questa fattura, godere dell’esenzione dall’obbligo dello spesometro.

 

Il nuovo articolo 4 del D.Lgs 127/2015 prevede infine un ultimo vantaggio “istituzionale” derivante dalla fatturazione elettronica, riservato però solo agli esercenti arti e professioni e alle imprese ammesse al regime di contabilità semplificata ex art. 18, d.p.r. 600/1973 (“contabilità semplificata per le imprese minori”).

 

Se dovessi rientrare tra queste categorie di soggetti passivi Iva, sappi che l’Agenzia delle Entrate, in attuazione della suddetta norma, dovrebbe presto mettere a disposizione, per il tramite dei suoi servizi online, indicazioni informative e soprattutto “bozze” semplificate dei documenti fiscali ai fini delle liquidazioni IVA, della dichiarazione annuale IVA e della stessa dichiarazione dei redditi, nonché dei modelli F24.

 

Per chi si dovesse avvalere di questi “elementi informativi” e di queste “bozze” dell’Agenzia delle Entrate, verrà meno l’obbligo di tenuta dei registri Iva fatture in entrata ed acquisti (artt. 23 e 25 della Legge Iva).

 

L’applicazione concreta di questa disposizione è tuttavia legata all’emissione di una serie di appositi provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate, che dovrebbero essere presto emanati.