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La ricezione delle fatture di acquisto

fattura elettronica - guida pratica per chi incomincia da zero

Ora se tutto questo è vero, e posso garantirti che è così e non si scappa, lo SdI non solo recapiterà ai tuoi clienti le tue fatture di vendita (ripeto, lui e non te, si occuperà dell’invio), ma ti consegnerà naturalmente anche le fatture di acquisto che verranno emesse dai fornitori, sempre in formato XML.

 

Per ricevere una fattura elettronica dovrai comunicare al fornitore la tua “destinazione elettronica” e questa potrà essere:

 

  1. la tua PEC
  2. un Codice Destinatario, associato ad un “canale telematico” su internet messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

 

E’ facile intuire che, nel primo caso, riceverai le fatture sulla tua casella PEC, dalla quale dovrai poi estrarre “a mano” le stesse fatture per la relativa registrazione e per l’inserimento nel tuo gestionale (per leggerle dovrai munirti di un programma di visualizzazione dei file XML firmati).

 

Ma è nel secondo caso che la gestione delle tue fatture in entrata si fa veramente molto interessante e sono certo che quello che stai per leggere ti piacerà.

 

Sì, sì”, mi stai dicendo “che se fin qui mi hai parlato solo di obblighi, leggi e leggine… dove sta la parte che mi piace?

 

Se utilizzi un gestionale di fatturazione integrato con lo SdI, la software house che te lo mette a disposizione fornirà anche un “Codice Destinatario“; questo, una volta comunicato ai tuoi fornitori (e/o, soprattutto, all’Agenzia delle Entrate nel nuovo “servizio di registrazione” che si descrivo più sotto), permetterà allo SdI – ormai sai cos’è – di inviare le tue fatture di acquisto direttamente al gestionale evitandoti così di doverle inserire a mano nello stesso gestionale. E questa è già una bella cosa.

 

Essendo poi la fattura elettronica un insieme di dati ben strutturati, nel 99% dei casi il tuo gestionale sarà anche in grado di estrarre in automatico tutti i dati per darti una reportistica completa e dettagliata dei tuoi costi. Questa è una seconda bella cosa.

 

Il 30 aprile 2018, infine, è stata introdotta un’interessante novità riguardo alle modalità di ricezione delle fatture elettroniche.

 

Infatti, in base a quanto previsto dalle già citate nuove Regole Tecniche, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione di ogni contribuente un “servizio di registrazione dell’indirizzo telematico preferito”, tramite il quale ogni cessionario/committente può indicare il proprio canale e indirizzo telematico, preferito e prevalente appunto, per la ricezione delle fatture elettroniche.

 

In parole semplici, ciò significa che se deciderai di registrare presso l’Agenzia un tuo canale preferito (con relativo codice destinatario), lo SdI recapiterà le fatture elettroniche dei tuoi fornitori sempre e solo a quel canale ed indirizzo da te scelto, e ciò quindi anche se:

 

  1. il singolo fornitore avrà magari indicato nella sua fattura elettronica il tuo indirizzo PEC (tramite il quale, come detto, sarebbe per te meno efficiente gestire le fatture in entrata);
  2. l’emittente abbia inviato la fattura allo SdI dichiarando di non aver ricevuto da te alcuna indicazione circa tuoi indirizzi PEC o canali web accreditati (stando alla “lettera” delle nuove regole tecniche, infatti, si potranno inviare fatture allo SdI anche senza indicare alcun codice destinatario o indirizzo PEC nel caso che il committente non li abbia comunicati).

 

Solo che non finisce qui!

 

Infatti, a questo punto sorge spontanea una domanda: ma come conservi le fatture?