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No problem, ho un NAS!

fattura elettronica - guida pratica per chi incomincia da zero

Una delle cose che mi piace di più di Fattura24 è che, nel tempo, è diventata sempre più nota e riconosciuta come un “osservatorio” sui temi di fatturazione nel cloud; questo mi porta sempre più spesso ad essere invitato ad eventi dove mi/ci viene chiesto di portare la nostra esperienza e condividerla con il pubblico.

 

Nella prima metà dello scorso anno, partecipai ad uno dei più importanti eventi che vedono coinvolti annualmente i liberi professionisti e, come faccio sempre, ho coinvolto il pubblico ponendo domande e invitando chi voleva a dare risposte sulla base della propria esperienza, risposte sulle quali poi io mi inserivo integrando o semplificando il concetto.

 

Devo ammetterlo, è un approccio un pò machiavellico da parte mia, ma è perfetto per tenere alta l’attenzione del pubblico: in fin dei conti, stiamo sempre parlando di tristi fatture e il rischio di un attacco da “sbadiglio compulsivo“ è sempre dietro l’angolo.

 

Comunque, per farla breve, chiesi se c’era nel pubblico qualcuno che aveva già iniziato ad emettere fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione e nello specifico quale sistema di conservazione si sentiva di consigliare alla platea.

 

Ricordo ancora chiaramente lo scatto di un ragazzo che si alzò con una velocità che mi ricordò il giochino “Acchiappa la talpa”, dove i bambini devono usare il martello per ricacciare le talpe in buca.

 

Il tempo di avere il microfono in mano e iniziò a raccontarci che, da quasi un anno, aveva dotato l’ufficio di un sofisticato sistema NAS (Network Attached Storage) con 4 dischi in RAID 5.

 

Ora, non voglio fare nomi, ma posso garantirvi che si trattava di un NAS estremamente professionale, costoso e sicuro perchè la configurazione in RAID 5 voleva dire che per perdere tutti i dati gli si sarebbero dovuti rompere ben 3 dei 4 dischi, una cosa davvero molto improbabile.

 

Raccontava tutto in modo veramente entusiastico fino a quando dovetti fermarlo dicendogli che quel sistema non era adatto alla conservazione digitale, era sicuramente lo strumento perfetto per gestire un sistema efficiente di backup “interno”, ma, in caso di controlli, le Autorità avrebbero fatto multe tali che il costo che aveva sostenuto per il NAS sarebbe diventato irrisorio.

 

Questo è un equivoco molto diffuso, anzi nell’ambito della Fatturazione Elettronica credo sia il ‘Re incontrastato degli equivoci“.

 

Dovete sapere che c’è un’enorme differenza tra l'”Archiviazione elettronica” che stava facendo questo ragazzo e la “Conservazione Sostitutiva” a “norma di legge” che avrebbe dovuto fare.

 

L'”Archiviazione elettronica” è una semplice metodologia di memorizzazione di un file su un supporto informatico, mentre, come già indicato in precedenza, la “Conservazione Digitale” è una procedura regolamentata dal Legislatore che deve rispettare determinate caratteristiche organizzative, funzionali e tecniche e che deve essere effettuata da un soggetto che sia pubblicamente “accreditato e certificato” per far ciò.

 

È importante comprendere che la conservazione digitale è diversa dal semplice salvataggio di un documento sul server o su di un NAS e sono rarissimi i casi in cui si è in grado di rendersi autonomi su questa attività; ecco perché il mio consiglio è stato ed è di acquistare un servizio di conservazione da un’azienda che ha studiato la materia, si è debitamente “certificata”, ed è in grado di fornirvi un servizio che rispetti in toto le procedure regolamentate dal Legislatore.