Sistema di Interscambio

Canale di invio e ricezione accreditato SdI

Telefono

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L’invio: “Il triangolo no, non l’avevo considerato”

fattura elettronica - guida pratica per chi incomincia da zero

Una delle cose che ho sempre trovato comodo e semplice era spedire le fatture via email:

 

un oggetto, due righe di testo nel corpo della email

 

E non dovevo far altro che mettermi comodo in poltrona ed aspettare che arrivassero i soldi sul mio conto corrente.

 

Ok lo ammetto, l’ultima parte non era proprio così.

 

Ovviamente, poteva anche succedere che il mezzo di consegna della fattura non fosse l’email ma una lettera cartacea spedita per posta ordinaria, ma il concetto non cambiava, il rapporto era diretto tra me e il destinatario a cui avevo spedito la fattura.

 

Finiva lì, punto.

 

Oggi con la fattura elettronica non è più così.

 

Infatti, la fattura elettronica introduce un terzo attore, scomodo e un po’ impiccione: l’Agenzia delle Entrate (sempre lei, sì!!).

 

Ebbene si, il rapporto a due è diventato un rapporto a tre ed è l’Agenzia delle Entrate che, da buon postino digitale, si fa carico di recapitare la tua fattura al tuo cliente.

 

Si, hai capito bene!

 

Dovrai trasmettere la fattura non al tuo cliente, ma al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate, in gergo chiamato anche “SdI”, e ciò entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione oggetto della fattura (termine previsto ora dal nuovo art. 21, comma 4 del Dpr 633/1972 in sostituzione del vecchio termine di 24 ore).

 

Sarà poi il “cervellone elettronico” dello SdI a consegnare la fattura al tuo cliente, ma solo dopo essersi registrato ed appuntato (alla “velocità della luce” consentita dai suoi processori) tutti i più minuziosi e scabrosi dettagli della fattura.

 

Una volta che avrai inviato correttamente la fattura elettronica allo SdI, la tua fattura sarà stata emessa a tutti gli effetti.

 

“Una fattura inviata invece non attraverso lo SdI, ma con altri metodi tradizionali, sarà considerata come una fattura “non emessa” (così prevede, espressamente, l’art. 1, comma 6, del D.Lgs 127/2015), con tutte le conseguenze di legge, anche in tema di sanzioni e credimi sono elevatissime”.

 

Ma, mi chiederai sicuramente a questo punto, come si possono inviare concretamente le fatture elettroniche al “Sistema di Interscambio”?

 

Questo è un ulteriore concetto che devi necessariamente fare tuo.

 

Le modalità sono varie ma, per praticità, ti menzionerò, per ora, le tre principali:

 

  1. puoi spedirgliela tramite PEC;
  2. puoi utilizzare un moderno gestionale di fatturazione che la invierà in nome e per conto tuo utilizzando un apposito canale telematico via internet “accreditato” e messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (anche in questo caso, se il tuo gestionale non lo fa o non lo farà al 1 gennaio 2019 credo sia ora di cambiarlo);
  3. puoi utilizzare il servizio web gratuito “fatture e corrispettivi” disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

 

Approfondiremo i pregi e i limiti di questo servizio nel paragrafo “Strumenti Utili”.

 

Prima di andare avanti nella mia Campagna “Facciamo un po’ di sano terrore con la Fatturazione Elettronica”, permettimi però ora di aprire una brevissima parentesi sul precedente punto 1).

 

Con il Decreto Legge n. 179 del 2012, la PEC è diventata uno strumento obbligatorio per tutte le imprese.

 

Ora, sulla base della mia esperienza, posso darti per certo che ci sono tantissime imprese che continuano allegramente a ignorare questo obbligo.

 

E, se dovessi essere mai tra queste, il mio consiglio è di attivarne subito una, costa poco, può essere utile per tanti altri motivi (ad es. per dare data certa alle proprie comunicazioni), e non ti farai trovare impreparato quando dovrai spedire allo SdI le fatture elettroniche.