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Fattura elettronica in quarantena

Fattura elettronica in quarantena

E’ stata una Festa delle Donne all’insegna delle indiscrezioni, del fuggi fuggi, della corsa alle folli spese alimentari, del calcio a porte chiuse, dei parchi e delle spiagge pieni come se fossero centri commerciali senza prodotti e infine del richiamo al quel senso civico che solo in casi di necessità nazionale, umanitario ma anche di paura ci viene richiesto da chi cerca di salvare un provato sistema sanitario nazionale.

 

Oggi è diverso da ieri e in che cosa?! Semplice oggi si torna a lavorare in quanto il DPCM firmato ieri, 8 marzo 2020 (sono disposizioni aggiuntive e integrative al D.L. n° 6 del 23-02-2020 e al DPCM del 4-03-2020) non vieta o impedisce a tutti di andare a lavorare; richiede un sacrificio produttivo ad alcune categorie di P.IVA.

 

Il Decreto ha due modi differenti di lettura che convergono ad un unico scopo:

 

  • gestione dell’emergenza nelle zone in quarantena
  • gestione dell’emergenza nelle zone non in quarantena

 

Nell’articolo 1 si parla di “diritti e doveri” che ogni cittadino in quarantena è tenuto ad osservare con scrupola abnegazione (dati Google e Istat):

 

  • Regione Lombardia (10,4 Mio al 2016)
  • Provincia di Modena (0,7 Mio al 2016),
  • Provincia di Parma (0,45 Mio al 2016),
  • Provincia di Piacenza (0,29 Mio al 2016),
  • Provincia di Reggio nell’Emilia (0,53 Mio al 2016),
  • Provincia di Rimini (0,35 Mio al 2016),
  • Provincia di Pesaro e Urbino (0,36 Mio al 2016),
  • Provincia di Alessandria (0,43 mln al 2016),
  • Provincia di Asti (0,22 mln), Novara (0,38 mln al 2016),
  • Provincia di Verbano/Cusio/Ossola (0,16 mln al 2016),
  • Provincia di Vercelli (0,18 Mio), Padova (0,94 Mio al 2016),
  • Provincia di Treviso (0,89 Mio al 2016)
  • Provincia di Venezia (0,86 Mio al 2016)

 

Diritti e doveri delle aree in quarantena (riporto solo i puti inerenti al lavoro):

 

  • Art 1 lettera A – Stare a casa (smartworking) ma è consentivo spostarsi per necessità lavorativa o di salute.
  • Art 1 lettera C – divieto di mobilità se positivi al COVID-19 (se non avete sintomi potete lavorare).
  • Art 1 lettera D – chiusura impianti sporti pubblici e privati, all’aperto e al chiuso (il mantenimento va comunque fatto per evitare lo stato di abbandono).
  • Art 1 lettera F – sono chiusi al “pubblico” gli impianti e comprensori sciistici (il mantenimento va comunque fatto per evitare lo stato di abbandono).
  • Art 1 lettera G – chiusi tutti i luoghi chiusi utilizzati per eventi culturali, ludici, sportivi, religiosi e fieristici (il mantenimento va comunque fatto per evitare lo stato di abbandono).
  • Art 1 lettera H – le strutture scolastiche/formative di tutte le fasce sono chiuse (il mantenimento va comunque fatto per evitare lo stato di abbandono).
  • Art 1 lettera I – i luoghi di culto rimangono aperti a condizione di preservare le norme del buon senso da adottare contro il diffondersi del COVID-19.
  • Art 1 lettera L – chiusi i luoghi della cultura (art. 101 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, D. Lgs. 42 del 23-01-2014) anche in questo caso sono chiusi al pubblico ma il mantenimento e uno sviluppo social sono permessi per chi ci lavora.
  • Art 1 lettera M – sospesi i concorsi di qualsiasi natura (il mantenimento va comunque fatto per evitare lo stato di abbandono).
  • Art 1 lettera N – consentite le attività di ristorazione dalle 6.00 alle 18.00 in rispetto delle regole igieniche chieste dall’attuale situazione, se questa condizione viene a mancare per problemi dovuti alla infrastruttura l’attività deve restare chiusa.
  • Art 1 lettera O – tutte le attività commerciali posso restare aperte se garantiscono le attuali norme igienico sanitarie richieste, in mancanza di questa condizione dovranno restare chiuse.
  • Art 1 lettera R – il sabato e la domenica chiudono le medie e le grandi strutture di vendita e i centri commerciali e i mercati (il mantenimento va comunque fatto per evitare lo stato di abbandono).
  • Art 1 lettera S – chiuse palestre e centri sportivi, centri benessere, centri termali esclusi quelli che prestano servizi assistenziali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi (il mantenimento va comunque fatto per evitare lo stato di abbandono)..
  • Art 1 lettera T – sospese gli esami della patente nelle strutture M.C.T.C. (il mantenimento va comunque fatto per evitare lo stato di abbandono).

 

Per tutto il resto d’Italia la linea generale è la seguente (salvo disposizioni aggiuntive da parte delle singole Regioni):

 

  • Art 2 comma 1 lettera B – sospesi eventi culturali e manifestazioni  di qualsiasi natura (il mantenimento va comunque fatto per evitare lo stato di abbandono).
  • Art 2 comma 1 lettera C – chiusi pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse, sale bingo, discoteche e locali assimilati (il mantenimento va comunque fatto per evitare lo stato di abbandono)..
  • Art 2 comma 1 lettera D – chiusi i luoghi della cultura (art. 101 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, D. Lgs. 42 del 23-01-2014) anche in questo caso sono chiusi al pubblico ma il mantenimento e uno sviluppo social sono permessi.
  • Art 2 comma 1 lettera E – sono permesse le attività di ristorazione in rispetto delle regole igienico sanitarie richieste senza limiti di orario.
  • Art 2 comma 1 lettera F – sono permessa e attività commerciale degli esercizi commerciali previo il garantire le norme igienico sanitarie richieste.
  • Art 2 comma 1 lettera G – Lo sport di base e le attività motorie svolti sia in palestra che all’aperto sono consentite l’importate il rispetto delle regole d’igiene richieste.
  • Art 2 comma 1 lettera H – le scuole di ogni ordine e grado riapriranno il 16 marzo 2020.
  • Art 2 comma 1 lettera R – si incentiva il lavoro agile per la durata dell’emergenza ad ogni rapporto di lavoro subordinato.
  • Art 2 comma 1 lettera V – i luoghi di culto restano aperti fermo restando il rispetto delle regole igienico sanitarie richieste.

 

  • Art 3 comma 1 lettera L – i mezzi pubblici anche di lunga percorrenza funzionano.

 

Come si può notare sono tanti i “diritti e doveri” riportati ma il DPCM di ieri ha preservato e per quanto possibile il comparto del lavoro privato e autonomo sia nelle zone in quarantena che in quelle non soggette alla quarantena (Art 1 lettera A). Quindi per rispondere alla titolo iniziale è possibile continuare ad emettere fattura elettronica in quarantena.

Fattura24.com
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Redazione

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