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Sostituto d’imposta

dizionario di contabilità

Il sostituto d’imposta è, senza dubbio, uno dei termini meno conosciuti dalle partita iva italiane; si tratta di un soggetto non sempre facilmente individuabile; vediamo il perché.

 

Sostituto d’imposta: chi è e cosa fa

 

Come dicevamo, individuare il fine del sostituto d’imposta non è facile; si tratta infatti di un ruolo che può essere ricoperto da diversi tipi di soggetti. Tuttavia uno degli esempi più chiarificatori è quello del datore di lavoro, il quale paga le tasse per conto dei dipendenti – agli enti spettanti – trattenendo la somma dalla busta paga.

 

Dunque il sostituto d’imposta trattiene gli importi relativi alle imposte dalle proprie fonti di reddito e successivamente – in base alle scadenze fiscali – le versa agli enti preposti.

 

Tale compito può avvenire in due distinte maniere, a titolo d’imposta: ossia il sostituto d’imposta versa tutti gli oneri del contribuente, nel nostro caso del dipendente, il quale non dovrà adempiere a versamenti o comunicazioni allo Stato, oppure a titolo d’acconto. Quest’ultima modalità prevede che il sostituto non paghi tutti gli oneri; il dipendente dovrà quindi versare quanto necessario tramite la comunicazione dei redditi.

 

Quali documenti vengono compilati dal sostituto d’imposta

 

 

I versamenti a favore dello Stato che vengono fatte dal Sostituto devono essere comunicate tramite la presentazioni di due moduli: la Certificazione Unica ed il Modello 770.

 
Tramite il Modello 770 viene certificato – allo Stato – che i compiti relativi agli adempimenti sono stati compiuti e che è stata versata l’imposta annuale.

 

Tramite la Certificazione Unica si assicura al contribuente (o dipendente nel nostro caso) che i compiti relativi agli adempimenti sono stati compiuti e che le tasse allo – allo Stato o alla Pubblica Amministrazione – sono state versate.