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Ritenuta d’acconto

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Cos’è la ritenuta di acconto?

 

La ritenuta di acconto è una trattenuta che agisce sugli introiti derivanti da lavoro autonomo; si tratta di; un’anticipazione delle tasse che vengono sottratte al momento del pagamento della prestazione.

 

Quindi essa incide sui:

 

  • redditi da lavoro autonomo;
  • redditi da lavoro dipendente;
  • redditi da capitale;
  • altri redditi soggetti a ritenute d’acconto;

 

Ora procediamo ad analizzare le singole ritenute d’acconto.

 

Redditi da lavoro autonomo

 

Per queste figure fiscali essa grava sui compensi addebitati  dai lavoratori autonomi nei confronti dei Titolari di P.IVA a prescindere che esse siano imprese o liberi professionisti.

 

Il soggetto debitore assume il ruolo di sostituto d’imposta ed effettua il versamento all’erario al posto del professionista che si vede decurtata parte della sua prestazione.

 

L’aliquota ordinaria corrisponde al 20% dell’imponibile, eccezione per le fatture di provvigione che si calcola considerando il 13% del 50% dell’imponibile.

 

Il debitore dovrà versare solo la differenza al netto della ritenuta (art. 25 del DPR n.600 del 29/11/1973). Il versamento si effettuerà tramite il modulo F24 entro il 16 del mese successivo compilando la sezione erario con il codice 1040, il mese e l’anno del compenso dovuto.

 

Ad esempio una fattura pagata a marzo 2020 riporterà il versamento della ritenuta d’acconto entro il 16 aprile con il codice tributo 1040, mese 4, anno 2020 e ovviamente l’importo.

 

ATTENZIONE: è obbligatorio inviare una certificazione dove si indicano gli avvenuti pagamenti sia dei compensi che delle trattenute effettuate ad ogni lavoratore interessato. Tutti i certificati vanno allegati al modello 770 semplificato dei sostituti d’imposta nella sezione comunicazioni dati lavoro autonomo mentre gli estremi dei versamenti vanno indicati nel quadro ST del modello F24 a prescindere che si utilizzi il modello 770 Semplificato o modello 770 Ordinato.

 

Redditi da lavoro dipendente

 

La ritenuta d’acconto grava, in questo caso, sulle retribuzioni percepite dai dipendenti e assimilati.

 

Essa viene versata all’erario tramite il modello F24 nella stessa maniera che si effettua per i lavoratori autonomi (codice, mese e anno di pagamento al dipendente) quindi compilando:

 

  • la sezione erario per le imposte statali;
  • la sezione INPS per i contributi previdenziali;
  • la sezione altri enti previdenziali e assicurativi per i contributi INAIL;
  • la sezione regioni per le addizionali regionali;
  • la sezione ICI e altri tributi locali per le addizionali comunali;

 

Anche in questo caso abbiamo l’obbligo della certificazione unica (ex modello CUD – certificato unico dipendente) da effettuarsi entro il 31 marzo dell’anno successivo verso tutti i lavoratori dipendenti o assimilati interessati da corrisposte retribuzioni per l’anno precedente. Esiste un modello già predisposto dall’Agenzia delle Entrate per le ritenute fiscali, contributive e assicurative detratte.

 

Redditi da capitale

 

Essa viene versata all’erario tramite il modello F24 nella stessa maniera che si effettua per i lavoratori autonomi e dipendenti (codice, mese e anno di pagamento dei redditi da capitale) compilando il campo erario.

 

Anche in questo caso bisogna presentare una certificazione tramite l’apposito modello dell’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello del pagamento.

 

Successivamente le certificazioni vanno allegate al modello 770 ordinario dei sostituti di imposta; gli estremi vanno indicati in uno dei seguenti quadri a seconda della tipologia del reddito liquidato:

 

  • SF – redditi di capitale, compensi per avviamento commerciale, contributi degli enti pubblici e privati;
  • SH – redditi di capitale, premi e vincite, proventi delle accettazioni bancarie, proventi derivanti da depositi a garanzia di finanziamenti;
  • SI – utili e proventi equiparati pagati l’anno precedente;
  • SK – Comunicazione degli utili corrisposti da soggetti residenti e non residenti nonché altri dati delle società fiduciarie;
  • SL – Proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR di diritto estero, soggetti a ritenuta a titolo d’acconto;
  • SM – Proventi derivanti dalla partecipazione ad OICR di diritto italiano e proventi derivanti dalla partecipazione  ad OICR di diritto estero; soggetti a ritenuta a titolo d’imposta;
  • ST – Ritenute operate, trattenute per assistenza fiscale e imposte sostitutive;

 

Gli estremi dei versamenti fatti con il modello F24 andranno inseriti nel quadro ST.

 

Altri redditi sottoposti a ritenuta d’acconto

 

Sono vincolati alla ritenuta d’acconto anche i seguenti redditi derivanti da:

 

  • assicurazioni sulla vita a imposta sostitutiva;
  • plusvalenze soggette a imposta sostitutiva;
  • titoli atipici;
  • interessi e premi;
  • indennità di esproprio;
  • cessione di diritti d’autore;

 

Il versamento viene effettuato tramite il modello F24 compilando la sezione erario ed indicando il codice del tributo, il mese, l’anno di liquidazione dei redditi.

 

Gli estremi dei redditi corrisposti e le rispettive ritenute vanno indicati sul modello 770 ordinario nei seguenti quadri:

 

  • SG – Somme derivanti da riscatto di assicurazione sulla vita e capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione nonché rendimenti delle prestazioni pensionistiche erogate in forma periodica e delle rendite vitalizie con funzione previdenziale;
  • SO – Comunicazioni e segnalazioni;
  • SP – Titolo atipici;
  • SQ – Dati relativi ai versamenti dell’imposta sostitutiva applicata sugli interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni e titoli similari soggetti alla disciplina del D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239, nonché sui dividendi di cui all’art. 27-ter del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600;
  • ST – Ritenute operate, trattenute per assistenza fiscale e imposte sostitutive;

 

Gli estremi dei versamenti fatti con il modello F24 andranno inseriti nel quadro ST.

 

ATTENZIONE: ci sono altre schede nel modello 770 (SS, SI, SV, SX e SY) che non abbiamo citato e tutto le schede si suddividono in specifiche stringhe in cui bisogna inserire specifiche aliquote per il calcolo della ritenuta d’acconto quindi vi consigliamo di confrontarvi con il vostro Commercialista e/o Esperto Contabile per tutti gli approfondimenti del caso e per aiutarvi nella compilazione del modello 770 e del modello F24. 

 

Chi può emettere fattura con ritenuta di acconto?

 

I soggetti in questione sono:

 

  • Società di persone;
  • società di capitali;
  • lavoratori autonomo (campo commerciale o agricolo, artista o professionista);
  • I condomini verso gli amministratori di condominio;

 

Aliquota per la ritenuta d’acconto

 

La percentuale è del 20% sulla base imponibile, tuttavia esistono casi particolari in cui si calcola sul 75% o sul 60% e non sul totale (cessione di diritti d’autore).

 

Qui di seguito riportiamo la tabella presente sul sito dell’Agenzia dell’Entrate:

 

Ritenuta d’acconto 2020: tipologie di redditoAliquota della ritenutaBase imponibile
Compensi per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale20%100%
Compensi per cessione diritti d’autore da parte dello stesso autore:  
– soggetti di età superiore a 35 anni 20%75%
– soggetti di età inferiore a 35 anni20%;60%
Compensi per l’assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere20%100%
Compensi ad associati in partecipazione che apportano solo lavoro20%100%
Partecipazione agli utili di soci fondatori o promotori 20%100%
Compensi di qualsiasi natura per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale corrisposti a soggetti non residenti 30%100%
Compensi per cessione di opere d’ingegno, brevetti industriali, marchi d’impresa, formule, ecc. corrisposti a soggetti non residenti30%100%

 

Esempio di fattura con ritenuta di acconto per liberi professionisti

 

Partiamo dall’assunto che la ritenuta d’acconto si può riassumere in un dato percentuale:

 

  • 20% per i liberi professionisti residenti in Italia;
  • 30% per i liberi professionisti non residenti in Italia;

 

Quindi l’importo per il calcolo cambia in base al soggetto che emette fattura a prescindere con o senza cassa previdenziale.

 

1. libero professionista senza cassa emette una fattura con i seguenti dati:

 

  • compenso = valore netto della prestazione o del bene
  • rivalza INPS = compenso x 4%
  • IVA = (compenso + 4%) x 20%

 

Totale fattura = compenso + rivalsa INPS + IVA

Ritenuta d’acconto = (compenso + rivalsa INPS) x 20%

 

La ritenuta d’acconto si calcola sul compenso più la rivalsa INPS (qui non li mettiamo ma se esistono vanno aggiunti eventuali rimborsi spese).

 

Ora per calcolare il netto dovuto che deve versarti il cliente si deve procedere con la seguente formula:

 

Netto = Totale fatturaRitenuta d’acconto

 

2. libero professionista con cassa emette una fattura con i seguenti dati:

 

  • compenso = valore netto della prestazione o del bene
  • rivalza INPS = compenso x 4%
  • IVA = (compenso + 4%) x 20%

 

Totale fattura = compenso + rivalsa INPS + IVA

Ritenuta d’acconto = compenso x 20%

 

La ritenuta d’acconto si calcola sul solo compenso (qui non li mettiamo ma se esistono vanno aggiunti eventuali rimborsi spese).

 

Ora per calcolare il netto dovuto che deve versarti il cliente si deve procedere con la seguente formula:

 

Netto = Totale fatturaRitenuta d’acconto

 

In sostanza la differenza tra le due figure è considerare la presenza di una cassa previdenziale a cui è iscritto il professionista.

 

Fatti i dovuti calcoli ora puoi inoltrare l fattura al tuo cliente per ottenere il giusto compenso; ricordati di registrare gli importi sencodo le specifiche richieste dall’Agenzia delle Entrate.

 

ATTENZIONE: gli esempi sopra riportati vengono fatti a puro titolo esplicativo della teoria e tante variabili non vengono considerate vi consigliamo di confrontarvi con il vostro Commercialista e/o Esperto Contabile per non incorrere in errore. 

 

Approfondimento

  • Ritenuta d’acconto – (guida pratica – QUI)
  • Come impostare la ritenuta d’acconto (manuale – QUI)

 

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