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Regime ordinario

Prima di affrontare l’argomento sul regime ordinario facciamo una premessa in ci a differenza del regime forfettario questo regime ha dei costi più elevati e diversi obblighi da ottemperare.

La legge prevede per le partite IVA con più di 50.000 €/annui di fatturato, chi ha sostenuto costi per dipendenti e collaboratori superiori ai 5 €/annui, redito da lavoro dipendente superiore ai 30.000 €/annui e chi ha effettuato investimenti superiori ai 20 €/annui potrebbe scegliere in modo facoltativo il regime ordinario.

Risulta obbligatorio per le società di grandi dimensioni come le S.p.A, le S.r.l., le S.r.l.s., le S.a.p.a., le società cooperative e mutue assicuratrici e non dipende dai ricavi conseguiti.

Oltre ai tipi di società sopra citate, tale regime è obbligatorio anche per:

  • Enti pubblici e privati che hanno come principale esercizio l’attività commerciale;
  • persone fisiche che esercitano attività commerciali;
  • società di persone;
  • enti non commerciali che esercitano attività commerciali non prevalentemente.

Chi rientra in questo regime è obbligato al pagamento dell’IVA, della ritenuta d’acconto e non può richiedere la semplificazione contabile.

Oltre a questo è obbligato alla registrazione delle fatture, deve inviare lo Spesometro, le dichiarazione IVA su base trimestrale e annuale.

Mentre l’IRPEF varia in base al reddito:

  • 23% tra i 0 € e i 15.000,00 €;
  • 27% tra i 15.001 € e i 28.000,00 €;
  • 38% tra i 28.001 € e i 55.000,00 €;
  • 41% tra i 55.001 € e i 75.000,00 €;
  • 43% sopra i 75.000,00 €.

Come funziona

Coloro che operano in questo regime sono obbligati a tenere i seguenti libri:

  • registri IVA.
  • registro cespiti (ammortamenti).
  • libro giornale.

In caso di società di capitali bisogna aggiungere:

  • i libri sociali con rappresentazione finanziaria;
  • i libri sociali degli organi societari.