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Ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997) è una istituzione giuridica per regolarizzare i versamenti di imposte omessi o insufficienti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

Il ravvedimento operoso è consentito a tutti i contribuenti.

Prima delle modifiche introdotte dalla legge di Stabilità per il 2015, per poterne usufruire occorreva rispettare determinati limiti di tempo. Inoltre, era necessario che:

  • la violazione non fosse già stata constatata e notificata a chi l’avesse commessa
  • non fossero iniziati accessi, ispezioni e verifiche
  • non fossero iniziate altre attività di accertamento (notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionari) formalmente comunicate all’autore.

Tali preclusioni, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, non operano più e il ravvedimento è inibito solo dalla notifica degli atti di liquidazione e di accertamento.

Sono comprese anche le comunicazioni del controllo automatizzato e formale sulle dichiarazioni.

Regolarizzare il ravvedimento operoso

Gli errori, le omissioni e i versamenti carenti possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento:

  • dell’imposta dovuta;
  • degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito;
  • della sanzione in misura ridotta.

In questo modo le sanzione si possono ridurre per:

  1. 1/10 di quella ordinaria;
  2. 1/9 del minimo;
  3. 1/8 del minimo;
  4. 1/7 del minimo;
  5. 1/6 del minimo;
  6. 1/5 del minimo;
  7. 1/10 del minimo.;
  8. 1/15 del minimo.

Qui i seguito approfondiremo i singoli punti.

1. 1/10 di quella ordinaria

Nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto qualora venisse eseguito nel termine di trenta giorni dalla data di scadenza.

2. 1/9 del minimo

Se vengono regolarizzati gli errori e le omissioni entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall’omissione o dall’errore.

3. 1/8 del minimo

Se vengono regolarizzati gli errori e le omissioni entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore.

4. 1/7 del minimo

Se vengono regolarizzati gli errori e le omissioni entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore

5. 1/6 del minimo

Se vengono regolarizzati gli errori e le omissioni oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore.

6. 1/5 del minimo

Se vengono regolarizzati gli errori e le omissioni dopo la constatazione della violazione salvo nei casi di mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto o di omessa installazione degli apparecchi per l’emissione dello scontrino fiscale.

7. 1/10 del minimo

Prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni.

Viene previsto anche per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.

8. 1/15 del minimo

Per errori e omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, fate dopo la constatazione della violazione e prima della notifica da parte dell’Amministrazione finanziaria.

La sanzione è ridotta ad 1/5 del minimo; questa ipotesi di ravvedimento non è applicabile per mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscale o documenti di trasporto e omessa installazione del misuratore fiscale.

Versare il ravvedimento operoso

Per i versamenti occorre utilizzare i seguenti modelli:

  • F24 per le imposte sui redditi, le relative imposte sostitutive, l’IVA, l’IRAP e l’imposta sugli intrattenimenti;
  • F23 per l’imposta di registro e gli altri tributi indiretti;
  • F24 Elide per tributi, sanzioni e interessi, connessi alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili
  • F24 Elide per l’imposta ipotecaria, le tasse ipotecarie, l’imposta di bollo e le sanzioni

Gli interessi devono indicare nel modello F24 gli appositi codici tributo. Quelli sulle ritenute vanno invece versati dai sostituti d’imposta sommandoli al tributo.

Anche per le sanzioni sono stati previsti appositi codici da riportare sul modello di versamento (elenco completo dei codici).