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Open innovation

L’open innovation è un paradigma in cui le imprese devono ricorrere ad idee esterne e interne, accedere sia ai mercati esterni che a quelli interni se vogliono incrementare e progredire le competenze tecnologiche.

Ad oggi, è sempre più difficile trattenere il know how e i Professionisti; questa situazione ha modificato il modello organizzativo da verticale in orizzontali.

Il valore di una partita IVA non è più il risultato della trasformazione interna di input in output.

Modello tradizionale

Il modello tradizionale pensava all’innovazione come fattore di vantaggio sulla concorrenza.

Questa idee di innovazione causava alte barriere con l’esterno e dispendiosi investimenti per i settori Ricerca e Sviluppo interni che dava all’azienda tradizionale la totale proprietà della tecnologia e di conseguenza maggiori investimenti per la tutela delle proprietà intellettuali.

Il ricorso a risorse esterne viene ridotto ai minimi termini vista l’importanza di governare in termini proprietari i processi, investendo nella tutela della proprietà intellettuale.

I diversi fattori che hanno avviato il processo di innovazione hanno reso svantaggioso e vulnerabile il modello tradizionale di business se analizziamo le dinamiche e il cambiamento dei mercati e dei modelli economici.

Differenze con il closed innovation

Il closed innovation offre benefici se la rete interna offre tutte le risorse per lo sviluppo continuativo.

Se manca questa capacità interna conviene creare o aderire ad un networking con un flusso mobile e notevole di informazione e scambio (università, start-up, istituti pubblici e privati, fornitori esterni).

Con il cambio di paradigma, causato da vari fattori (cambiamento dei mercati e dei modelli economici), cambia anche il modo di operare riguardo ai seguenti aspetti:

  1. gli input provengono da un pubblico più grande il quale contribuisce a trovare idee migliori;
  2. solo una parte dell’innovazione avviene all’interno dei confini dell’azienda generando un miglioramento sul controllo delle innovazioni;
  3. diminuiscono le tempistiche per lo sviluppo delle innovazione perché si preferisce comprare licenze e stringere accordi piuttosto che investire in modo ossessivo alla sviluppo di una nuova tecnologia.

Anche se è importante sottolineare che collaborare con altre aziende comporta degli svantaggi:

  • Minore capacità di appropriarsi dell’innovazione: non c’è più il diritto a brevettare se l’innovazione è divulgata;
  • La ripartizione dei margini di guadagno ex ante è molto difficile da individuare;
  • Minore incentivo ad innovare: collaborare richiede lunghi tempi di sviluppo (una soluzione alternativa potrebbe essere acquistare un’innovazione già testata e funzionate sul mercato, ma solo se si hanno capacità di assorbimento);
  • Aumento dei costi di coordinamento: costi relativi al contratto con i partner e la gestione delle varie risorse.