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Marca da bollo

La marca da bollo è una carta-valori simile a un francobollo e usata per la convalida di atti e documenti.

La marca da bollo è stata utilizzata per la prima volta in Italia nel 1863 ed erano simili a dei francobolli; dal 2005 sono entrate in vigore quelle adesive con i contrassegni telematici rilasciati dall'Agenzia delle Entrate e stampati al momento della richiesta.

Nel 2007 le marche da bollo adesive con contrassegni telematici sostituirono quelle classiche rendendole fuori corso, cioè non più valide.

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Su alcuni atti pubblici non si utilizza la marca da bollo ma un timbro che attesta il pagamento in contanti dell'importo direttamente al soggetto emittente l'atto.

Oggi viene utilizzata la marca da bollo digitale (Servizio @e.bollo), emessa elettronicamente attraverso siti web connessi all'Agenzia delle Entrate ed introdotta dall’articolo 6 del Dm 17 giugno 2014.

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Le vecchie marche da bollo sono ancora valide anche nel caso in cui non riportano gli aumenti introdotti nel 2013; al momento del loro utilizzo bisogna assolvere l’imposta totale dovuta indicata sul documento considerato.

Servizio @e.bollo*

Con la fatturazione elettronica è stato disciplinato l’assolvimento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche con l'obbligo di ripotare sul documento una specifica annotazione, nel caso lo preveda il regime fiscale.

L’annotazione di assolvimento dell’imposta di bollo sul processo della fatturazione elettronica avviene valorizzando il contenuto all’interno del tracciato XML della stessa fattura elettronica; successivamente la partita IVA presenterà il modello F24 riportando l’importo complessivo del bollo relativo alle fatture elettroniche emesso allo SdI.

L’articolo 12-novies del decreto legge n. 34/2019 e modificato dal Dm del 4 dicembre 2020 ha previsto che all’interno del portale Fatture e corrispettivi vengano ripotati i dati relativi all’imposta delle fatture elettroniche emesse e messe a disposizione dei contribuenti e dei loro intermediari delegati

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I dati sono integrati con i dati che non indicano l’assolvimento dell’imposta di bollo; in questo modo le partite IVA possono verificare il corretto assoggettamento dell’imposta di bollo sui documenti inviati. È possibile confermare i dati integrati dall’Agenzia ed effettuare il successivo versamento tramite il modello F24. Nel caso i dati integrati non devono essere assoggettati è possibile eliminare le fatture elettroniche presenti; nel caso di una eventuale verifica da parte dell’Agenzia è possibile fornire una spiegazione in merito a tale scelta.

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Marca da bollo sulle fatture elettroniche

Ogni trimestre solare l'Agenzia delle Entrate elabora ed integra in una apposita sezione di Fatture e Corrispettivi le fatture elettroniche trasmesse allo SdI (Sistema di Interscambio) senza scartare nessun documento ricevuto i nbase al corretto inserimento dell'indicazione sull’assoggettamento dell’imposta di bollo.

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L’Agenzia mette in evidenzia anche le autofatture per regolarizzazione di operazioni che riportano i presupposti per l’assoggettamento del bollo ma non contengono l'indicazione.

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Dopo aver integrazione i dati l'Agenzia delle Entrate fornisce alla partita IVA nel proprio portale in Fatture e Corrispettivi due elenchi contenenti gli estremi delle fatture emesse, quindi inviate allo SdI, nel trimestre solare di riferimento:

  1. Elenco A (non modificabile);
  2. Elenco B (modificabile).

1. Elenco A (non modificabile)

In questo elenco sono presenti le fatture elettroniche (ordinarie e semplificate), emesse verso i privati e verso le Pubbliche amministrazioni, con l'indicazione dell'assolvimento dell’imposta di bollo e non può essere modificato.

L'indicazione viene rilevata valorizzando il campo Bollo virtuale su SI:

  • 2.1.1.6.1 nel tracciato XML della fattura ordinaria;
  • 2.1.1.5 nel tracciato XML della fattura semplificata.

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Per le partite IVA che emettono l'autofattura (TD20: Autofattura per mancata ricezione della fattura o per irregolarità) con l'assolvimento del bollo, emesse per la regolarizzare le operazioni in mancanza di una fattura da parte del formitore estero, le troveranno solo nell'elenco A (articolo 6, commi 8 e 9-bis, del decreto legislativo n. 471/1997 e articolo 46, comma 5, del decreto legislativo n. 331/1993).

2. Elenco B (modificabile)

In questo elenco sono presenti le fatture elettroniche (ordinarie e semplificate), emesse verso i privati e verso le Pubbliche amministrazioni, che non riportano l'indicazione dell'assolvimento dell’imposta di bollo ma risulta l’obbligo di tale assolvimento.

Si tratta delle fatture che soddisfano tutte le seguenti condizioni:

  • la somma degli importi nei campi Prezzo totale (2.2.1.11 della fattura ordinaria) e Importo (2.2.2 della fattura semplificata) se risulta maggiore di 77,47 €;
  • è stato valorizzato il campo Natura con:
    • N2.1: operazioni non soggette/fuori campo IVA per carenza del requisito territoriale (extraUE);
    • N2.2: operazioni non soggette per carenza del presupposto oggettivo o soggettivo, per i quali non vi è obbligo di emissione delle fatture;
    • N3.5: operazioni non imponibili effettuate nei confronti di cessionari esportatori abituali che abbiano comunicato telematicamente all’Agenzia delle Entrate e rilasciato la dichiarazione di intento;
    • N3.6: operazioni non imponibili che non concorrono alla formazione del plafond (esportatori abituali);
    • N4: operazioni di cessione con aliquota zero quindi operazioni esenti IVA;
  • manca l’indicazione della codifica di non assoggettamento all’imposta per specifica disposizione normativa, l’operazione deve riportare nel campo Tipo dato (2.2.1.16.1) presente nel blocco Altri dati gestionali uno dei seguenti valori:
    • NB1: documento assicurativo con l’imposta di bollo è assorbita nell’imposta sulle assicurazioni;
    • NB2: documento emesso da una pattita IVA che opera nel terzo settore;
    • NB3: documento tra la banca e il cliente correntista dove l’imposta di bollo è assorbita nell’imposta di bollo dell’estratto conto.

Sono escluse le fatture elettroniche aventi tipo documento:

  • TD16: integrazione fattura reverse charge interno;
  • TD17: integrazione e/o autofattura per acquisto di servizi dall’estero;
  • TD18: integrazione per acquisto di beni intracomunitari;
  • TD19: integrazionee e/o autofattura per acquisto di beni;
  • TD20: autofattura per regolarizzazione.

Vengono escluse anche le fatture elettroniche che presentano il campo Regime fiscale con i seguenti dati:

  • RF05: vendita sali e tabacchi;
  • RF06: commercio di fiammiferi;
  • RF07: editoria;
  • RF08: gestione servizi di telefonia pubblica;
  • RF09: rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta;
  • RF10: intrattenimenti, giochi e altre attività;
  • RF11: agenzie viaggi e turismo.

Per le partite IVA che emettono l'autofattura (TD20: Autofattura per mancata ricezione della fattura o per irregolarità) con l'assolvimento del bollo, emesse per la regolarizzare le operazioni in mancanza di una fattura da parte del formitore estero, le troveranno solo nell'elenco B (articolo 6, commi 8 e 9-bis, del decreto legislativo n. 471/1997 e articolo 46, comma 5, del decreto legislativo n. 331/1993).

Individuazione del trimestre solare di riferimento

Per individuare il corretto trimestre di riferimento vengono considerati i seguenti dati presenti delle fatture elettroniche:

  • data di consegna: il dato deve essere precendente alla chiusura del trimestre solare di riferimento ed inviato dalla SdI nella notifica di ricevuta di consegna una volta elaborato il documento;
  • data di messa a disposizione: il dato deve essere precendente alla chiusura del trimestre solare di riferimento ed inviato dalla SdI nella notifica di ricevuta di impossibilità di recapito: se il dato non rientra nel trimestre di riferimento solare il documento sarà presente nel trimestre successivo.

Per quanto riguarda le fatture elettroniche emesse nei confronti delle Pubbliche amministrazioni, vengono considerati i seguenti dati:

  • data di consegna: il dato deve essere precendente alla chiusura del trimestre solare di riferimento ed inviato dalla SdI nella notifica di ricevuta di consegna una volta elaborato il documento non è rilevante il dato di accettazione del documento ricevuto dalla PA;
  • consegna in decorrenza temrini: il dato deve essere precendente alla chiusura del trimestre solare di riferimento ed inviato dalla SdI nella notifica di ricevuta di consegna una volta elaborato il documento non è rilevante il dato della notifica di decorrenza termini;
  • ricevuta di impossibilità di recapito: se il dato non rientra trimestre di riferimento solare il documento sarà presente nel trimestre successivo.
ATTENZIONE

L’anticipazione dell’imposta di bollo relativa a fatture elettroniche da conteggiarsi nel trimestre successivo non è una violazione ma per evitare un eventuale e periodico chiarimento con l'Agenzia delle entrate si consiglia di non procedere con l'anticipazione per evitare il disallineamento tra gli importi versati e quelli determinati dall’Agenzia delle entrate.

Consultazione e variazione dell'elenco B

Gli elenchi sono messi nell’area riservata del portale Fatture e corrispettivi entro il giorno 15 del primo mese successivo ad ogni trimestre solare di riferimento; quindi i primi elenchi dell'anno fiscale in corso sono consultabili entro il 15 aprile di ogni anno mentre quelli dell'ultimo trimestre sono consultabili entro il 15 gennaio dell'anno successivo.

Calendarioelenchi A e Blimite delle modifichevedere degli importiversamento del bollo
1° trimestre15/0430/0415/0531/05
2° trimestre15/0710/0920/0930/09
3° trimestre15/1031/1015/1130/11
4° trimestre15/0130/0115/02528/02
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Per il versamento della marca da bollo l’importo dovuto (1° trimestre) non supera 250 € è possibile eseguire l'assolvimento entro il 30 settembre. Nel caso in cui il versamento totale nei primi due trimestri (1° trimestre e 2° trimestre) non supera l'importo di 250 € è possibile eseguire l'assolvimento entro il 30 novembre.

In caso di giorno festivo la scedenza viene slittata al primo giorno lavorativo successivo.

La partita IVA può procedere alla modifica dei documenti presenti nell'elenco B specificando quelli per cui non si deve applicare dell’imposta di bollo e quelli a cui si deve applicare l'imposta ma non sono presenti nei due elenchi; in quest'ultimo caso ricordiamo che devono:

  • essere fatture elettroniche trasmesse ed elaborate dallo SdI e che non sono state scartate con notifica di ricevuta di consegna o ricevuta di impossibilità di recapito;
  • essere fatture elettroniche emesse dalla partita IVA come venditore (cedente e/o prestatore);
  • essere autofatture (TD20) emesse dalla partita IVA come acquirente (cessionario e/o committente);
  • riferirsi al trimestre in oggetto e non al trimestre precedente o successivo.

La partita IVA può procedere con le modifiche all’elenco B dal portale Fatture e corrispettivi, quindi operare direttamente sulla tabella contenente gli estremi delle fatture in modalità massiva sia in fase di scarico (download di uno o più file) sia in fase di caricamento (upload di uno o più file) del file contenente i dati con le relative modifiche e/o integrazioni.

Ogni qualvolta che effettui delle modifiche lo SdI restituisce all’utente l’esito dell’elaborazione, indicando le fatture eventualmente scartate ed i relativi motivi.

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Se si effettua un download per procedere in modo massivo ma si modifica uno solo file è sufficiente caricare solo il file .modificato o caricare con un unico file le sole modifiche e/o integrazioni da apportare all’elenco B.

L’elenco può essere modificato più volte entro il termine previsto. L’Agenzia delle entrate procede al calcolo dell’imposta di bollo dovuta per il trimestre sulla base dell’ultima modifica trasmessa e una volta assolta l’imposta di bollo viene inibita la possibilità di ulteriore modifica dell’elenco; tieni presente che non ci sono limiti alle modifiche se non quella di effettuare delle modifiche oltre i ltermine di chiusura del tirmestre.

Le fatture elettroniche ricomprese riportano l’annotazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo; l'informazione la trovi neii dettagli della fattura elettronica ed è consultabile nell’area riservata di Fatture e Corrispettivi.

Assolvere l'imposta

l’Agenzia delle entrate procede al calcolo dell’imposta di bollo dovuta sulla base dei dati presenti negli elenchi A e B modificato dal contribuente per il trimestre di riferimento entro il giorno 15 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre.

Per procedere al pagamento esistono due modi:

  1. Addebito sul conto corrente;
  2. Modello F24.

1. Addebito sul conto corrente

Per procedere tramite conto corrente devi indicare sull’apposita funzionalità web del portale Fatture e corrispettivi l’IBAN del conto corrente a te intestato in questo modo ti viene addebitato l’importo dell’imposta di bollo.

Nel caso di ritardo rispetto alla scadenza prevista, la procedura web calcola e consente il pagamento della sanzione e degli interessi previsti per il ravvedimento operoso.

Modello F24

La partita IVA versare l'importo in modalità telematica tramite il modello F24 utilizzando uno dei sguenti codici tributo:

  • 1° trimestre: 2521;
  • 2° trimestre: 2522;
  • 3° trimestre: 2523;
  • 4° trimestre: 2524;
  • Saznioni: 2525;
  • Interessi: 2526.

Nel caso di mancato pagamento o inferiore rispetto al dovuto o di ritardo rispetto alla scadenza, l’Agenzia invia una comunicazione telematica all’indirizzo PEC, presente nell’elenco INI-PEC (Indice nazionale degli indirizzi di pec), della partita IVA indicando l'importo dovuto per l’imposta di bollo, la sanzione prevista ridotta a un terzo (art. 13, comma 1, del Dlgs n. 471/1997) e gli interessi.

Entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione la partita IVA può fornire chiarimenti in merito ai versamenti e provvedere al pagamento (in tutto o in parte); in caso di ritardo l’Agenzia procede all’iscrizione a ruolo a titolo definitivo dell’imposta non versata, della sanzione amministrativa e degli interessi.

La sanzione può essere decurtata ad ⅓ e pari:

  • al 30% se il versamento è eseguito oltre 90 giorni dalla scadenza;
  • al 15% se il versamento è eseguito entro 90 giorni dalla scadenza;
  • ad un importo pari ad 1/15 (1% per ogni giorno) se il versamento è eseguito entro 15 giorni dalla scadenza.

È possibile entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione con le somme rideterminate e dopo i chiarimenti forniti in merito ai pagamenti dovuti procedere al pagamento della somma ricalcolata.