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Inflazione

Il termine inflazione ha diversi significati che variano in base al suo campo di applicazione ma che tutto sommato rappresenta sempre lo stesso scenario di gonfiatura del dato.

È un aumento generalizzato dei prezzi di prodotti e servizi che produce numerosi effetti negativi.

L’aumento può essere scaturito da diverse cause concatenate, come ad esempio l’aumento dei prezzi dei beni importati, l’aumento del costo dei fattori produttivi e dei beni intermedi, in seguito all’aumento della domanda o per altre ragioni.

L’inflazione è paragonabile ad una tasse che colpisce in maggiore misura le classi deboli; a differenza delle tasse, però, essa non è la causa di una leggi ma semplicemente l’aumento dei prezzi.

L’aumento determina una perdita di potere d’acquisto della moneta: cioè si acquista una minore quantità di beni e servizi.

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Ad esempio il valore di 1 lira italiana del 1861 equivale ad oltre 6.000 lire nel 1999, ad oltre 3 € nel 2006 e 5,17 € nel 2012.

L’aumento generalizzato dei prezzi dei prodotti e dei servizi il potere d’acquisto diminuisce.

In un’economica aperta l’aumento dei prezzi fa diminuire anche la competitività internazionale delle merci e di conseguenza le esportazioni.

Per evitarlo bisogna che i prezzi delle merci di quel determinato paese non crescono più velocemente dei prezzi delle merci degli altri paesi con cui si concorre.

Tasso d’inflazione

Questo valore si esprime in termini percentuali e può avere effetti positivi e negativi.

L’aumento comporta la perdita di valore del denaro accumulato, un aumento imprevisto comporta è vantaggioso per le partite IVA che hanno contratto dei debiti e svantaggioso per i creditori delle partite IVA.

Debitore

Il peso di un debito (tasso d’interesse nominale) sul bilancio di una partita IVA si riduce con l’aumento entrate.

Creditore

Il valore dei crediti concessi dagli Istituti Finanziari non vengono aggiornati al variare dell’inflazione in quanto la concessione di credito viene fatto sul valore nominale della moneta al momento dell’erogazione del credito; quindi il denaro ha valore inferiore a quanto preventivato se aumento l’inflazione oppure superiore se diminuisce l’inflazione.

In una situazione di stabilità viene concesso il credito considerando il recupero dell’inflazione nel tasso d’interesse nominale reale (al netto dell’inflazione) positivo.