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La carta di credito, o di pagamento, è uno strumento elettronico usato per svolgere dei pagamenti o dei prelievi.

 

È costituito da una carta di materiale plastico che riporta diverse informazioni:

  1. Titolare;
  2. Numero;
  3. Mese ed anno di scadenza;
  4. Codice di sicurezza (formato da tre cifre);
  5. Firma del titolare.

 

La dimensione della carta è di 85,6 x 53,98 x 0,76 mm (ISO/IEC 7810); sul resto c’è applicata una banda magnetica mentre sul fronte un microchip integrato che ha trasformato lo strumento in una smart card; il microchip ha introdotto il pagamento con la tecnologia del contactless.

 

Alle carte è associato un codice PIN che serve ad identificare il titolare. 

 

Lo strumento viene rilasciato dalle banche o dagli enti finanziari.

 

Attualmente esistono tre tipologie di carte:

  • al saldo: è la più diffusa e viene associata all’apertura di un conto bancario e permette la rateizzazione della voce di spesa;
  • rateale o revolving: permette la rateizzazione del credito disponibile o plafond;
  • co-branded: è una carta sponsorizzata perché viene diffusa da una partita IVA ai propri clienti (fidelizzazione) con la collaborazione di una banca;
  • fidelity card: è una carta esclusiva per le partite IVA (aziende e imprese) rivolta ai suoi clienti.

 

Iter e figure coinvolte nei pagamenti

Il processo dei pagamenti, o dei prelievi, nei circuiti bancari prevede tre soggetti:

  1. Ente emittente: è la banca o l’ente finanziario che emette la carta e stabilisce un finanziamento con il titolare;
  2. Esercente: è l’esercizio commerciale che aderisce al circuito di pagamento tramite il POS;
  3. Circuito di pagamento: è l’ente che si occupa di veicolare, attraverso una rete di comunicazione, le richieste e le autorizzazioni alla spesa.

 

La transazione, tramite POS, coinvolge il titolare possessore della carta, il fornitore che eroga e l’istituto che ha emesso la carta e che si espone finanziariamente a coprire inizialmente la spesa, o il prelievo, del titolare.

 

La carta è utilizzata anche per il prelievo di denaro contante nei circuiti ATM, BANCOMAT e internazionali come MAESTRO MASTERCARD e NEXI.

 

Stai cercando i significati di altri termini? Clicca qui.

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È costituito da una carta di materiale plastico che riporta diverse informazioni:

  1. Titolare;
  2. Numero;
  3. Mese ed anno di scadenza;
  4. Codice di sicurezza (formato da tre cifre);
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La dimensione della carta è di 85,6 x 53,98 x 0,76 mm (ISO/IEC 7810); sul resto c’è applicata una banda magnetica mentre sul fronte un microchip integrato che ha trasformato lo strumento in una smart card; il microchip ha introdotto il pagamento con la tecnologia del contactless.

 

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Attualmente esistono tre tipologie di carte:

  • al saldo: è la più diffusa e viene associata all’apertura di un conto bancario e permette la rateizzazione della voce di spesa;
  • rateale o revolving: permette la rateizzazione del credito disponibile o plafond;
  • co-branded: è una carta sponsorizzata perché viene diffusa da una partita IVA ai propri clienti (fidelizzazione) con la collaborazione di una banca;
  • fidelity card: è una carta esclusiva per le partite IVA (aziende e imprese) rivolta ai suoi clienti.

 

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Il processo dei pagamenti, o dei prelievi, nei circuiti bancari prevede tre soggetti:

  1. Ente emittente: è la banca o l’ente finanziario che emette la carta e stabilisce un finanziamento con il titolare;
  2. Esercente: è l’esercizio commerciale che aderisce al circuito di pagamento tramite il POS;
  3. Circuito di pagamento: è l’ente che si occupa di veicolare, attraverso una rete di comunicazione, le richieste e le autorizzazioni alla spesa.

 

La transazione, tramite POS, coinvolge il titolare possessore della carta, il fornitore che eroga e l’istituto che ha emesso la carta e che si espone finanziariamente a coprire inizialmente la spesa, o il prelievo, del titolare.

 

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